La tipologia della bici “Gravel” è nata recentemente negli USA. La traduzione di “Gravel“, termine inglese, è “ghiaia“. Il termine applicato alle bici sta a significare che queste sono adatte a percorre strade sterrate, le nostre carrarecce o strade bianche di campagna. Negli USA le strade secondarie sono quasi sempre sterrate e non è un caso che anche la Mountain bike sia nata in America negli anni ’80.

La Gravel nella forma sembra una bici da strada ma, in realtà, presenta molte caratteristiche che la differenziano da questa tipologia.

Partiamo dal telaio. E’ pensato per essere più confortevole, più resistente e più stabile. Quindi ha un angolo del cannotto più aperto, una lunghezza superiore del carro posteriore, con un interasse maggiore e un baricentro più basso. Il telaio è preferibile che sia in acciaio, in titanio o in carbonio (ma con fibra ad alta resistenza per meglio assorbire le vibrazioni). In sintesi, il telaio nel suo complesso deve essere meno rigido delle BDC e in grado di assorbire meglio le asperità del terreno.

La maggior parte delle Gravel non ha forcelle ammortizzate ma, recentemente, i vari costruttori stanno introducendo elementi ammortizzanti di varia natura (tipo elastomeri) senza però compromettere la rigidità della bici che resta sempre una bici adatta anche all’asfalto. Comunque, sia la forcella che i foderi del carro possono alloggiare copertoncini di dimensioni superiori a quelli delle BDC (dai 28 ai 36 mmm o superiori).

Questo è consentito anche dal sistema frenante che è a disco. I freni possono essere idraulici o meccanici, indifferentemente, in base al portafoglio, alle preferenze personali e alla più o meno facile manutenzione.

Le ruote sono necessariamente più robuste con cerchi in alluminio a basso profilo (i cerchi in carbonio non sono indicati perchè troppo delicati) e provviste di raggi incrociati in acciaio nel numero di 32 o 36.

Il manubrio è di tipo stradale con curve, ma meno esasperate e più confortevoli. Spesso si utilizza un manubrio con aperture svasate alle estremità per consentire una guida più rilassata e l’utilizzo di andlebar roll bag (la sacca anteriore) più capienti.

Personalmente ho scelto una Gravel per le mie uscite e per le randonnée a cui partecipo. Ho una Specialized Diverge in carbonio con copertoni da 32 mm.

Sono molto soddisfatto di questo mezzo perchè è robusto, divertente e anche veloce. Avendo avuto bici da corsa performanti in passato devo dirvi che la differenza si sente un po’, manca quella sensazione di leggerezza che le moderne BDC ti comunicano (anche se la mia pesa circa 9 kg).

Se però viaggi come viaggio io con il bikepaking più o meno completo anche per brevi escursioni, la differenza non è poi così marcata. Anzi, è compensata dalla sensazione di stabilità e dalla guidabilità che è notevole. Ho praticato e continuo a praticare molto la MTB per cui ho una discreta abilità nella guida nel fuori strada e con la Gravel posso godere di questa attitudine percorrendo sentieri adatti apparentemente solo alle ruote grasse.

Dopo questa descrizione, che spero sia stata utile, torno al titolo del post e cioè: la Gravel sarà la bici utilizzata dalla maggior parte dei randonneur in un prossimo futuro ? La risposta è SI.

Una volta provata la Gravel, difficilmente si torna indietro, anzi, indietro si torna… perchè si ridiventa bambini…

 

Valter Ballarini

Nato a Terni, in Umbria, ciclista, randonneur, guida cicloturistica, da anni esplora il mondo del Ciclismo non solo come fenomeno sportivo ma come modalità più consapevole di osservare e vivere la realtà. Architetto, in passato, ha realizzato progetti come la Bibliomediateca e il Videocentro a Terni, la Città del Gusto del Gambero Rosso a Roma, il Virtual Reality & Multi Media Park di Torino.

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