In un precedente post ho raccontato come e quando nasce la randonnée.
Ma cos’è una randonnée ?
In realtà non sono molti i ciclisti che conoscono questa disciplina perché, sebbene sia un fenomeno in progressiva ascesa, non è mai stata presa in considerazione seriamente dalla Federazione Ciclistica Italiana e anche dai vari Enti di Promozione Sportiva nelle cui file sono costretti, più che invitati, a tesserarsi sia i cicloamatori che i cicloturisti. 

La randonnée come disciplina è nata in Francia e il regolamento è stato scritto e fatto applicare in tutto il mondo dall’Audax Club Parisienne (ACP) che organizza dal 1931, ogni 4 anni, la Parigi Brest Parigi, ormai considerata da tutti come l’Olimpiade delle randonnée, a cui per partecipare è necessario conseguire un certo numero di brevetti ufficiali (ACP) riconosciuti dall’associazione parigina. Questo attraverso una rete internazionale di referenti qualificati a livello nazionale che hanno il compito e l’autorizzazione formale a rilasciarli.

In Italia questo organismo è l’ARI (Audax Randonneur Italia).

Ma torniamo alla randonnée. Prima di tutto non è una competizione perché non prevede classifiche ma solo un elenco di finisseur, rigorosamente in ordine alfabetico, con accanto il tempo impiegato per completare il percorso. Questo dato non concorre a stabilire una classifica di merito, ma solo a verificare che i randonneur non abbiano concluso la loro prova ad una velocità media superiore ai 30 km/h o inferiore ai 15 km/h. Chi rispetta questa regola dimostrando agli organizzatori della randonnèe anche di essere transitato nei punti di controllo dislocati lungo il percorso, ottiene il brevetto.

Stilato questo elenco, dopo aver effettuato le verifiche, l’organizzatore lo invia all’organismo nazionale (ARI) che, a sua volta lo valida e lo invia all’Audax Club Parisienne per l’inserimento nell’albo ufficiale internazionale, quello che consente ai randonneur di tutto il mondo di dimostrare di aver conseguito i brevetti, su diverse distanze, nel corso dell’anno. Questa prova è sicuramente determinante sia nell’anno precedente che in quello di svolgimento della PBP perché solo coloro in possesso di questo requisito possono candidarsi a partecipare all’evento quadriennale.

La PBP è infatti una manifestazione a numero chiuso (6000 partecipanti) e il numero crescente in tutto il mondo di praticanti questa disciplina che hanno come obiettivo quello di parteciparvi almeno una volta, ha costretto gli organizzatori a introdurre un criterio selettivo.

Una cosa importante da considerare è anche il fatto che, per conseguire qualsiasi brevetto riconosciuto da ACP, il randonneur deve dimostrare di aver utilizzato come carta di viaggio la “carta gialla” prodotta e distribuita agli organizzatori dalla stessa ACP attraverso i referenti nazionali.

La carta gialla ACP (leggi la_storia_del_cartellino_giallo di Andrea Perugini) serve infatti per la certificazione dei passaggi ai vari controlli. Il randonneur riceve la carta gialla dagli organizzatori dell’evento e la deve esibire ad ogni controllo. Gli organizzatori provvederanno a timbrarla lungo il percorso e al controllo finale. La carta gialla rappresenta la prova inconfutabile per il riconoscimento del brevetto.

Il vantaggio per l’ACP è abbastanza ovvio perché attraverso la distribuzione della carta gialla, che gli organizzatori devono pagare (e, di conseguenza, anche i randonneur), ha un ritorno economico rilevante. Inoltre, attraverso la carta e il successo crescente della PBP, ha definito un format mondiale che al momento non ha concorrenti.

Il regolamento ACP, oltre alle modalità operative per conseguire il brevetto, stabilisce anche le regole generali che sovrintendono all’organizzazione e al riconoscimento delle randonnée a livello mondiale.

Le regole

Per prima cosa la distanza minima di una randonnée è fissata in 200 km con un margine del 5% (da 190 a 210 km) che non incide sul tempo minimo e massimo. Questo, infatti, deve essere calcolato sulla velocità media all’interno del range dei 30 e 15 km/h, indipendentemente dalla distanza effettiva.
In questo modo sono penalizzate le randonnée con una distanza superiore ai 200 km perché il tempo massimo è stabilito in 13h e 30’, corrispondente alla media di 15 km/h su 200 km.

Sono previste anche altre distanze: 300, 400, 600 e 1000 km a cui si aggiungono le distanze delle ultra maratone come la PBP che possono superare i 1000 km senza limite massimo.
Delle ultra maratone vi parlo in altro post specifico.

Le regole per queste randonnée di maggiore chilometraggio sono le stesse e si tratta solo di calcolare il tempo minimo e massimo consentito, dividendo la distanza per gli estremi delle velocità consentite. Quindi le 300 entro 20 ore, le 400 entro 27 ore, le 600 entro 40 ore, le 1000 entro 75 ore.

Un’altra caratteristica delle randonnée è la partenza che deve essere “alla francese” e cioè a piccoli gruppi scaglionati nell’arco di un’ora. Questo per evitare che si formino i cosiddetti grupponi composti da molti ciclisti che possono andare a creare problemi di circolazione.

Infatti, altra caratteristica peculiare di una randonnée è il fatto che ogni randonneur pedala liberamente, a proprio rischio e pericolo, su strade aperte al traffico veicolare e, quindi, nel pieno rispetto del codice della strada. Non c’è nessun presidio da parte degli organizzatori lungo il percorso.

Questo viene individuato dagli organizzatori e “suggerito” ai randonneur dotandoli di un road book cartaceo dove vengono indicate le strade selezionate e i riferimenti per non perdersi. Ultimamente viene fornita anche una traccia in formato gpx che può essere utilizzata con qualsiasi dispositivo gps, compreso lo smartphone. In questo caso il randonneur può seguire la traccia senza dover ricorrere al road book che sta diventando obsoleto, anche se ancora obbligatorio.

La segnaletica specifica, invece, non è obbligatoria perché ciascuno è libero di muoversi seguendo o meno le indicazioni fornite dagli organizzatori purché transiti presso i punti di controllo che, per evitare “tagli” del percorso significativi e conseguente riduzione del chilometraggio totale, devono essere collocati in posizioni strategiche (nei punti più distanti dell’anello).

A proposito, le randonnée possono essere organizzate su un percorso ad anello (la maggior parte) o su percorsi in linea con la partenza e arrivo nello stesso luogo (vedi la PBP) o in luoghi diversi (vedi la Rando Imperator). 

Rando Imperator 2016 – Da Monaco di Baviera a Ferrara from valterb on Vimeo.
I costi di iscrizione alle randonnée sono molto contenuti (10 € per le 200 km) perché comprendono esclusivamente la fornitura della carta di viaggio (carta gialla), del road book e di alcuni servizi essenziali non obbligatori (docce, ristori, parcheggio gratuito ecc.). Alcuni organizzatori per rendere più attrattiva la randonnée offrono anche dei gadget o prodotti tipici locali mutuando tale pratica dal mondo delle granfondo dove è prassi consolidata distribuire il “pacco gara” a fronte di costi di iscrizione sempre più elevati e spesso ingiustificati.

Sostanzialmente queste sono le regole. Recentemente, con il diffondersi di questa disciplina e la sua scoperta da parte di molte associazioni (ASD) precedentemente impegnate nell’organizzazione di granfondo competitive, il mondo delle randonnée sta vivendo una fase di confusione poiché la sempre più numerosa presenza di ciclisti provenienti dal mondo delle granfondo, che spesso vivono le randonnée con lo stesso spirito competitivo, suggerisce agli organizzatori di uniformarsi alle loro aspettative.

Devo dire però, per esperienza diretta come organizzatore, che la maggior parte dei cicloamatori che si affacciano al mondo delle randonnée, ne rimangono folgorati proprio per la formula proposta e, in breve tempo, diventano randonneur convinti.

In Italia l’organizzazione che coordina e gestisce il movimento delle randonnée è l’Audax Randonneur Italia, che è presente da circa 20 anni, è riconosciuta dall’Audax Club Parisien come suo referente a livello nazionale (è l’unica organizzazione che può certificare brevetti ACP e BRM) e conta su più di 100 ASD aderenti.

Non essendo un Ente di Promozione Sportiva, ma una Associazione di Associazioni, accoglie come socie le ASD affiliate indifferentemente alla FCI o agli EPS purché organizzino randonnée in base alle regole internazionali ACP (fatte proprie e garantite da ARI) e, in questo modo, possano rilasciare brevetti certificati.

Vi suggerisco di navigare il sito www.audaxitalia.it che è uno dei siti che si occupa di ciclismo meglio strutturati dove è possibile trovare tutte le informazioni utili per entrare nel mondo delle randonnée.

Valter Ballarini

Nato a Terni, in Umbria, ciclista, randonneur, guida cicloturistica, da anni esplora il mondo del Ciclismo non solo come fenomeno sportivo ma come modalità più consapevole di osservare e vivere la realtà. Architetto, in passato, ha realizzato progetti come la Bibliomediateca e il Videocentro a Terni, la Città del Gusto del Gambero Rosso a Roma, il Virtual Reality & Multi Media Park di Torino.

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