notizie varie dal mondo del ciclismo e cicloturismo

Nel leggere questi dati che riporto di seguito, mi sono resa conto che i media e la politica si stanno occupando di cose, probabilmente importanti, senza però occuparsi con serietà e consapevolezza di altri temi, come l’alimentazione, ritenuti secondari, che hanno però degli effetti devastanti sulla vita di tutti noi.

Nell’anno 2012, nel mondo intero, sono morte 56 milioni di persone. Come sono morte ?

Non prendendo in considerazione la vecchiaia, gli incidenti di vario genere ed altre cause:

  • 620.000 sono state vittime della violenza umana. In particolare: le guerre hanno ucciso 120.000 persone, il crimine ne ha colpito un ulteriore mezzo milione.
  • 800.000 persone si sono suicidate.
  • 1,5 milioni di individui sono morti di diabete.

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Daniela Angelozzi

Farmacista di professione, andando in bicicletta ho scoperto il significato del movimento associato al vivere immersi nella natura, alla ricerca della bellezza. Per descrivere di cosa si tratta ho coniato la definizione: "meditazione dinamica". Il mio è un approccio olistico al tema della salute e del benessere come equilibrio psicofisico. La bici è equilibrio.

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Costruire il gruppo è la traduzione di “Team Building“, un termine che sta entrando in uso anche in Italia in quelle aziende che hanno interesse a creare delle nuove connessioni sociali tra i propri dipendenti. Ho appena partecipato come guida cicloturistica ad una esperienza promossa dalla GSK, la nota multinazionale farmaceutica con sedi in Italia e in tutto il mondo. Continua a leggere

Valter Ballarini

Nato a Terni, in Umbria, ciclista, randonneur, guida cicloturistica, da anni esplora il mondo del Ciclismo non solo come fenomeno sportivo ma come modalità più consapevole di osservare e vivere la realtà. Architetto, in passato, ha realizzato progetti come la Bibliomediateca e il Videocentro a Terni, la Città del Gusto del Gambero Rosso a Roma, il Virtual Reality & Multi Media Park di Torino.

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Strade da vivere. E’ possibile una convivenza tra i diversi utenti della strada per evitare sopraffazioni, pericoli e incidenti ?

Si, potrebbe esserlo se tutti gli utenti della strada fossero consapevoli delle regole generali della convivenza tra individui e non avessero bisogno di ulteriori norme per comportarsi in modo rispettoso degli altri.

A promuovere questo patto, in occasione del raduno della nazionale randonneurs a Scarperia, è stata l’ARI (Audax Randonneur Italia), l’organizzazione dei ciclisti randonneurs che ogni anno percorrono gran parte della rete stradale italiana e ne conoscono sia la bellezza che le problematiche e le insidie.

Al patto hanno aderito anche altre organizzazioni che si occupano di ciclismo e di sicurezza dei ciclisti nelle strade come la Fondazione Scarponi, Formula Bici, ACCPI (Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiani), SAFE2go, UISP Ciclismo, e altre organizzazioni in rappresentanza degli automobilisti (ACI di Firenze) e dei pedoni e camminatori (A.Mo.Do. Alleanza per la Mobilità Dolce).

Il documento che riportiamo integralmente, è stato firmato anche dal Senatore Riccardo Nencini (già Presidente Regionale Toscano della Federazione Ciclistica Italiana).

In rappresentanza dei vari organismi hanno firmato: Marco Scarponi, Mario Zangrando, Marco Cavorso, Stefano Pezzini, Davide Ceccaroni, Riccardo Nencini, Massimo Ruffilli, Valter Ballarini.

Questo il testo del Patto sottoscritto.

STRADE DA VIVERE

PATTO DI CIVILTA’ TRA GLI UTENTI DELLA STRADA

PREMESSO

che le strade, così come definito dall’art. 2 del Codice della Strada, sono un bene di tutti, pedoni, ciclisti, motociclisti, automobilisti, camionisti, trattoristi e anche degli animali, che possono percorrerle o semplicemente attraversarle;

che, ad esclusione delle autostrade, delle strade a scorrimento veloce destinate agli autoveicoli, e delle piste ciclabili, tutte le altre strade sono condivise tra tutti gli utenti che, nel percorrerle hanno pari diritti e pari doveri;

che la vita umana è da salvaguardare e difendere come valore assoluto indipendentemente dai comportamenti giusti o sbagliati dei vari utenti, tanto che la sicurezza nella circolazione stradale rientra, come recita il Codice della Strada, tra le finalità primarie di ordine sociale ed economico perseguite dallo Stato;

che le strade, indipendentemente da chi ne sia proprietario e debba prendersene cura, sono un bene che è stato tramandato dalle generazioni precedenti a tutti coloro che oggi ne usufruiscono. Le strade secondarie, in particolare, costituiscono una fitta rete di collegamenti, rispettosi della natura e dei luoghi attraversati, necessari per il movimento delle persone, per gli scambi commerciali e culturali, per la valorizzazione delle risorse dei vari territori, per il turismo e la conoscenza del patrimonio materiale e immateriale che li caratterizza e rappresentano quindi un patrimonio fondamentale per lo sviluppo delle relazioni umane, da difendere in tutti i modi;

che la fruizione e il godimento di questo patrimonio non può e non deve costituire motivo di sopraffazione da parte di una tipologia di fruitore nei confronti degli altri;

che tale fruizione deve quindi avvenire nel rispetto degli altri aventi diritto, evitando con il proprio comportamento di recare fastidi e danni a chiunque, impegnandosi a rispettare i regolamenti vigenti e le norme di buon senso che devono informare qualsiasi azione;

che, in particolare, per motivi ingiustificati, si è creata una frattura tra utenti motorizzati e ciclisti che determina comportamenti pericolosi da parte degli utenti motorizzati nei confronti dei ciclisti e atteggiamenti non sempre adeguati da parte dei ciclisti;

che tale frattura sta determinando situazioni sempre più pericolose con conseguenze quasi sempre nefaste nei confronti dell’utenza più vulnerabile ed in particolare dei ciclisti e pedoni;

TUTTO CIO’ PREMESSO

per fare in modo che le strade non siano più motivo di dispute pericolose e insensate tra i vari fruitori;

TRA

gli automobilisti, rappresentati dall’ACI Club Firenze

i ciclisti, rappresentati da: ARI, Formula Bici, Fondazione Scarponi, Assofondo, A.C.C.P.I, Uisp, Safe 2GO

i pedoni, rappresentati da: A.Mo.Do.

ferma restando la possibilità di estendere ad altri soggetti la condivisione del presente protocollo,

si sottoscrive un PATTO DI CIVILTA’ denominato STRADE DA VIVERE, contenente i seguenti punti condivisi dalle parti:

  1. Le strade, con esclusione di quelle destinate a categorie specifiche, sono un bene di tutti i loro fruitori (indipendentemente dal mezzo e dalle finalità di utilizzo) e devono essere condivise nel rispetto reciproco. In tal senso si auspica una revisione del Codice della Strada nel quale debbano risaltare ancor di più gli aspetti della sicurezza, della tutela degli utenti deboli e della cultura del rispetto tra i vari utenti.
  2. I ciclisti, in quanto, nella quasi totalità, anche automobilisti, si fanno carico di tenere un comportamento che non ostacoli la marcia degli altri utenti della strada, non crei inutili e pericolosi intralci al traffico – mettendo così a rischio principalmente la propria incolumità – e favorendo le manovre di sorpasso, nel rispetto del Codice della Strada.
  3. Gli automobilisti si impegnano ad adottare tutte gli accorgimenti e le cautele per evitare di creare situazioni di pericolo per i ciclisti che incontrano lungo la strada, riducendo sempre la velocità, accodandosi laddove non sia possibile eseguire il sorpasso in sicurezza, comunicando al ciclista la propria presenza in modo discreto e sorpassando solo dove consentito e a una distanza di sicurezza dal ciclista non inferiore a 1,5 m.
  4. I pedoni, nelle strade extraurbane, si impegnano a procedere sulla sinistra della carreggiata, nel senso opposto alla direzione degli altri veicoli, provvisti di abbigliamento ad alta visibilità. Gli stessi si impegnano a procedere sulla destra nei percorsi ciclopedonali, spostandosi, su segnalazione acustica, per favorire il passaggio dei ciclisti, che, a loro volta, si impegnano a procedere a velocità moderata e ad essere provvisti di segnalatori acustici, usando tutte le cautele possibili per evitare incidenti.
  5. Gli automobilisti, i ciclisti ed i pedoni, congiuntamente, si fanno carico di promuovere tutte le iniziative volte a favorire la manutenzione delle strade esistenti da parte degli enti preposti e di richiedere l’adeguamento di dette strade alle esigenze di convivenza tra utenze diverse definendo norme comportamentali semplici, condivise, facili da attuare. Tutto ciò richiedendo altresì la sistemazione del manto stradale in modo che i bordi esterni delle strade vengano curati e adeguati dimensionalmente in modo da consentire la marcia delle biciclette e dei pedoni in sicu- rezza, richiedendo una segnaletica verticale e orizzontale che aiuti i vari utenti a conoscere e a rispettare le regole.
  6. Gli automobilisti, i ciclisti ed i pedoni si impegnano a promuovere una riclassificazione delle strade secondarie (Catasto delle strade secondarie) per fare in modo che i flussi di traffico vengano regolamentati in base alle caratteristiche di ogni strada e alla tipologia prevalente dei fruitori, così da rendere più facile la convivenza tra utenze diverse, intervenendo anche nell’adeguamento strutturale e funzionale di quelle strade a traffico promiscuo intenso, attraverso la realizzazione di corsie dedicate ai ciclisti e ai pedoni.
  7. Tutti gli utenti della strada si impegnano ad osservare le norme vigenti in materia di tutela ambientale ma anche quelle non scritte che siano utili a preservare l’ambiente naturale e il decoro dei centri urbani.

Scarperia, 29 giugno 2019

Valter Ballarini

Nato a Terni, in Umbria, ciclista, randonneur, guida cicloturistica, da anni esplora il mondo del Ciclismo non solo come fenomeno sportivo ma come modalità più consapevole di osservare e vivere la realtà. Architetto, in passato, ha realizzato progetti come la Bibliomediateca e il Videocentro a Terni, la Città del Gusto del Gambero Rosso a Roma, il Virtual Reality & Multi Media Park di Torino.

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Sembra proprio che l’ultimo modello di bicicletta, sia essa da corsa, una MTB o una gravel, stimoli nei ciclisti maschi una produzione di testosterone quasi più elevata di quella prodotta da una campagna pubblicitaria come quella della Sloggi del 2010.

Lo affermano alcuni ricercatori olandesi anticipando il risultato di uno studio che mette a confronto gli stimoli provocati dalla vista di una bici sgargiante e di immagini femminili particolarmente provocanti, su un campione significativo di ciclisti di varie nazionalità. Sostanzialmente le reazioni sono molto simili. Questo vuol dire che l’eccitazione che provoca la bicicletta equivale allo stimolo sessuale. Continua a leggere

Valter Ballarini

Nato a Terni, in Umbria, ciclista, randonneur, guida cicloturistica, da anni esplora il mondo del Ciclismo non solo come fenomeno sportivo ma come modalità più consapevole di osservare e vivere la realtà. Architetto, in passato, ha realizzato progetti come la Bibliomediateca e il Videocentro a Terni, la Città del Gusto del Gambero Rosso a Roma, il Virtual Reality & Multi Media Park di Torino.

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Per prima cosa è bene consultare il sito www.6p6.bike nel quale si possono trovare tutte le informazioni sull’organizzazione e le locations.

In questo articolo cercherò di illustrarvi le ragioni che potrebbero spingervi a fare la pre-iscrizione a partire dal 1 novembre per garantirvi la possibilità di confermarla entro il 30 dicembre.

E’ infatti molto importante prendere una decisione al più presto perché il numero chiuso di 200 posti disponibili non è un escamotage degli organizzatori per spingervi a prenotare, ma un limite imposto dalla disponibilità di posti sulla nave da Cagliari a Palermo.

Evidentemente questo, oltre ad essere un vincolo per gli stessi organizzatori (il cui budget è necessariamente pre-determinato), è anche un vantaggio per tutti perché in questo modo si possono programmare e offrire servizi molto più accurati e di qualità.

Veniamo però alle note dolenti. Il costo di iscrizione di 400 € è infatti apparentemente elevato.

Facendo però le giuste considerazioni è più che corrispondente ai servizi offerti.

Infatti, la tipologia del brevetto 1200 km (unico nel suo genere e fuori standard) diviso in due 600 km + pernottamento in nave, con la partenza notturna a Cagliari, permette a tutti i partecipanti di programmare una sola sosta di recupero (notturna) presso una struttura (con brandine e servizi) a Dorgali in Sardegna e, dopo la traversata in nave e la partenza mattutina a Palermo, una sola sosta analoga in Sicilia con gli stessi servizi.

Questo significa che i randonneur, una volta partiti da Cagliari, non avranno bisogno di nulla che non sia compreso nel costo di iscrizione, a meno che non vogliano optare per un livello di servizi superiore a quello standard garantito a tutti.

Comunque sia, anche i servizi aggiuntivi saranno offerti dagli organizzatori nella formula “all inclusive” scegliendo le opzioni sul sito al momento dell’iscrizione definitiva.

In realtà il costo dell’iscrizione non è quello determinante per la scelta perché bisogna considerare i costi di trasferimento a Cagliari all’andata e quelli di rientro da Palermo. Per fortuna sia Cagliari che Palermo sono località facilmente raggiungibili sia con la nave che con l’aereo, ma sono questi i costi che incidono di più.

D’altra parte anche Parigi, Madrid, Londra, Milano, Roma, Bormio… bisogna raggiungerle in qualche modo…, quindi, i costi da sostenere sono assolutamente allineati se consideriamo anche la mini crociera (con cabina + cena + colazione) in nave da Cagliari a Palermo compresa nel prezzo.

Comunque sia, per partecipare ad una ultra maratona ciclistica è necessario preventivare un budget rapportabile almeno a quello di una vacanza.

Questa considerazione se vale per gli Italiani, ha ancora più senso per gli stranieri che devono organizzarsi per raggiungere l’Italia.

Quindi non è il costo che fa la differenza ma l’unicità e l’attrattività dell’esperienza che si propone. In questo caso si tratta di fare un viaggio nelle due isole maggiori del Mediterraneo con un approccio più mirato alla scoperta di luoghi, paesaggi, odori e sapori che alla prestazione sportiva.

Il fatto che il super brevetto IGT sia suddiviso in due brevetti ACP e che “tra il dire e il fare ci sia di mezzo il mare…”, consente ai randonneurs di prendersi tutto il tempo a disposizione (40 ore) per viversi la Sardegna (la nave parte la sera ed è inutile arrivare prima a Cagliari) e poi decidere come viversi la Sicilia, correndo per prendere il traghetto che vi riporterà a casa la sera, o arrivare entro le 40 ore per poi pernottare a Palermo e, il giorno seguente, visitare la città e i suoi meravigliosi dintorni.

Partecipare alla 6+6 Isole è anche acquisire uno dei 4 superbrevetti dell’Italia del Grand Tour, il progetto dell’ARI che consente ai randonneur di tutto il mondo di visitare l’Italia in bicicletta partecipando ogni anno ad uno dei grandi eventi programmati.

Ci sono già alcuni randonneurs che hanno completato negli anni passati gli altri 3 super-brevetti e, molti altri ne hanno conclusi almeno altri due.

Partecipare nel 2019 alla 6+6 Isole significa quindi contribuire a far crescere un progetto italiano che promuove l’Italia in tutto il mondo, potendo sfidare qualsiasi altra manifestazione internazionale come anche la Parigi Brest Parigi che si disputerà sempre nel 2019 ad agosto.

Ovviamente la PBP ha un grande fascino per i randonneurs di tutto il mondo non perchè il percorso sia il più bello o perchè l’organizzazione sia migliore. Semplicemente perchè i francesi sono molto più bravi degli italiani a vendere i loro prodotti.

I 4 superbrevetti dell’Italia del Grand Tour sono di gran lunga più belli e affascinanti della PBP anche perchè: la quantità quasi mai fa la qualità.

 

Valter Ballarini

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L’Agriturismo Poggiolo (vedi google maps) è una struttura articolata attorno ad una villa ottocentesca, immersa in un bellissimo parco, con varie attrazioni: oltre all’azienda agricola, un centro di equitazione, un ristorante (Pintor Trattoria culturale), una piscina e un anello di circa 2 km per la mountain bike nel bosco.

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A Terni da pochi giorni è presente una nuova realtà aggregativa sui temi della mobilità dolce.

Si tratta del Lab.biclario in via Sant’Antonio 46 (una traversa di Via Curio Dentato). Non un semplice nuovo locale cittadino, ma lo spazio fisico di un progetto molto articolato che, a partire dai temi della mobilità sostenibile, propone un diverso stile di vita: dall’alimentazione (a km zero), alla salute e ad una diversa organizzazione delle relazioni sociali.

Per questo, oltre ad una ciclofficina, a disposizione per varie iniziative, anche formative, è presente un pub che dovrà svolgere una funzione aggregativa a servizio delle numerose attività partecipative che la cooperativa sociale (vedi il sito) si propone di svolgere per i cittadini e la città. Continua a leggere

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L’Italia condivide con il Giappone molte cose: sono entrambi paesi con un debito pubblico elevato, i loro territori sono soggetti costantemente a terremoti devastanti, hanno un elevato numero di ciclisti.

Le differenze però sono evidenti: nonostante il debito pubblico, il Giappone ha avviato e sta portando avanti da anni un piano di riqualificazione del territorio per rendere i centri abitati antisismici e per dotarli di infrastrutture moderne ed efficienti per i suoi abitanti, compresi i ciclisti. Continua a leggere

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Ho già anticipato con un mio post questo evento e oggi ho avuto modo di apprezzarlo pienamente pedalando insieme ad un gruppo di amici sul percorso “gravel” lungo.

Gli 82 km e 1100 m. di dislivello, con circa 40 km di sterrato, rappresentano un’ottima occasione per sperimentare questa nuova disciplina (per l’Italia) immersi in un paesaggio bellissimo, reso tale da una natura lussureggiante, in una giornata di sole primaverile.

La formula è sicuramente interessante: iscrizione gratuita per gli 800 partecipanti che hanno potuto scegliere sia la lunghezza dei percorsi che il tipo di bicicletta con cui affrontarli. Bici da corsa, MTB, Gravel, bici d’epoca, eBike. Continua a leggere

Valter Ballarini

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La percezione che abbiamo di quante strade siano percorse dai ciclisti è abbastanza vaga.

STRAVA sta sviluppando un servizio che si chiama Heat Map (per ora in versione beta) che permette a tutti di visualizzare la rete mondiale delle strade percorse dai ciclisti che utilizzano l’applicazione su smartphone o altri dispositivi (tipo Garmin) ad essa collegati. Strava sta diventando un po’ come google, con milioni di utilizzatori in tutto il mondo. I dati ovviamente non possono che essere parziali perchè sono prodotti da ciclisti che registrano le loro tracce e non da tutti i ciclisti urbani ed extraurbani che non lo fanno (al momento molto più numerosi). Nonostante questo la mappa è molto interessante perchè il campione utilizzato è sicuramente rappresentativo. Continua a leggere

Valter Ballarini

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