notizie varie dal mondo del ciclismo e cicloturismo

Al tempo del coronavirus e della clausura forzata abbiamo avuto modo di sperimentare alcune piattaforme di Virtual Reality come Zwift o di Realtà Aumentata come Rouvy che, oltre alle classiche sedute di allenamento indoor, offrono possibilità di organizzare eventi a cui possono partecipare contemporaneamente migliaia di ciclisti virtuali, sparsi in tutti i continenti.

Tra la fine di aprile e gli inizi di maggio 2020 le offerte si sono moltiplicate in entrambe le piattaforme (che si stanno disputando il mercato dei rulli e delle applicazioni che è letteralmente esploso).

Prima di esaminare le esperienze testate sul campo (virtuale), c’è da dire che la differenza tra il pedalare all’aperto in bicicletta o stando fermi sui rulli è sostanziale e non consente comparazione. Sono due cose diverse e, pur prediligendo la prima, non posso non apprezzare anche la seconda, con i suoi limiti, ma anche con le sue peculiarità.

Ne parlo a ragion veduta perchè ho partecipato ai 5 eventi Virtuali organizzati da ENDU, la piattaforma italiana che si propone come aggregatore di eventi sportivi, di organizzatori e di atleti di sport di endurance.

Nella sostanza sono state proposte 4 GF classiche che richiamano ogni anno migliaia di ciclisti, nella versione “Realtà Aumentata” utilizzando la piattaforma Rouvy.

Le 4 Gf erano: la Virtual GF internazionale Gavia e Mortirolo (il 26 aprile), la Virtual GF Marcialonga Craft (il 1° maggio), La Virtual Gf Dolomiti Race (il 3 maggio) e la Virtual Gf La Fausto Coppi Officine Mattio (il 9 maggio). Le 4 Gf sono state precedute da un prologo disputato il 25 aprile sulle strade del grossetano con arrivo a Castiglione della Pescaia.

Si è trattato di 4 competizioni con una classifica finale a cui hanno potuto partecipare solo ciclisti dotati di rulli interattivi in grado di simulare anche le pendenze dei vari percorsi.

Non erano previsti premi ma solo attestati di partecipazione anche perchè, nonostante le tecnologie siano abbastanza allineate sul piano delle caratteristiche funzionali, i vari rulli utilizzati possono avere comportamenti diversi in base ai parametri assegnati in fase di settaggio e, questo, non consente ancora una comparazione ufficiale dei dati prodotti dai vari dispositivi e delle prestazioni effettive dei partecipanti.

Comunque sia, nessuno dei partecipanti alle 4 GF ha posto il problema poichè si è trattato di un esperimento e nessuno ha vissuto le 4 prove + il prologo come una gara vera e propria.

Nessuno ? Non proprio nessuno, in quanto la maggior parte dei partecipanti, appena dato il via ufficiale alle 9 di mattina, è andato subito “a tutta” costringendo i big del ciclismo presenti a dare anche loro il massimo, senza riuscire a raggiungere neanche il podio virtuale. Questo il caso di Damiano Cunego e Alessandro Ballan che si sono dovuti accontentare delle posizioni di rincalzo (non senza delusione).

Infatti, benchè virtuale, non si può dire che l’evento non sia stato vissuto come una opportunità per mettersi alla prova confrontandosi con altri 300 partecipanti (questa la media dei partenti in ciascuna prova nonostante un numero di iscritti paganti superiore ai 400).

ENDU infatti, ha voluto testare questi eventi virtuali rivolgendosi al mondo dei granfondisti che, dopo due mesi di quarantena, scalpitavano per poter rivivere anche se solo virtualmente, l’emozione della griglia e della sfida, affrontando anche solo dai 20 ai 30 km dei percorsi delle GF reali, ma quelli più impegnativi con le salite del Gavia, del San Pellegrino, della Croce d’Aune, e del Colle della Fauniera.

L’organizzazione della prima edizione dell’ENDU VIRTUAL GRANFONDO SPRING è stata possibile grazie alla collaborazione degli organizzatori dei 4 eventi reali (alcuni dei quali hanno anche pedalato nel gruppo), utilizzando la piattaforma ROUVY che consente questo tipo di eventi che prevedono una partenza e un arrivo su percorsi che sono basati su dei filmati che scorrono in base alla velocità del ciclista, comunicata dai rulli interattivi, e sui quali sono sovrapposti gli “avatar” dei ciclisti presenti, identificati con il nome.

Sullo schermo del pc o dell’iPad compare quindi l’immagine reale dei luoghi che scorre alla tua velocità e, in base a questa, puoi superare o essere superato da avversari. La classifica con i nomi dei ciclisti più prossimi la trovi sulla sinistra mentre in basso, lungo il profilo altimetrico vedi il tuo pallino scorrere in mezzo agli altri con l’indicazione dei km percorsi e di quelli da percorrere. In alto a sinistra vengono riportati i tuoi dati relativi alla potenza, ai battiti cardiaci, alla velocità e alla frequenza di pedalata. Sotto di essi la pendenza che stai affrontando.

Contemporaneamente, sullo smartphone puoi collegarti alla diretta fb dove commentatori professionali sono collegati con alcuni VIP che partecipano alla pedalata e commentano l’evento virtuale come se fosse reale. Una diretta che dura circa 2 ore durante le quali ti tengono compagnia e ti fanno sentire protagonista di un evento collettivo.

Per essere stata la prima edizione i numeri degli iscritti e dei partecipanti è stato notevole e inaspettato tenendo conto che potevano partecipare solo coloro in possesso di rulli interattivi che, ad oggi, sono veramente una piccola minoranza rispetto ai rulli tradizionali.

Il costo dell’abbonamento alle 4 GF era di 15€ e dava diritto ad un mese di abbonamento alla piattaforma ROUVY (che dopo i primi 15 gg di prova gratuiti, quando ti iscrivi, costa 12€ al mese) + un pacco gara virtuale costituito da codici sconto per l’acquisto dei prodotti degli sponsor di ciascuna GF. A questo c’è da aggiungere un ottimo servizio da parte di ENDU che ha fornito i pdf personalizzati con i numeri di gara, i diplomi e tutti i servizi tipici della piattaforma, come se fossero eventi reali.

ROVY è stata all’altezza dell’evento, ha sempre funzionato bene, non ha avuto problemi a gestire in diretta i partecipanti e la sensazione di realtà Aumentata è stata notevole e molto stimolante.

Credo quindi che si sia trattato di un esperimento ben organizzato e riuscito che ha dimostrato che la tecnologia può offrire delle soluzioni interessanti anche in uno sport come il Ciclismo dove il solo addestramento e allenamento indoor risulta noioso e frustrante, se non accompagnato da qualche forma di sano agonismo.

Ed è quella dell’agonismo una possibile molla per spingere anche i ciclisti più tradizionali e riottosi a dotarsi di rulli interattivi per poter affrontare sfide virtuali, nel dopo coronavirus, confrontandosi con amici vicini e lontani e con una comunità di milioni di persone distribuite nel pianeta.

Quindi Virtual GF per ritrovarsi insieme anche più volte nel corso dell’anno e condividere una sfida su percorsi mitici (anche a tappe), ma anche cronoscalate e mille altre iniziative che possono essere vissute in inverno e nelle giornate piovose.

Non sostituiscono l’evento reale, non sono una alternativa alle pedalate all’aria aperta ma sono sicuramente una occasione per divertirsi facendo movimento lontano dalla tv e dagli altri social (avvelenati dall’odio, dalla superficialità e dalla stupidità dilaganti).

LEGGI ANCHE https://mybikeway.it/utilizzare-i-rulli-interattivi-per-viaggiare-virtualmente-e-divertirsi-e-non-solo-per-allenarsi/

Valter Ballarini

Nato a Terni, in Umbria, ciclista, randonneur, guida cicloturistica, da anni esplora il mondo del Ciclismo non solo come fenomeno sportivo ma come modalità più consapevole di osservare e vivere la realtà. Architetto, in passato, ha realizzato progetti come la Bibliomediateca e il Videocentro a Terni, la Città del Gusto del Gambero Rosso a Roma, il Virtual Reality & Multi Media Park di Torino.

More Posts

In questi ultimi due mesi di marzo e aprile 2020 c’è stato un vero e proprio boom nell’uso dei rulli per gli allenamenti indoor. Questo non per volontà e libera scelta ma poichè non c’erano alternative possibili.

Molti ciclisti hanno rispolverato i vecchi rulli relegati in cantina e hanno iniziato a pedalare e a sudare fino alla noia per non perdere la condizione sperando che ‘a nuttata fosse breve…

Non lo è stata e non si intravede rapidamente un ritorno alla normalità, semmai un giorno sarà possibile ritornarci.

Chi ha avuto come me la fortuna e l’intuizione di acquistare dei rulli interattivi (smart) di nuova generazione prima che l’eccesso di domanda esaurisse le scorte in tutto il mondo, ha invece avuto modo di scoprire un nuovo mondo interessante e in rapida crescita.

I nuovi rulli interattivi sono solo lo strumento hardware, indispensabile per poter vivere questa nuova esperienza, ma la novità sta invece nello sviluppo dei software di simulazione che sono letteralmente dilagati in questo periodo, conquistando sempre di più nuovi estimatori ed utilizzatori.

Ho avuto modo e, probabilmente, avrò ancora per molto tempo modo di sperimentare questa nuova tecnologia che è sicuramente una parente alla lontana del ciclismo classico, che tutti noi conosciamo, ma che presenta molti aspetti interessanti che vale la pena analizzare prima di esprimere un giudizio liquidatorio, come ho sentito fare in questi giorni da chi non ha avuto la possibilità di sperimentarla e si appella ad antichi pregiudizi.

Premetto che andare in bicicletta nella realtà è cosa assolutamente diversa che vivere un’esperienza interattiva di realtà aumentata sui rulli, ma ciò non toglie a quest’ultima un proprio fascino e un suo perchè.

I RULLI

Possiamo suddividere i rulli in tre categorie: i rulli veri e propri (Roller) su cui posizionare direttamente la bicicletta senza nessun fissaggio, il rullo su cui fissare la ruota posteriore della bici (Wheel on) e il rullo a trasmissione diretta (Direct Drive).

I Rollers sono i più semplici e i più antichi, utilizzati dai professionisti per il riscaldamento e il defaticamento, sono quelli che forniscono la migliore sensazione della pedalata perchè la bici si comporta come su strada. Per questo, è però necessario essere sempre concentrati per rimanere in equilibrio e non fare manovre pericolose che potrebbero farti uscire dai rulli e cadere.

I Wheel on sono i più diffusi ed economici. Sono facilmente utilizzabili poichè la bici viene agganciata al supporto utilizzando il perno della ruota posteriore che è in contatto con il rullo. Sono stabili ma hanno il difetto di essere rumorosi e di consumare il copertone a contatto con il rullo. Nei modelli più recenti il rullo in acciaio è stato sostituito con uno in elastogel più silenzioso e più performante.

I Direct Drive sono i rulli più evoluti ma anche i più costosi. In questo caso la ruota posteriore viene tolta e la trasmissione viene collegata al rullo direttamente utilizzando un pacco pignoni connesso all’ingranaggio. Sono i veri rulli interattivi con i quali è possibile interagire con i software delle varie piattaforme e simulare dalle pendenze, al fondo stradale, all’inclinazione del percorso.

Queste due ultime tipologie di rulli hanno entrambe la possibilità di simulare le pendenze aumentando la resistenza del rullo attraverso un freno a resistenza magnetica (il più diffuso e meno costoso), idraulica attraverso un liquido in cui è immerso il volano ed elettro-magnetico che garantisce una maggiore precisione e fluidità di pedalata ma che ha bisogno di essere collegato ad una presa elettrica.

Recentemente anche alcuni Rollers della Elite sono stati dotati di una resistenza elettro-magnetica gestita dal software della piattaforma utilizzata per le sessioni di realtà virtuale.

Escludendo i modelli base, tutte e tre le tipologie possono essere utilizzate in modo interattivo purchè siano dotate di sensori in grado di misurare le rispettive performances in termini di velocità, potenza e frequenza di pedalata. Ovviamente i più evoluti dal punto di vista dell’interattività sono i Direct Drive e se si ha intenzione di utilizzarli in ambienti immersivi di realtà virtuale o realtà aumentata, è bene acquistare subito uno di questi modelli, magari acquistando un entry level che comunque non costa meno di 500 €.

Personalmente uso un Tacx Flux S Smart e sono soddisfattissimo, ma la scelta è stata determinata anche dalla sua disponibilità in questo periodo di difficile reperimento di rulli interattivi. In alternativa ci sono i modelli della Elite, anch’essi affidabili e performanti. La Tacx (azienda olandese acquistata recentemente dall’americana Garmin) e la Elite (azienda italiana, leader nel settore) sono quelle che si dividono la fetta più consistente del mercato in Europa. A seguire, con lo stesso livello di performance e di affidabilità nell’interattività, ci sono la Wahoo e la Saris.

LE PIATTAFORME VIRTUALI

Fatta la scelta del rullo si può passare all’esame delle piattaforme che consentono un’esperienza immersiva con i rulli. Sono tutte piattaforme a pagamento ma hanno il pregio di poter fare anche abbonamenti mensili e non solo annuali. In genere quasi tutte offrono un periodo di prova gratuito per poterle testare. Alcuni abbonamenti sono gratuiti in quanto compresi nell’acquisto del rullo interattivo.

Esistono piattaforme che offrono alcuni servizi gratuiti come RGTCycling ma il meglio dell’esperienza immersiva è sempre a pagamento e quindi, conviene conoscere le attuali offerte per poi fare la scelta giusta in modo consapevole.

Zwift

La piattaforma che al momento è la pià frequentata è Zwift. Si tratta di un sistema di realtà virtuale che propone numerosi percorsi “disegnati”, alcuni completamente inventati e altri che ripropongono situazioni reali. Gli ambienti son molto dettagliati e il livello di immersività è buono (puoi anche scegliere la qualità dei dettagli in base alla larghezza di banda disponibile). Il suo punto di forza è l’interattività. Si tratta infatti di un divertente videogioco associato ad una piattaforma social che ti permette di interagire con i tuoi amici e condividere l’esperienza della pedalata.

Con Zwift puoi organizzare delle uscite di gruppo invitando i tuoi amici in uno dei tanti percorsi disponibili. Puoi stabilire un orario per l’appuntamento e ritrovarti con loro nel punto di partenza. L’esperienza è divertente e stimolante. Necessita di un minimo di preparazione e confidenza con l’applicazione e con i social, ma si impara presto e si può pedalare insieme e condividere le sensazioni (e anche giocare un po’ sfidandosi sulle salite…)

Rouvy

L’altra applicazione che va per la maggiore è Rouvy, è stata realizzata nella Repubblica Ceca e propone una quantità enorme di percorsi che possono essere vissuti in “realtà aumentata”. La visione è realistica perchè le riprese sono reali e sono sincronizzate con il rullo di chi partecipa, così che il video scorre alla velocità con la quale procedi. In più, lungo il percorso puoi incontrare gli avatar (disegnati ma realistici) degli altri ciclisti presenti lungo il percorso. Si tratta di un’esperienza immersiva di grande impatto perchè sembra proprio di “esserci”.

Anche con questa applicazione puoi darti appuntamento con i tuoi amici su uno dei tanti percorsi e condividere la pedalata attraversando territori conosciuti o da esplorare.

Questo è il valore aggiunto di questa piattaforma che ti consente di viaggiare con le gambe, con gli occhi e con la mente e affrontare percorsi che sarebbe difficile raggiungere.

Recentemente ho partecipato alla prima Granfondo virtuale sul percorso “Bormio – Gavia” di 24 km e 1400 m di dislivello, organizzata da ENDU e dagli organizzatori della GF Damiano Cunego.

Conoscevo questa salita ma è stato un piacere vivere l’esperienza virtuale insieme ad altri 400 ciclisti reali con i quali ho condiviso il percorso e l’atmosfera, arricchita e impreziosita dalla diretta su fb con la presenza di commentatori e collegamenti con i protagonisti.

Insomma: non vedo l’ora di riprendere a pedalare nella realtà… ma, avendo conosciuto questa nuova modalità, non mi dispiace pensare di poter continuare a viaggiare anche nelle giornate di pioggia utilizzando queste nuove tecnologie di cui mi sono dotato e che mi offrono non una alternativa ma una nuova opportunità.

PER SAPERNE DI PIU’

Vai al sito TACX

Vai al sito ELITE

Guarda il video su come scegliere i rulli interattivi Tacx

Guarda il video sulla scelta dei rulli di varie marche

Leggi articolo sulle varie piattaforme di realtà virtuale per i rulli

Vai al sito ROUVY

Vai al sito SWIFT

Valter Ballarini

Nato a Terni, in Umbria, ciclista, randonneur, guida cicloturistica, da anni esplora il mondo del Ciclismo non solo come fenomeno sportivo ma come modalità più consapevole di osservare e vivere la realtà. Architetto, in passato, ha realizzato progetti come la Bibliomediateca e il Videocentro a Terni, la Città del Gusto del Gambero Rosso a Roma, il Virtual Reality & Multi Media Park di Torino.

More Posts

Un articolo di Anna Donati, portavoce dell’Alleanza Mobilità Dolce (AMODO)

Uno studio SIMA illustra l’ipotesi, basata sui dati della Pianura Padana, che più alto è l’inquinamento atmosferico più larga è la diffusione del coronavirus.

Ognuno di noi responsabilmente deve rispettare le regole e contribuire a fermare il contagio. Adesso la priorità è salvare le persone contagiate in grave difficoltà respiratoria e tutelare i lavoratori del sistema sanitario e dei servizi essenziali, a cui va il nostro pensiero colmo di gratitudine.

Molti esperti si interrogano sul fenomeno, sulle cause scatenanti, emergono studi che parlano di pandemia annunciata, di come la globalizzazione ed il trasporto veloce di lunga distanza abbiano accelerato il contagio globale, facendoci trovare completamente impreparati.

E’ una dura lezione per tutti/e che costringe ad aggiornare l’agenda, rivalutare il ruolo della sanità pubblica, ripensare alle politiche di prevenzione per l’ambiente e la salute. Dove molte cose sul contagio coronavirus sono ancora da studiare, comprendere e mettere in correlazione per darci indicazioni motivate e rigorose sulle politiche per il futuro.
Un Position Paper pubblicato in questi giorni dalla Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA)  redatto in collaborazione alle Università di Bari e di Bologna,  ha esaminato i dati sulle emissioni di PM10 e PM2,5 delle Agenzie Regionali per la protezione ambientale, incrociandoli con i casi di contagio riportati dalla Protezione Civile.

Lo Studio parte dal richiamare diverse ricerche scientifiche che descrivono il ruolo del particolato atmosferico come “carrier”, cioè come vettore di trasporto e diffusione per molti contaminanti chimici e biologici, inclusi i virus. Questa è una teoria generale piuttosto consolidata per chi studia i problemi di emissioni inquinanti e qualità dell’aria.

Il PM10 e PM2,5 come autostrade per il coronavirus?

Sulla base di questi studi pregressi i ricercatori italianai hanno esaminato i dati delle centraline di rilevamento attive sul territorio nazionale, registrando il numero di episodi di superamento dei limiti di legge del PM10 (50 microg/m3 di concentrazione media giornaliera) nelle province italiane. Parallelamente, sono stati analizzati i casi di contagio da COVID-19 esposti della Protezione Civile.

Dall’analisi è emersa una relazione tra i superamenti dei limiti di legge delle concentrazioni di PM10 registrati nel periodo tra il 10 e il 29 febbraio e il numero di casi infetti da COVID-19 aggiornati al 3 marzo, considerando quindi il tempo di incubazione del virus fino alla identificazione della infezione contratta dalle persone.

Ma sono gli stessi ricercatori per voce di Alessandro Miani, presidente della SIMA a sottolineare che “in attesa del consolidarsi di evidenze a favore di questa ipotesi presentata nel nostro Position Paper, in ogni caso la concentrazione di polveri sottili potrebbe essere considerata un possibile indicatore o ‘marker’ indiretto della virulenza dell’epidemia da Covid-19”.

Il Position Paper chiude richiedendo alle istituzioni pubbliche misure restrittive per il contenimento dell’inquinamento, come azione di prevenzione a tutela della salute e dell’ambiente in cui viviamo.

Sembra evidente che questa ipotesi di correlazione andrà approfondita ed estesa sulla base di dati ed indagini di lungo periodo, insieme a molte altre ricerche che andranno svolte su quanto sta accadendo a livello mondiale e locale con la pandemia da coronavirus, per fornire motivazioni e soluzioni alla crisi che stiamo vivendo.

Di certo sappiamo che l’inquinamento dell’aria provoca numerosi morti premature in Europa, molto spesso nell’indifferenza generale, in particolare della comunicazione e delle istituzioni. Secondo il Rapporto sulla qualità dell’aria 2019 dall’Agenzia Europea per l’Ambiente, lo smog ha causato circa 412.000 decessi prematuri di persone in Europa nel 2017 e per l’Italia sono state 76.200 morti premature. Il nostro paese ha il valore più alto dell’Ue di decessi prematuri per biossido di azoto NO2 con 14.600 persone, Ozono O3 con 3.000 morti premature e per il PM2,5 è seconda con 58.600 morti premature.

Il traffico veicolare di merci e passeggeri ha un ruolo fondamentale come ci dicono gli studi di ISPRA sull’inquinamento atmosferico nel nostro paese, ed in certi territori come la Pianura Padana a causa delle condizioni meteo e della morfologia, hanno una maggior stagnazione per la mancanza di ventilazione e rimescolamento dell’aria.

Puntare su mobilità sostenibile, dolce ed attiva

E’ necessario dunque cambiare l’attuale modello di trasporti e puntare sulla mobilità sostenibile e mobilità dolce. Che non significa “stare fermi” ma muoversi con mezzi a basso o zero impatto, eliminando gli spostamenti inutili e dando la preferenza a soluzioni smart. Camminare, usare la bicicletta e la sharing mobility, utilizzare il treno, un autobus, scooters, auto e micromobilità elettrica, usare un veicolo commerciale elettrico per la consegna delle merci, affollare strade, piazze e spazi pubblici, è la nostra visione per la città ed i territori del futuro.

Anche smart working e servizi digitali sono un contributo concreto a ridurre gli spostamenti inutili e facilitare la vita delle persone e delle imprese. Ma questo implica che le connessioni siano estese in modo efficace a borghi, paesi, vallate ed appennini, dove invece esiste il digital divide, con la rete scarsa e lenta. Perché altrimenti aumenteranno le diseguaglianze, lo spopolamento e si ridurranno le opportunità di restanza sui territori.

Nelle prossime settimane saranno prese dal Governo italiano e dalla Commissione Europea ulteriori misure per l’economia, il lavoro, le imprese, i servizi. C’è da augurarsi che non vengano riproposte vecchie ricette basate su grandi opere, asfalto e cemento.

E si punti invece con decisione al futuro con lavori legati al Green Deal, contro il dissesto e la rigenerazione del territorio, per la mobilità sostenibile e la decarbonizzazione dei trasporti.

Un piano per il potenziamento di un efficace sistema sanitario pubblico, per dare impulso alla ricerca, formazione e sistema scolastico, per rigenerare le città, riqualificare l’edilizia anche contro il pericolo sismico, per il risanamento dei siti inquinanti e la riconversione ed innovazione industriale. Per promuovere il turismo sostenibile, piccoli borghi, le produzioni locali e la biodiversità, di cui il nostro paese è cosi straordinariamente ricco.

In questi tempi di pandemia in molti dicono che niente sarà come prima e c’è da crederci.  Ma non diamo per scontato che possano emergere solo soluzioni intelligenti, eque e sostenibili, perché il vecchio e l’inerzia del passato sono sempre in agguato.  Quindi anche ora servono idee innovative, impegno e confronto pubblico per le scelte del nostro Paese.

Anna Donati

Valter Ballarini

Nato a Terni, in Umbria, ciclista, randonneur, guida cicloturistica, da anni esplora il mondo del Ciclismo non solo come fenomeno sportivo ma come modalità più consapevole di osservare e vivere la realtà. Architetto, in passato, ha realizzato progetti come la Bibliomediateca e il Videocentro a Terni, la Città del Gusto del Gambero Rosso a Roma, il Virtual Reality & Multi Media Park di Torino.

More Posts

Nel leggere questi dati che riporto di seguito, mi sono resa conto che i media e la politica si stanno occupando di cose, probabilmente importanti, senza però occuparsi con serietà e consapevolezza di altri temi, come l’alimentazione, ritenuti secondari, che hanno però degli effetti devastanti sulla vita di tutti noi.

Nell’anno 2012, nel mondo intero, sono morte 56 milioni di persone. Come sono morte ?

Non prendendo in considerazione la vecchiaia, gli incidenti di vario genere ed altre cause:

  • 620.000 sono state vittime della violenza umana. In particolare: le guerre hanno ucciso 120.000 persone, il crimine ne ha colpito un ulteriore mezzo milione.
  • 800.000 persone si sono suicidate.
  • 1,5 milioni di individui sono morti di diabete.

Continua a leggere

Daniela Angelozzi

Farmacista di professione, andando in bicicletta ho scoperto il significato del movimento associato al vivere immersi nella natura, alla ricerca della bellezza. Per descrivere di cosa si tratta ho coniato la definizione: "meditazione dinamica". Il mio è un approccio olistico al tema della salute e del benessere come equilibrio psicofisico. La bici è equilibrio.

More Posts

Follow Me:
Facebook

Costruire il gruppo è la traduzione di “Team Building“, un termine che sta entrando in uso anche in Italia in quelle aziende che hanno interesse a creare delle nuove connessioni sociali tra i propri dipendenti. Ho appena partecipato come guida cicloturistica ad una esperienza promossa dalla GSK, la nota multinazionale farmaceutica con sedi in Italia e in tutto il mondo. Continua a leggere

Valter Ballarini

Nato a Terni, in Umbria, ciclista, randonneur, guida cicloturistica, da anni esplora il mondo del Ciclismo non solo come fenomeno sportivo ma come modalità più consapevole di osservare e vivere la realtà. Architetto, in passato, ha realizzato progetti come la Bibliomediateca e il Videocentro a Terni, la Città del Gusto del Gambero Rosso a Roma, il Virtual Reality & Multi Media Park di Torino.

More Posts

Strade da vivere. E’ possibile una convivenza tra i diversi utenti della strada per evitare sopraffazioni, pericoli e incidenti ?

Si, potrebbe esserlo se tutti gli utenti della strada fossero consapevoli delle regole generali della convivenza tra individui e non avessero bisogno di ulteriori norme per comportarsi in modo rispettoso degli altri.

A promuovere questo patto, in occasione del raduno della nazionale randonneurs a Scarperia, è stata l’ARI (Audax Randonneur Italia), l’organizzazione dei ciclisti randonneurs che ogni anno percorrono gran parte della rete stradale italiana e ne conoscono sia la bellezza che le problematiche e le insidie.

Al patto hanno aderito anche altre organizzazioni che si occupano di ciclismo e di sicurezza dei ciclisti nelle strade come la Fondazione Scarponi, Formula Bici, ACCPI (Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiani), SAFE2go, UISP Ciclismo, e altre organizzazioni in rappresentanza degli automobilisti (ACI di Firenze) e dei pedoni e camminatori (A.Mo.Do. Alleanza per la Mobilità Dolce).

Il documento che riportiamo integralmente, è stato firmato anche dal Senatore Riccardo Nencini (già Presidente Regionale Toscano della Federazione Ciclistica Italiana).

In rappresentanza dei vari organismi hanno firmato: Marco Scarponi, Mario Zangrando, Marco Cavorso, Stefano Pezzini, Davide Ceccaroni, Riccardo Nencini, Massimo Ruffilli, Valter Ballarini.

Questo il testo del Patto sottoscritto.

STRADE DA VIVERE

PATTO DI CIVILTA’ TRA GLI UTENTI DELLA STRADA

PREMESSO

che le strade, così come definito dall’art. 2 del Codice della Strada, sono un bene di tutti, pedoni, ciclisti, motociclisti, automobilisti, camionisti, trattoristi e anche degli animali, che possono percorrerle o semplicemente attraversarle;

che, ad esclusione delle autostrade, delle strade a scorrimento veloce destinate agli autoveicoli, e delle piste ciclabili, tutte le altre strade sono condivise tra tutti gli utenti che, nel percorrerle hanno pari diritti e pari doveri;

che la vita umana è da salvaguardare e difendere come valore assoluto indipendentemente dai comportamenti giusti o sbagliati dei vari utenti, tanto che la sicurezza nella circolazione stradale rientra, come recita il Codice della Strada, tra le finalità primarie di ordine sociale ed economico perseguite dallo Stato;

che le strade, indipendentemente da chi ne sia proprietario e debba prendersene cura, sono un bene che è stato tramandato dalle generazioni precedenti a tutti coloro che oggi ne usufruiscono. Le strade secondarie, in particolare, costituiscono una fitta rete di collegamenti, rispettosi della natura e dei luoghi attraversati, necessari per il movimento delle persone, per gli scambi commerciali e culturali, per la valorizzazione delle risorse dei vari territori, per il turismo e la conoscenza del patrimonio materiale e immateriale che li caratterizza e rappresentano quindi un patrimonio fondamentale per lo sviluppo delle relazioni umane, da difendere in tutti i modi;

che la fruizione e il godimento di questo patrimonio non può e non deve costituire motivo di sopraffazione da parte di una tipologia di fruitore nei confronti degli altri;

che tale fruizione deve quindi avvenire nel rispetto degli altri aventi diritto, evitando con il proprio comportamento di recare fastidi e danni a chiunque, impegnandosi a rispettare i regolamenti vigenti e le norme di buon senso che devono informare qualsiasi azione;

che, in particolare, per motivi ingiustificati, si è creata una frattura tra utenti motorizzati e ciclisti che determina comportamenti pericolosi da parte degli utenti motorizzati nei confronti dei ciclisti e atteggiamenti non sempre adeguati da parte dei ciclisti;

che tale frattura sta determinando situazioni sempre più pericolose con conseguenze quasi sempre nefaste nei confronti dell’utenza più vulnerabile ed in particolare dei ciclisti e pedoni;

TUTTO CIO’ PREMESSO

per fare in modo che le strade non siano più motivo di dispute pericolose e insensate tra i vari fruitori;

TRA

gli automobilisti, rappresentati dall’ACI Club Firenze

i ciclisti, rappresentati da: ARI, Formula Bici, Fondazione Scarponi, Assofondo, A.C.C.P.I, Uisp, Safe 2GO

i pedoni, rappresentati da: A.Mo.Do.

ferma restando la possibilità di estendere ad altri soggetti la condivisione del presente protocollo,

si sottoscrive un PATTO DI CIVILTA’ denominato STRADE DA VIVERE, contenente i seguenti punti condivisi dalle parti:

  1. Le strade, con esclusione di quelle destinate a categorie specifiche, sono un bene di tutti i loro fruitori (indipendentemente dal mezzo e dalle finalità di utilizzo) e devono essere condivise nel rispetto reciproco. In tal senso si auspica una revisione del Codice della Strada nel quale debbano risaltare ancor di più gli aspetti della sicurezza, della tutela degli utenti deboli e della cultura del rispetto tra i vari utenti.
  2. I ciclisti, in quanto, nella quasi totalità, anche automobilisti, si fanno carico di tenere un comportamento che non ostacoli la marcia degli altri utenti della strada, non crei inutili e pericolosi intralci al traffico – mettendo così a rischio principalmente la propria incolumità – e favorendo le manovre di sorpasso, nel rispetto del Codice della Strada.
  3. Gli automobilisti si impegnano ad adottare tutte gli accorgimenti e le cautele per evitare di creare situazioni di pericolo per i ciclisti che incontrano lungo la strada, riducendo sempre la velocità, accodandosi laddove non sia possibile eseguire il sorpasso in sicurezza, comunicando al ciclista la propria presenza in modo discreto e sorpassando solo dove consentito e a una distanza di sicurezza dal ciclista non inferiore a 1,5 m.
  4. I pedoni, nelle strade extraurbane, si impegnano a procedere sulla sinistra della carreggiata, nel senso opposto alla direzione degli altri veicoli, provvisti di abbigliamento ad alta visibilità. Gli stessi si impegnano a procedere sulla destra nei percorsi ciclopedonali, spostandosi, su segnalazione acustica, per favorire il passaggio dei ciclisti, che, a loro volta, si impegnano a procedere a velocità moderata e ad essere provvisti di segnalatori acustici, usando tutte le cautele possibili per evitare incidenti.
  5. Gli automobilisti, i ciclisti ed i pedoni, congiuntamente, si fanno carico di promuovere tutte le iniziative volte a favorire la manutenzione delle strade esistenti da parte degli enti preposti e di richiedere l’adeguamento di dette strade alle esigenze di convivenza tra utenze diverse definendo norme comportamentali semplici, condivise, facili da attuare. Tutto ciò richiedendo altresì la sistemazione del manto stradale in modo che i bordi esterni delle strade vengano curati e adeguati dimensionalmente in modo da consentire la marcia delle biciclette e dei pedoni in sicu- rezza, richiedendo una segnaletica verticale e orizzontale che aiuti i vari utenti a conoscere e a rispettare le regole.
  6. Gli automobilisti, i ciclisti ed i pedoni si impegnano a promuovere una riclassificazione delle strade secondarie (Catasto delle strade secondarie) per fare in modo che i flussi di traffico vengano regolamentati in base alle caratteristiche di ogni strada e alla tipologia prevalente dei fruitori, così da rendere più facile la convivenza tra utenze diverse, intervenendo anche nell’adeguamento strutturale e funzionale di quelle strade a traffico promiscuo intenso, attraverso la realizzazione di corsie dedicate ai ciclisti e ai pedoni.
  7. Tutti gli utenti della strada si impegnano ad osservare le norme vigenti in materia di tutela ambientale ma anche quelle non scritte che siano utili a preservare l’ambiente naturale e il decoro dei centri urbani.

Scarperia, 29 giugno 2019

Valter Ballarini

Nato a Terni, in Umbria, ciclista, randonneur, guida cicloturistica, da anni esplora il mondo del Ciclismo non solo come fenomeno sportivo ma come modalità più consapevole di osservare e vivere la realtà. Architetto, in passato, ha realizzato progetti come la Bibliomediateca e il Videocentro a Terni, la Città del Gusto del Gambero Rosso a Roma, il Virtual Reality & Multi Media Park di Torino.

More Posts

Sembra proprio che l’ultimo modello di bicicletta, sia essa da corsa, una MTB o una gravel, stimoli nei ciclisti maschi una produzione di testosterone quasi più elevata di quella prodotta da una campagna pubblicitaria come quella della Sloggi del 2010.

Lo affermano alcuni ricercatori olandesi anticipando il risultato di uno studio che mette a confronto gli stimoli provocati dalla vista di una bici sgargiante e di immagini femminili particolarmente provocanti, su un campione significativo di ciclisti di varie nazionalità. Sostanzialmente le reazioni sono molto simili. Questo vuol dire che l’eccitazione che provoca la bicicletta equivale allo stimolo sessuale. Continua a leggere

Valter Ballarini

Nato a Terni, in Umbria, ciclista, randonneur, guida cicloturistica, da anni esplora il mondo del Ciclismo non solo come fenomeno sportivo ma come modalità più consapevole di osservare e vivere la realtà. Architetto, in passato, ha realizzato progetti come la Bibliomediateca e il Videocentro a Terni, la Città del Gusto del Gambero Rosso a Roma, il Virtual Reality & Multi Media Park di Torino.

More Posts

Per prima cosa è bene consultare il sito www.6p6.bike nel quale si possono trovare tutte le informazioni sull’organizzazione e le locations.

In questo articolo cercherò di illustrarvi le ragioni che potrebbero spingervi a fare la pre-iscrizione a partire dal 1 novembre per garantirvi la possibilità di confermarla entro il 30 dicembre.

E’ infatti molto importante prendere una decisione al più presto perché il numero chiuso di 200 posti disponibili non è un escamotage degli organizzatori per spingervi a prenotare, ma un limite imposto dalla disponibilità di posti sulla nave da Cagliari a Palermo.

Evidentemente questo, oltre ad essere un vincolo per gli stessi organizzatori (il cui budget è necessariamente pre-determinato), è anche un vantaggio per tutti perché in questo modo si possono programmare e offrire servizi molto più accurati e di qualità.

Veniamo però alle note dolenti. Il costo di iscrizione di 400 € è infatti apparentemente elevato.

Facendo però le giuste considerazioni è più che corrispondente ai servizi offerti.

Infatti, la tipologia del brevetto 1200 km (unico nel suo genere e fuori standard) diviso in due 600 km + pernottamento in nave, con la partenza notturna a Cagliari, permette a tutti i partecipanti di programmare una sola sosta di recupero (notturna) presso una struttura (con brandine e servizi) a Dorgali in Sardegna e, dopo la traversata in nave e la partenza mattutina a Palermo, una sola sosta analoga in Sicilia con gli stessi servizi.

Questo significa che i randonneur, una volta partiti da Cagliari, non avranno bisogno di nulla che non sia compreso nel costo di iscrizione, a meno che non vogliano optare per un livello di servizi superiore a quello standard garantito a tutti.

Comunque sia, anche i servizi aggiuntivi saranno offerti dagli organizzatori nella formula “all inclusive” scegliendo le opzioni sul sito al momento dell’iscrizione definitiva.

In realtà il costo dell’iscrizione non è quello determinante per la scelta perché bisogna considerare i costi di trasferimento a Cagliari all’andata e quelli di rientro da Palermo. Per fortuna sia Cagliari che Palermo sono località facilmente raggiungibili sia con la nave che con l’aereo, ma sono questi i costi che incidono di più.

D’altra parte anche Parigi, Madrid, Londra, Milano, Roma, Bormio… bisogna raggiungerle in qualche modo…, quindi, i costi da sostenere sono assolutamente allineati se consideriamo anche la mini crociera (con cabina + cena + colazione) in nave da Cagliari a Palermo compresa nel prezzo.

Comunque sia, per partecipare ad una ultra maratona ciclistica è necessario preventivare un budget rapportabile almeno a quello di una vacanza.

Questa considerazione se vale per gli Italiani, ha ancora più senso per gli stranieri che devono organizzarsi per raggiungere l’Italia.

Quindi non è il costo che fa la differenza ma l’unicità e l’attrattività dell’esperienza che si propone. In questo caso si tratta di fare un viaggio nelle due isole maggiori del Mediterraneo con un approccio più mirato alla scoperta di luoghi, paesaggi, odori e sapori che alla prestazione sportiva.

Il fatto che il super brevetto IGT sia suddiviso in due brevetti ACP e che “tra il dire e il fare ci sia di mezzo il mare…”, consente ai randonneurs di prendersi tutto il tempo a disposizione (40 ore) per viversi la Sardegna (la nave parte la sera ed è inutile arrivare prima a Cagliari) e poi decidere come viversi la Sicilia, correndo per prendere il traghetto che vi riporterà a casa la sera, o arrivare entro le 40 ore per poi pernottare a Palermo e, il giorno seguente, visitare la città e i suoi meravigliosi dintorni.

Partecipare alla 6+6 Isole è anche acquisire uno dei 4 superbrevetti dell’Italia del Grand Tour, il progetto dell’ARI che consente ai randonneur di tutto il mondo di visitare l’Italia in bicicletta partecipando ogni anno ad uno dei grandi eventi programmati.

Ci sono già alcuni randonneurs che hanno completato negli anni passati gli altri 3 super-brevetti e, molti altri ne hanno conclusi almeno altri due.

Partecipare nel 2019 alla 6+6 Isole significa quindi contribuire a far crescere un progetto italiano che promuove l’Italia in tutto il mondo, potendo sfidare qualsiasi altra manifestazione internazionale come anche la Parigi Brest Parigi che si disputerà sempre nel 2019 ad agosto.

Ovviamente la PBP ha un grande fascino per i randonneurs di tutto il mondo non perchè il percorso sia il più bello o perchè l’organizzazione sia migliore. Semplicemente perchè i francesi sono molto più bravi degli italiani a vendere i loro prodotti.

I 4 superbrevetti dell’Italia del Grand Tour sono di gran lunga più belli e affascinanti della PBP anche perchè: la quantità quasi mai fa la qualità.

 

Valter Ballarini

Nato a Terni, in Umbria, ciclista, randonneur, guida cicloturistica, da anni esplora il mondo del Ciclismo non solo come fenomeno sportivo ma come modalità più consapevole di osservare e vivere la realtà. Architetto, in passato, ha realizzato progetti come la Bibliomediateca e il Videocentro a Terni, la Città del Gusto del Gambero Rosso a Roma, il Virtual Reality & Multi Media Park di Torino.

More Posts

L’Agriturismo Poggiolo (vedi google maps) è una struttura articolata attorno ad una villa ottocentesca, immersa in un bellissimo parco, con varie attrazioni: oltre all’azienda agricola, un centro di equitazione, un ristorante (Pintor Trattoria culturale), una piscina e un anello di circa 2 km per la mountain bike nel bosco.

Continua a leggere

Valter Ballarini

Nato a Terni, in Umbria, ciclista, randonneur, guida cicloturistica, da anni esplora il mondo del Ciclismo non solo come fenomeno sportivo ma come modalità più consapevole di osservare e vivere la realtà. Architetto, in passato, ha realizzato progetti come la Bibliomediateca e il Videocentro a Terni, la Città del Gusto del Gambero Rosso a Roma, il Virtual Reality & Multi Media Park di Torino.

More Posts

A Terni da pochi giorni è presente una nuova realtà aggregativa sui temi della mobilità dolce.

Si tratta del Lab.biclario in via Sant’Antonio 46 (una traversa di Via Curio Dentato). Non un semplice nuovo locale cittadino, ma lo spazio fisico di un progetto molto articolato che, a partire dai temi della mobilità sostenibile, propone un diverso stile di vita: dall’alimentazione (a km zero), alla salute e ad una diversa organizzazione delle relazioni sociali.

Per questo, oltre ad una ciclofficina, a disposizione per varie iniziative, anche formative, è presente un pub che dovrà svolgere una funzione aggregativa a servizio delle numerose attività partecipative che la cooperativa sociale (vedi il sito) si propone di svolgere per i cittadini e la città. Continua a leggere

Valter Ballarini

Nato a Terni, in Umbria, ciclista, randonneur, guida cicloturistica, da anni esplora il mondo del Ciclismo non solo come fenomeno sportivo ma come modalità più consapevole di osservare e vivere la realtà. Architetto, in passato, ha realizzato progetti come la Bibliomediateca e il Videocentro a Terni, la Città del Gusto del Gambero Rosso a Roma, il Virtual Reality & Multi Media Park di Torino.

More Posts