Tutti sappiamo quanto sia importante l’abbigliamento per chi pratica ciclismo. In molti casi l’abbigliamento sbagliato o poco performante può influire negativamente sul rendimento di un randonneur. Fare molti chilometri di giorno e di notte, con diverse condizioni climatiche, per altro mutevoli, costringe il randonneur a scegliere con attenzione l’abbigliamento tecnico. Ad oggi sono pochi i produttori che curano questi aspetti.

Tra i primi ad affacciarsi sul mercato con proposte pensate per i randonneur c’è il marchio inglese Rapha, conosciuto in tutto il mondo per aver equipaggiato per diversi anni il Team Sky. Oltre ad essere innovativo per i prodotti, lo è anche per l’organizzazione commerciale che è nata e si sta sviluppando esclusivamente on-line attraverso un bellissimo sito di e-commerce che vi suggerisco di visitare (vai al sito Rapha).

Per i randonneur Rapha propone una specifica linea di prodotti, che ho avuto modo di testare personalmente, che è pensata per chi vive il Ciclismo come avventura. Capi resistenti, realizzati con ottimi materiali, con un design retrò che li rende inconfondibili.

Recentemente è stata lanciata una nuova linea che modifica sostanzialmente il concetto di abbigliamento tecnico che siamo abituati ad indossare. Infatti Rapha propone per l’estate una salopette con due tasche laterali da indossare solo con l’intimo, senza la maglia tecnica.

Propone anche una Tshirt realizzata con tessuto traspirante da indossare indifferentemente in città o nelle avventure in bici. Una semplificazione mutuata dai Biker che, in Mountain Bike, da tempo indossano capi di abbigliamento tecnici ma “casual”.

D’altra parte il randonneur è molto più vicino come cultura al biker che allo stradista puro. A questa rivoluzione in atto sta contribuendo anche l’affermazione che stanno ottenendo le bici Gravel (vedi mio post)

 

Valter Ballarini

Nato a Terni, in Umbria, ciclista, randonneur, guida cicloturistica, da anni esplora il mondo del Ciclismo non solo come fenomeno sportivo ma come modalità più consapevole di osservare e vivere la realtà. Architetto, in passato, ha realizzato progetti come la Bibliomediateca e il Videocentro a Terni, la Città del Gusto del Gambero Rosso a Roma, il Virtual Reality & Multi Media Park di Torino.

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