Viaggiare di notte in bici è un’esperienza unica, diversa da tutto ciò che un ciclista ha sperimentato pedalando di giorno.
Il buio ti avvolge e la natura, sorprendentemente, si manifesta in modo inedito, lontano dalla vista, attraverso i rumori e gli odori.
Di notte si è più propensi all’ascolto.
Anche il tuo corpo lo percepisci in modo diverso, più intimo.
Il faro illumina una piccola porzione di spazio, solo quello necessario al porcedere.
Le luci che vedi in lontananza non hanno una forma.
Il pensiero è libero.
Di notte si apprende l’arte di immaginare.
E’ come viaggiare tra le stelle.

Non potrai considerarti un vero randonnée finché non avrai affrontato, in bici, il viaggio di notte. Pedalare nella notte è una sensazione molto bella che sempre più ciclisti stanno cominciando a sperimentare.

D’estate, con il caldo, si sta sempre più diffondendo la moda dell’uscita notturna.  In questa stagione, quando le temperature durante il giorno sono proibitive, è spesso l’unica possibilità di pedalare. In questo modo si scopre la notte e tutto ciò che sembrava già noto come i sentieri e le strade percorsi moltissime volte, appaiono sconosciuti.

Pedalare nella notte esalta le percezioni sensoriali: i rumori, gli odori, il caldo e il freddo non sono più nello sfondo ma in primo piano. La vista è limitata al fascio di luce del faro ma è questa la condizione migliore per immaginare. Bastano pochi indizi per costruire mentalmente uno scenario possibile ma non verificabile nel buio. I rumori e gli odori vengono in aiuto in questa operazione fornendo indicazioni che normalmente vengono trascurate. L’odore di un pollaio ti avverte della presenza di una casa di contadini, il freddo improvviso ti segnala un corso d’acqua nelle vicinanze, tutto diventa un indizio per l’immaginazione.

Sei immerso nel buio e cominci a sentire il tuo corpo, il respiro, la forza che imprimi sui pedali. Percepisci i micro movimenti che fai per restare in equilibrio, non hai bisogno del cardiofrequenzimetro per sentire i battiti del cuore.

Di notte l’attenzione si concentra su sé stessi ed i pensieri vagano e si perdono nel buio.

Queste sensazioni le puoi provare anche facendo un breve giro notturno nelle campagne vicino casa, ma, per poter dire di essere un vero randonneur, devi affrontare la notte in altro modo, pedalando fino ad incontrare il giorno che, per quanto tu possa abituartici, ti sorprende sempre.

La differenza tra una uscita notturna e un viaggio notturno sta proprio nel procedere in una direzione qualunque facendosi sorprendere dalla luce del giorno che fa riemergere tutto ciò che ti circonda, mettendolo a conforto con tutto ciò che di notte ti sei immaginato. Il risultato è sempre affascinante.

Una volta provata questa esperienza, non si torna più indietro e la notte diventa una nostra amica e alleata.

Valter Ballarini

Nato a Terni, in Umbria, ciclista, randonneur, guida cicloturistica, da anni esplora il mondo del Ciclismo non solo come fenomeno sportivo ma come modalità più consapevole di osservare e vivere la realtà. Architetto, in passato, ha realizzato progetti come la Bibliomediateca e il Videocentro a Terni, la Città del Gusto del Gambero Rosso a Roma, il Virtual Reality & Multi Media Park di Torino.

More Posts

2 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Rispondi a Valter Ballarini Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *