Per molti secoli la via Amerina ha svolto un ruolo importantissimo nella storia della penisola.

Realizzata dai Romani nel 240 a.c. per collegare Veio ad Amelia, successivamente alle invasioni barbariche e durante la dominazione longobarda, divenne l’asse portante del “corridoio Bizantino” che divideva l’Italia settentrionale da quella meridionale, entrambe longobarde, collegando Roma a Ravenna.

Successivamente la via Amerina venne utilizzata dai numerosi eserciti che attraversarono l’Italia, diventando l’unica via di comunicazione Nord Sud con Roma, dopo la dismissione della via Flaminia in seguito al crollo del Ponte di Augusto a Narni, avvenuto poco dopo l’anno mille.
La via Amerina già a partire dal ‘300 fu utilizzata da numerosi pellegrini in alternativa alla via francigena per recarsi a Roma, ma perse il suo ruolo di via di comunicazione alla fine del ‘500, a seguito del crollo del ponte sul Tevere presso Orte.

Recentemente la via Amerina è stata rivalutata come percorso e inserita nella mappa dei “Cammini” e, grazie ad alcuni interventi di riqualificazione finanziati dalla UE, in alcuni tratti è stata trasformata in percorso ciclopedonale.

Quello descritto in questo post è il tratto che collega Castel dell’Aquila a Todi, lungo la valle del torrente Arnata, attraversato da 3 ponti romani, completamente ristrutturati.
La via è segnalata ed è adatta solo a MTB. Il fondo in molti tratti è argilloso e, quindi, si consiglia di non percorrere la via Amerina dopo lunghi periodi di pioggia.

Il tracciato ripercorre alcune strerrate e tratturi utilizzati dai contadini della zona per poi riprendere il tracciato che scende ripido lungo il torrente, su fondo prevalntemente ghiaioso, e immerso in una fitta vegetazione che lo rende percorribile anche nei mesi estivi.

Sono presenti anche due guadi del torrente che devono essere superati con cautela, così come è necessario tenere presenti alcuni tratti ripidi in discesa (se non si possiedono buone doti di guida è bene procedere a piedi).

Il tracciato non è consigliato nei mesi invernali.

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Valter Ballarini

Nato a Terni, in Umbria, ciclista, randonneur, guida cicloturistica, da anni esplora il mondo del Ciclismo non solo come fenomeno sportivo ma come modalità più consapevole di osservare e vivere la realtà. Architetto, in passato, ha realizzato progetti come la Bibliomediateca e il Videocentro a Terni, la Città del Gusto del Gambero Rosso a Roma, il Virtual Reality & Multi Media Park di Torino.

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