Il termine “mindfulness” significa “consapevolezza”. Indipendentemente dalle origini orientali (Buddismo) il termine viene utilizzato in occidente per individuare una tecnica meditativa, riconosciuta come strumento terapeutico, con effetti positivi su chi la pratica dimostrati scientificamente.

La tecnica serve per migliorare la nostra salute ma anche per acquisire, appunto, una maggiore consapevolezza.

E’ una tecnica molto semplice, ma per questo difficile, perchè non siamo abituati alla semplicità. Si basa sulla respirazione e sulla capacità di concentrare la propria attenzione sul presente (hic et nunc), in modo intenzionale e non giudicante, liberandosi quindi dai condizionamenti bloccanti dei pensieri e dei propri contenuti mentali.

Sul piano della salute la Mindfulness rafforza il sistema immunitario, ha effetti positivi sulle patologie degenerative, sui disturbi psicosomatici, sul dolore cronico, oltre a stimolare i processi di apprendimento, memoria e concentrazione.

Generalmente la mindfulness viene praticata stando fermi ma, recentemente, anche grazie ad alcune sperimentazioni sul campo, si è visto che anche in movimento si possono ottenere risultati interessanti.

La mia esperienza, che ho definito “MEDITAZIONE DINAMICA”, è legata alla pratica del ciclismo, non quello agonistico, ma quello, appunto, meditativo.

Ho iniziato a praticare la mindfulness pedalando.

In questo modo riesco ad essere coinvolta a livello fisico, muscolare (corpo), a livello mentale (la mente si rafforza alterando in modo tangibile il cervello), a livello spirituale (è facilitata la concentrazione su noi stessi con accrescimento del livello di consapevolezza).

Uno degli obiettivi della meditazione è imparare ad essere, visto che siamo tutti più abituati a fare. Anche quando stiamo fermi, la nostra mente si agita senza sosta.

La mindfulness aiuta ad uscire dalla trappola dei nostri pensieri per farci entrare nel cosiddetto “flusso” che corrisponde alla “trance agonistica” degli atleti.

La nostra mente, abbandonandosi al “flusso”, si calma e sperimentiamo una sensazione di assoluta felicità.

Esercitando l’attenzione impariamo a conoscerci meglio, ad annotare le conseguenze emotive dei nostri comportamenti e a essere abbastanza consapevoli da riuscire a modificarli.

Conoscere meglio noi stessi ci aiuta a capire gli altri, accrescendo in noi la capacità di empatia e comprensione.

Può sembrare una banalità, ma tra ciclisti (sconosciuti) ci si saluta sempre.

La bicicletta è lo strumento magico capace di fondere movimento e meditazione, curiosità e velocità, gioia ed equilibrio.

E’ sufficiente un po’ di pratica di bicicletta per cambiare la nostra vita ed acquistare un alto livello di consapevolezza, traendo benefici di vario tipo.

Basta chiedere ad un qualsiasi ciclista come si sente dopo una pedalata nella natura: vigile, attento, eppure colmo, rinvigorito e contemporaneamente rilassato, concentrato ma senza tensioni, con un appagante senso di felicità e di connessione con la propria comunità.

La bicicletta favorisce la riflessività ed esalta le caratteristiche migliori di ogni persona, così come la mindfulness fa scoprire il meglio dell’andare in bicicletta.

Guarda un video che illustra la Mindfulness

Daniela Angelozzi

Farmacista di professione, andando in bicicletta ho scoperto il significato del movimento associato al vivere immersi nella natura, alla ricerca della bellezza. Per descrivere di cosa si tratta ho coniato la definizione: "meditazione dinamica". Il mio è un approccio olistico al tema della salute e del benessere come equilibrio psicofisico. La bici è equilibrio.

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