Ogni volta che, pedalando in mezzo alla natura, percepiamo il profumo che emana un ramoscello spezzato o un petalo di fiore, o qualunque altra parte di una pianta, vuol dire che un olio essenziale si è liberato.

Vale la pena approfondire l’argomento dell’Aromaterapia, perché per il ” ciclista consapevole”  in particolare, ma per lo sportivo in generale e per ciascuno di noi, può risultare molto utile scoprire che esistono rimedi naturali estremamente potenti, privi di effetti collaterali, semplici da usare, che possono essere impiegati per favorire la performance, per potenziare il sistema immunitario, quello psico-emotivo, per risolvere problematiche legate all’apparato muscoloscheletrico e respiratorio.

Il termine “essenziale” deriva dalla teoria di Paracelso, medico, astronomo, personaggio straordinario del Rinascimento che si rifà al concetto ermetico secondo il quale l’uomo (il microcosmo) è lo specchio e l’immagine fedele dell’universo (il macrocosmo). 

Il mondo  degli oli essenziali è un mondo affascinante, che riporta immediatamente al legame strettissimo esistente tra l’uomo e la natura, al concetto di salute e malattia, inteso come equilibrio tra le cellule del nostro corpo che, in fondo, sono un tutt’uno con quelle della natura circostante e quindi anche delle piante da cui gli oli essenziali vengono estratti. 

Definendo gli oli essenziali come l’anima della pianta, cioè  la componente spirituale, quella più sottile e pura della pianta stessa (o quintessenza), si intuisce che essi esplicano il loro potere terapeutico andando ad agire nel profondo. 

Gli oli essenziali agiscono ristabilendo il legame tra l’uomo e la natura, legame che si è perduto nel tempo, riescono ad eliminare la materia più densa, sporca, liberandone l’informazione energetica sottostante.

Nonostante le piante siano utilizzate da millenni per combattere le malattie e alleviare il dolore e i fastidi, solo recentemente si sta cominciando a riscoprire alcuni dei fantastici benefici per la salute degli oli essenziali puri e naturali. 

Non tutti gli oli essenziali sono uguali. È importante assicurarsi che quelli che utilizziamo siano stati rigorosamente testati e certificati come oli puri e di qualità terapeutica. 

Gli oli essenziali, infatti,  si prestano alle sofisticazioni, quindi in commercio possono essere presenti oli essenziali contenenti sostanze contaminanti dannose e additivi chimici di bassa qualità. 

Gli oli essenziali sono sostanze naturali distillate o estratte dalla spremitura delle piante. Sono altamente concentrati: anche una sola goccia può avere effetti molto potenti. 

Gli oli essenziali si usano da migliaia di anni per la loro capacità di influenzare la mente, le emozioni e il corpo. Sono importanti le loro proprietà antibatteriche, anti fungine e antivirali. Sono oggetto di continua ricerca per quanto riguarda la loro capacità di dare sollievo al dolore, alleviare le sensazioni di depressione, migliorare la memoria e ridurre l’infiammazione, favorire il fisiologico drenaggio delle tossine, riequilibrare l’organismo dal punto di vista energetico. 

Gli oli essenziali corrispondono totalmente alla visione olistica della salute e dell’individuo, si prendono cura e attraversano dolcemente  tutti i corpi di cui siamo costituiti, da quello fisico a quello più sottile, energetico, passando per quello mentale e psico emotivo favorendo il ripristino di quell’equilibrio naturale che corrisponde allo stato di salute. Equilibrio da cui spesso ci allontaniamo non rispettando i ritmi del nostro sistema mente/corpo e le sue fisiologiche esigenze. 

Non possono mancare, nel leggero bagaglio del ciclista consapevole, le miscele (combinazioni di oli che, in sinergia, sviluppano proprietà diverse rispetto agli oli presi singolarmente) da utilizzare per sciogliere i muscoli, risolvere i temuti crampi muscolari, facilitare la risoluzione di problemi articolari, così come non possono mancare le miscele con azione riparatrice cellulare, cioè attive contro i danni provocati dai radicali liberi, prodotti dai processi di ossidazione legati allo sforzo eccessivo o prolungato. 

Oppure l’olio essenziale da inalare in quel momento critico, che pedalando per ore è capitato a ciascuno di noi, dove ti viene voglia di mollare tutto, dove il fiato ti manca, la mente e la stanchezza prendono il sopravvento facendoti visualizzare già steso su di una panchina. L’olio essenziale inalato, attraverso le vie olfattive, arriva immediatamente ai centri nervosi che stimolano direttamente la voglia di reagire, favorendo la conversione in pensieri motivanti di ritrovata energia a cui il corpo non può che ubbidire. 

C’è qualcosa di magico, ma supportato da una quantità enorme di studi e di ricerche scientifiche, nell’aromaterapia: una volta entrati nel mondo degli oli essenziali si viene virtuosamente e piacevolmente risucchiati, inebriati dalle loro terapeutiche fragranze, che agiscono globalmente sul nostro organismo, riequilibrando in modo naturale, non invasivo, elegante, tutti i sistemi di cui siamo costituiti. 

La sensazione di ritrovato benessere fisico, psichico, animico ed energetico che ne deriva, diventa qualcosa di talmente buono per noi che difficilmente riusciremo a separarcene.

Ecco alcuni degli oli essenziali che ogni ciclista consapevole dovrebbe portare con sé: 

Miscela di oli essenziali di alto grado terapeutico  (Canfora, menta, tanaceto ed altri) sotto forma di crema, indispensabile per tutti i problemi muscolari e articolari (dolori o per riscaldare e rigenerare i muscoli prima e dopo l’allenamento). 

Miscela respiratoria: alloro, menta, eucalipto ed altri. Aiuta a respirare meglio, aprendo le vie respiratorie anche durante i malanni stagionali. 

Oli essenziali di menta: rinvigoriscono il fisico, la mente e lo spirito facendoci “prendere fiato” e dandoci la spinta per andare avanti senza paura. Utili in quei momenti in cui pensiamo di non potercela fare.

Miscela di oli essenziali (timo, santoreggia, niauli ed altri) con proprietà antiossidanti (protegge dallo stress ossidativo), riparatore cellulare, supporta il cervello e il sistema nervoso, supporta il sistema immunitario. Questa miscela è particolarmente indicata ai ciclisti consapevoli più in là con gli anni.

Miscela di oli essenziali (arancio dolce, chiodi di garofano, cannella ed altri) definita anche miscela protettiva, ci protegge da batteri (utile anche per disinfettare le mani), virus, funghi, muffe, supportando in modo naturale il sistema immunitario. Agisce allo stesso modo anche a livello del corpo sottile, energetico proteggendoci dai “vampiri energetici”, dalle personalità dominanti che tendono ad invadere i nostri spazi e da altre influenze negative.

Non posso non citare la mia miscela di oli essenziali preferita (menta, maggiorana, lavanda ed altri oli) che porto sempre con me e “sniffo” o applico (si presenta in roll-on) quando sento salire la tensione sia a livello fisico (mal di testa, tensione muscolare, torcicollo, ecc) sia a livello emotivo (ansia, tensione nervosa post arrabbiatura, preoccupazione, ecc). Miscela utile, quindi, contro lo stress con effetto calmante, che facilita il passaggio allo stato di “non mente” corrispondente agli stati meditativi (vedi libro mindfulness dinamica).

Gli oli essenziali, proprio per il fatto che anche solo in una goccia possono esplicare tutta la loro potenza a livello del corpo fisico, psico emotivo ed energetico, vanno utilizzati dietro consiglio di persone esperte, anche per ottenere, in base alla variabilità individuale, la massima efficacia in totale sicurezza. 

Possono essere inalati, vaporizzati, applicati, opportunamente veicolati in un olio vegetale, in particolari punti del corpo a seconda del problema per cui vengono utilizzati. 

Alcuni possono anche essere ingeriti, ma in questo caso MAI il fai da te, perché alcuni oli essenziali possono risultare fortemente irritanti per la mucosa gastrica. 

L’articolo è frutto della collaborazione con la mia amica d’infanzia Roberta Martelli, esperta in oli essenziali, che mi supporta nell’ambito dell’Aromaterapia e con la quale porto avanti, attraverso consulenze, incontri informativi e formativi, il  programma di prevenzione primaria esplicitato nel trattamento depurativo integrato, di cui sono ideatrice (percorso teorico-pratico per mantenere e/o ripristinare consapevolmente il processo della salute).  


Daniela Angelozzi

Farmacista di professione, andando in bicicletta ho scoperto il significato del movimento associato al vivere immersi nella natura, alla ricerca della bellezza. Per descrivere di cosa si tratta ho coniato la definizione: "meditazione dinamica". Il mio è un approccio olistico al tema della salute e del benessere come equilibrio psicofisico. La bici è equilibrio.

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Nel leggere questi dati che riporto di seguito, mi sono resa conto che i media e la politica si stanno occupando di cose, probabilmente importanti, senza però occuparsi con serietà e consapevolezza di altri temi, come l’alimentazione, ritenuti secondari, che hanno però degli effetti devastanti sulla vita di tutti noi.

Nell’anno 2012, nel mondo intero, sono morte 56 milioni di persone. Come sono morte ?

Non prendendo in considerazione la vecchiaia, gli incidenti di vario genere ed altre cause:

  • 620.000 sono state vittime della violenza umana. In particolare: le guerre hanno ucciso 120.000 persone, il crimine ne ha colpito un ulteriore mezzo milione.
  • 800.000 persone si sono suicidate.
  • 1,5 milioni di individui sono morti di diabete.

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Daniela Angelozzi

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Avete presente quella massa molliccia localizzata a livello della vita di molti uomini, ma anche di una cifra considerevole di donne soprattutto in età menopausale che, in alcuni casi, ispira simpatia e senso di sicurezza?

La famosa “pancetta” o maniglie dell’amore come molto romanticamente vengono definite!

Ecco, al di là dell’aspetto puramente estetico non esattamente gradevole,  quello rappresenta un vero e proprio indicatore dello stato di salute di un individuo…in senso negativo!

Sto parlando del grasso addominale, viscerale o grasso  d’organo che può essere presente anche in soggetti normopeso. Ai fini della valutazione del rischio per la salute infatti, ciò che conta di più non è la quantità assoluta di grasso in una persona, ma il tipo di grasso e la sua distribuzione.

Il tipo di grasso che va monitorato è quello VISCERALE , situato in profondità attorno agli organi centrali del corpo come il fegato, l’intestino e il cuore. Questo tipo di grasso si comporta come un organo a se’, è attivo perché rilascia numerose sostanze e modula diversi ormoni corporei. Quando è in eccesso produce sostanze dette citochine, che provocano l’infiammazione sistemica dell’organismo, predisponendo al rischio di sviluppare patologie quali diabete di tipo 2, patologie cardiovascolari, steatosi (fegato grasso), sindrome metabolica, dislipidemie oltre ad accelerare i processi di invecchiamento.

Pensate che un solo chilo di grasso addominale in più contiene ben 3 km di nuovi capillari! Quindi chi ha 10 chili di grasso addominale in più avrà circa 30 km in più di vasi sanguigni, con conseguente sforzo del cuore per pompare il sangue a quel livello.

Immaginiamo che oltre allo sforzo per affrontare una salita in bici o lunghe distanze si va ad aggiungere quello di dover nutrire, pompando sangue, quella massa aggiuntiva di grasso!  La conseguenza, capite bene, è un aumento della pressione arteriosa, esposizione al rischio di patologie cardiovascolari e tutto quanto detto già sopra.

Negli uomini poi, il grasso addominale contribuisce a ridurre il livello di testosterone, con evidenti conseguenze sul desiderio sessuale oltre a diminuire la forza e l’energia.

A questo punto non vi è venuta subito la voglia di iniziare a lavorare sul vostro stile di vita, cioè essenzialmente nutrizione, capacità di gestire lo stress, esercizio fisico per eliminare il grasso viscerale, quindi l’infiammazione sistemica che questo porta con se’, affrontare le salite in bici e quelle della vita con leggerezza sia fisica sia mentale, ritrovare il punto vita, migliorare la performance sessuale,   ma soprattutto garantirvi una vita sani e a lungo?

Se la risposta è Si, potete considerarvi persone centrate, con un buon equilibrio mentale, che tengono alla propria salute e, quindi, alla propria vita, e iniziare subito con un trattamento depurativo olistico, primo step del percorso che vi farà ritrovare la forma fisica, mentale, energetica, ma sopratutto la salute!

Se la risposta è No, …beh fatevi una domanda e cercate la risposta dentro voi stessi…. ma sappiate che è sbagliata! 🙂 Peccato!

Daniela Angelozzi

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La depurazione facilita i processi rigenerativi e di autoguarigione di cui siamo naturalmente dotati. Si tratta di prendere coscienza di come è fatto il nostro sistema corpo/mente, di riconoscere gli avvertimenti che ci invia per segnalarci un allontanamento dall’equilibrio e quindi dallo stato di salute, e sapere cosa fare per aiutarlo a recuperare l’equilibrio e stare bene e in forma. Continua a leggere

Daniela Angelozzi

Farmacista di professione, andando in bicicletta ho scoperto il significato del movimento associato al vivere immersi nella natura, alla ricerca della bellezza. Per descrivere di cosa si tratta ho coniato la definizione: "meditazione dinamica". Il mio è un approccio olistico al tema della salute e del benessere come equilibrio psicofisico. La bici è equilibrio.

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Avvicinandoci in auto a Caserta, abbandonata l’autostrada, non ho potuto non provare una forte emozione di fronte alla inaspettata fortissima presenza della natura, che si manifesta con il verde intensissimo e abbondante delle colline, dei prati, dei boschi via via che ci si avvicina a Castel di Sasso, la nostra meta per questo fine settimana.

Detto da me, che provengo dall’Umbria, definita cuore verde d’Italia, tutto ciò assume un significato ancor più rilevante. Castel di Sasso è un piccolo paese, circondato da tutto quel verde, colore della vegetazione, della natura, della rinascita primaverile e della vita stessa.

In cromoterapia (scienza che studia gli effetti dei colori a livello psicofisico) il verde è associato alla calma, alla tranquillità, alla concentrazione. Nelle sale operatorie le pareti sono verdi come i camici dei medici. Il verde è speranza, ma anche forza, perseveranza, equilibrio, stabilità, solidità, costanza, tenacia. Il verde è il colore che indica autostima, il colore di chi vuole crescere ed affermarsi. Il verde è anche il colore associato a Venere, dea dell’amore e della fertilità.

Ecco, posso dire di aver conosciuto, durante la permanenza in questi luoghi, in occasione dell’evento ciclistico Randonnée Reale, delle persone esattamente con le caratteristiche del colore verde.

Stessa sensazione di calma, pace e tranquillità trasmessa dai luoghi suggestivi a tratti selvaggi, finché, pedalando dolcemente, non ti trovi di fronte alla spettacolare Reggia di Caserta, capolavoro architettonico voluto dall’illuminato sovrano di Napoli Carlo di Borbone.

Il sontuoso palazzo reale con i suoi parchi, i giardini, la cascata, le fontane di straordinaria bellezza, suscitano emozioni e sensazioni che neppure le mie esclamazioni possono rendere ed esprimere! L’arte che con il suo valore trascende la nostra natura terrena, consegnandoci l’immortalità e regalandoci, nell’atto della contemplazione, quelle emozioni così potenti da appagare il nostro essere nella sua totalità. 

Il nostro tour lo ho definito “olistico” (dal termine greco olos, che vuol dire interezza, totalità), perché ci siamo sentiti considerati oggetto di cura, sotto ogni profilo del nostro essere: emotivo, energetico, psichico e fisico.

In particolare per quanto riguarda il cibo. Abbiamo potuto godere dei piatti tipici della cucina casertana in due particolari occasioni: nel Ristorante Del Borgo a Sasso (frazione di Castel di Sasso) e al Pepe in grani di Caiazzo.

A Sasso, perché il delizioso paesino si trova adagiato proprio sopra ad un enorme sasso, ci si arriva percorrendo una stradina in salita in mezzo ad un verde, esagerato, che sembra una foresta. Abbiamo cenato in una terrazza con una vista mozzafiato su tutto il territorio sottostante, fino a Napoli e al mare facendo addirittura ammirare, nelle giornate limpide, le isole di Capri e Ischia. Un’esperienza di nuovo caratterizzata da una calda accoglienza, cortesia, professionalità unita alla degustazione dei sapori autentici e unici dei piatti tipici locali e alla squisita compagnia dei nostri nuovi amici. Tutti i nostri sensi nuovamente appagati e il nostro piacere di esprimere un grande sentimento di gratitudine per quello che consideriamo un regalo, a chi ce ne ha dato la possibilità.

A Caiazzo, invece, l’ultima tappa del nostro viaggio. Suggeritoci dalla nostra amica Maria Grazia Fiore, il locale di Franco Pepe dove si mangia “la pizza più buona del mondo”: Pepe in grani. Quì abbiamo vissuto un’altra esperienza che definirei “mistica” olistica. Ancora una volta abbiamo potuto constatare un totale allineamento armonico tra il locale, dal punto di vista architettonico, il cibo proposto, le persone addette alla sala.

Anche qui serietà che ho definito “simpatica”, perché viene mantenuta comunque sempre una nota di fondamentale leggerezza, professionalità empatica, per cui non avverti freddezza e distacco ma calda accoglienza, attenzione costante ed efficiente, non invasiva, nei confronti del cliente.

Il menù ricco di prelibatezze locali, dove la pizza regna sovrana. Una pizza tipica ma con caratteristiche ben definite che la rende unica, ineguagliabile e… particolarmente digeribile. Si, perché, come ci hanno spiegato con gentilezza, preparazione professionale e dolcezza, accompagnandoci in un viaggio alla scoperta del locale, la pizza è fatta con  ingredienti specifici, con grani poveri di glutine, ai quali spesso vengono aggiunte delle erbe naturali che la rendono particolarmente tollerata dai nostri microbi intestinali, eliminando tutti quei disturbi che spesso questo alimento può provocare.

Una esperienza da ripetere e che suggerisco a tutti voi. 

Dove alloggiare in zona.

Daniela Angelozzi

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E’ successo così che un giorno, mentre affrontavo una salita di 5 km, in mezzo alle verdi colline umbre, in una stupenda giornata di sole, mi è venuto in mente di provare a pedalare ascoltando contemporaneamente musica. 

Essendo stata un’idea estemporanea, quindi non premeditata, ho dovuto adattare l’esperimento al tipo di musica che avevo in quel momento a disposizione: un’alternarsi di musica soft, molto rilassante con musica a ritmo più sostenuto.

Quando la musica che ascoltavo era quella con ritmo sostenuto e ovviamente di mio gradimento, notavo un’energia nel pedalare più alta, uno sforzo ridotto e di conseguenza un minore affaticamento. Sfruttavo i brani soft, più lenti per recuperare e ricaricarmi, pronta per affrontare più energeticamente il tratto di salita successivo al ritmo di musica più stimolante. 

Da questa semplice esperienza  (vedo ovunque ciclisti e runners “equipaggiati” di cuffiette e ipod !!), fatta però con consapevolezza, mantenendo una attenzione a ciò che stava avvenendo, ho prima di tutto capito meglio come funziona il mio corpo e la mia mente, come entrambi reagiscono permettendomi di migliorare la performance, che nel mio caso ha significato terminare una salita impegnativa senza quasi accorgermene, sicuramente avendo acquisito quell’energia in più, tramite la meditazione, il pedalare e la musica giusta, grazie alla quale tutto sembrava svolgersi con la massima naturalezza e senza fatica. 

Sapevo già degli effetti positivi della musica sull’umore, degli effetti ansiolitici e della capacità di favorire la concentrazione, per questo i chirurghi durante le operazioni spesso ascoltano musica.

Allo stesso modo sapevo che ascoltare musica può rendere euforici, può allentare le tensioni emotive e conseguentemente quelle muscolari producendo un effetto rilassante. 

Sapevo che il binomio musica più esercizio fisico produce un aumento dei livelli di prestazione, agendo anche sull’abilità motoria e sulla motivazione dell’individuo. Per tutti questi motivi la musica, in alcune discipline, è vietata durante le gare perché considerata un vero e proprio doping. 

Ho voluto approfondire meglio, dal punto di vista scientifico, gli effetti della musica, intesa come vibrazione, a livello delle cellule del nostro organismo, quindi sulla salute del corpo fisico, compresa la performance sportiva, sul nostro sentire, sul nostro vivere.

Nelle antiche culture, d’altra parte, musica e medicina corrispondevano. Se conoscere se stessi rappresenta il primo passo per sviluppare pienamente il nostro potenziale di autoguarigione, la musica, come strumento di comunicazione non verbale, con le sue vibrazioni, aiuta a compiere questo fondamentale passaggio permettendo di entrare in quella dimensione che facilita la connessione  con la nostra sfera emotiva raggiungendo l’armonia psicofisica, cioè il riallineamento corpo – mente – componente energetica, che corrisponde allo stato di salute. 

Non dobbiamo dimenticare che noi siamo un sistema energetico che vibra, che vive su  questa terra che, a sua volta, possiede una frequenza di vibrazione pari a 8 hz, che, evidentemente non udiamo. Gli studi sviluppatisi negli ultimi 100 anni dimostrano come tutto sia vibrazione: Einstein affermava che la materia non esiste, è soltanto energia che vibra a varie frequenze.

Tutto vibra quindi, anche il nostro corpo, infatti ogni essere umano ha una propria frequenza di vibrazione dominante che lo distingue e caratterizza. La cellula sana ha una frequenza di vibrazione diversa da quella malata, emette una frequenza diversa in funzione dello stato in cui si trova. Lo stato di salute corrisponde ad un equilibrio armonico della frequenza di vibrazione delle nostre cellule.

Le nostre cellule producono vibrazioni acustiche che possono essere trasformate in suoni udibili. Il suono, sia come vibrazione meccanica che si propaga nel mezzo, sia come modalità quantistica di vibrazione, può essere considerato come un “facilitatore” in grado di modificare lo stato dinamico, energetico e strutturale degli atomi e delle molecole con cui interagisce. 

Quando il suono (= vibrazione) colpisce una cellula, quindi un tessuto, che altro non è che un insieme di cellule, gli atomi che lo costituiscono possono entrare in risonanza con particolari frequenze incidenti. Tale risonanza implica una modificazione dell’architettura e della funzionalità della struttura molecolare, quindi del tessuto e dell’organo corrispondente. Ciò si traduce nella possibilità che il suono come vibrazione possa modificare la struttura molecolare di quegli elementi che regolano l’espressione (=funzione) dei nostri geni, modificando così l’architettura del DNA stesso (epigenetica).

Tutte queste “entità” possono essere modificate dall’interazione  con quello che definiamo suono, ovviamente anche con frequenze vibrazionali non udibili dall’orecchio, ma portatrici comunque di vibrazione percepibile a livello atomico e molecolare. 

Considerando tutto questo, non ci stupisce più allora se il nostro corpo fisico sente di meno la fatica di uno sforzo quando facciamo ascoltare alle cellule che lo compongono una musica dal ritmo energizzante, oppure se cambia la nostra percezione a livello della sfera psicoemotiva quando la musica diventa più rilassante, magari con delle note struggenti che ci evocano chissà quali memorie dimenticate.

Capiamo, anche,  come mai Apollo, dio venerato dai greci, fosse il dio dell’arte, della musica ma pure della guarigione. 

La musica, in un prossimo futuro, sempre di più diventerà strumento che affiancherà la medicina per promuovere e mantenere lo stato di salute globale dell’individuo. Saremo in grado di individuare suoni, vibrazioni che, attraverso l’interazione  con una struttura molecolare, saranno in grado di “riprogrammare” l’equilibrio armonico delle interazioni atomiche e molecolari che sono alla base dell’omeostasi (=equilibrio) che corrisponde  allo stato di salute cellulare.

La medicina vibrazionale avrà uno spazio operativo sempre maggiore. La musica, quindi, come strumento terapeutico che, come altre discipline olistiche (secondo  quell’approccio che considera e, se necessario, interviene anche su tutte le altre componenti di cui l’individuo è costituito) possono influenzare lo stato di salute, favorendo il processo di autoguarigione fornendo alle cellule quel surplus di energia che, evidentemente, avevano perso e per cui si sono ammalate o quantomeno allontanate dallo stato di salute.  

Che il nostro corpo sia un sistema energetico vibrante, il cui equilibrio determina lo stato di salute o malattia, la medicina orientale lo afferma da millenni e la fisica quantistica oggi lo conferma. Noi, invece, possiamo sperimentarlo tutte le volte che osserviamo consapevolmente, senza darlo per scontato, quello straordinario sistema complesso che siamo, secondo quella visione che ci concepisce come un’unita’ di corpo, di  mente e di spirito inserita in un determinato ecosistema. 

Possiamo prendere coscienza di questo miracolo magari proprio mentre pratichiamo la meditazione dinamica in bici, ascoltando musica. 

Daniela Angelozzi

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I benefici che derivano dall’andare in bici sono noti a molti. Un po’ meno lo sono quelli che derivano dall’attività sessuale.

Cominciamo con l’andare in bici.

  • Andare in bici allena il cuore e quindi il sistema cardiovascolare, aiuta a prevenire l’arteriosclerosi e dunque consente un ottimo afflusso sanguigno alle arterie cavernose responsabili dell’erezione.
  • Favorisce il mantenimento del corretto peso, scongiurando il rischio di obesità e diabete.
  • Favorisce il giusto livello di colesterolo.
  • Ha un basso impatto sulle articolazioni, senza sovraccarico per la colonna vertebrale e le ginocchia, come invece avviene nella corsa, perché il peso viene scaricato attraverso la bicicletta, fatto importante per chi è sovrappeso.
  • Pedalare all’aria aperta attiva la vitamina D che ha importanti funzioni ormonali e soprattutto nelle donne migliora il metabolismo delle ossa.
  • La bici non allena solo i muscoli delle gambe come comunemente si pensa. Certamente polpacci e quadricipiti lavorano di più, ma dalle spalle agli addominali e tutta la muscolatura del corpo viene migliorata, grazie all’impegno necessario per mantenere la postura corretta.
  • Toccasana anche per il cervello, in particolare se l’attività si svolge in gruppo, può aiutare a socializzare evitando l’isolamento e la depressione. 
  • Permette la produzione di endorfine, ormoni definiti oppiacei endogeni che attenuano fatica e dolore e hanno un effetto positivo sul tono dell’umore.

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Daniela Angelozzi

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La dimostrazione che possiamo superare i limiti imposti dalla nostra mente è data dall’esperienza di Pamela, un’esperienza che mi ha profondamente toccato nell’anima e che voglio condividere con voi.

Pamela è una giovane donna di 40 anni che fin da giovanissima pratica attività sportiva. Aveva 8 anni quando ha iniziato a fare nuoto e 20 la corsa. Soltanto da qualche anno, 6 per la precisione, si è appassionata allo sport che forse più di qualunque altro possiamo definire coinvolgente, adrenalinico, intenso ed emozionante: il triathlon. Continua a leggere

Daniela Angelozzi

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Un’ottima abitudine e vero toccasana per la nostra salute è assumere, approfittando di una pausa durante i nostri ” viaggi” in bici o durante qualsiasi altra attività fisica, questa semplice bevanda composta da sola acqua naturale con mezzo limone fresco (meglio se biologico) spremuto. Continua a leggere

Daniela Angelozzi

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Ampeloterapia, dal greco ampelos che vuoi dire vite, vede protagonista il frutto simbolo dei mesi di settembre e di ottobre, dolce, succoso e ricco di sostanze benefiche per l’organismo: l’uva.

Si tratta di una antica ricetta, già citata dal medico Galeno, e praticata dagli antichi greci e romani, nel periodo della vendemmia. Continua a leggere

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