Un nuovo modo di vivere una avventura in bicicletta alla scoperta di un territorio magico.

Il Brevetto che ti qualifica come “Eroe di Castelluccio” lo puoi conseguire quando vuoi tu, scegliendo il giorno per te più congeniale nel corso dell’anno. L’unico limite è costituito dalle 24 ore entro le quali devi conseguirlo, ma in realtà non è un limite vero e proprio perché, per percorrere i 143 km previsti, con 3700 m di dislivello, sono mediamente sufficienti 12 ore, comprese le soste.

Le 24 ore significano che puoi scegliere di fare tutte le soste che vuoi e anche dormire la notte, ma il percorso devi comunque completarlo in quell’arco di tempo e non puoi decidere di farlo in due o tre volte oltre le 24 ore.

L’altra caratteristica che rende questo Brevetto innovativo è che puoi scegliere dove iniziarlo e concluderlo in una qualsiasi delle 4 località che vengono toccate dal percorso.

Caratteristiche del percorso

Puoi infatti scegliere di iniziarlo da Castelluccio di Norcia o, indifferentemente da Visso, da Arquata del Tronto o da Norcia.

Da ciascuna delle tre località, poste a circa 600 m, bisogna raggiungere i circa 1500 m dei tre valichi, per poi scendere nella Piana di Castelluccio a circa 1300 m.

Il paese di Castelluccio è posto a 1420 m e bisogna raggiungerlo per tre volte così le salite da affrontare arrivano ad un totale di 9.

Non ci sono controlli e timbri da apporre ma fa fede la traccia memorizzata del percorso effettuato attraverso un dispositivo gps o una delle tante applicazioni per smartphone disponibili gratuitamente sul mercato.

Le Cronoscalate cronometrate

Quella maggiormente consigliata è STRAVA poiché ha anche la funzione di cronometrare i segmenti che si trovano lungo il percorso (purtroppo da quest’anno questa funzione specifica è a pagamento) e, quindi, ti permette di confrontare i tempi impiegati nelle 9 cronoscalate da chiunque le abbia affrontate nel corso degli anni.

Cronoscalata da Norcia (segmento STRAVA)

Cronoscalata da Visso (segmento STRAVA)

Cronoscalata da Arquata del Tronto (segmento STRAVA)

Una volta ottenuto il brevetto puoi comunque chiedere l’autorizzazione agli organizzatori di entrare a far parte del gruppo STRAVA denominato “Eroi di Castelluccio” che è riservato solo a coloro che hanno conseguito il brevetto e, quindi, il confronto delle prestazioni è più coerente.

Suggerimenti

Personalmente ho ottenuto il brevetto in una bellissima giornata di ottobre del 2020 partendo da Castelluccio di Norcia al mattino e completando la sfida la sera con il buio.

Il vantaggio di partire da Castelluccio è di poter passare per 3 volte dal parcheggio dove hai lasciato la tua auto e, eventualmente, aggiungere una mantellina o, togliersi una maglia di troppo nelle ore più calde. A Castelluccio, nonostante i segni evidenti del recente sisma, funzionano tutti i servizi con molti punti di ristoro e buonissimi prodotti tipici locali.

Il periodo scelto, ottobre, è consigliassimo per l’atmosfera magica che avvolge tutti i luoghi attraversati. Non c’è traffico e si viaggia nel silenzio, immersi nella natura. Si sta quasi sempre oltre i 1000 metri per cui al mattino e alla sera le temperature sono basse, ma, con l’abbigliamento giusto non è un problema.

Nei mesi invernali non è consigliabile tentare l’impresa per via della neve quasi sempre presente nei valichi e nel Pian Grande. A primavera inoltrata si può tentare di programmarla verificando prima le condizioni delle strade e le previsioni del tempo. In estate è bene evitare i weekend per via del traffico di auto, moto e camper.

Valter Ballarini

Nato a Terni, in Umbria, ciclista, randonneur, guida cicloturistica, da anni esplora il mondo del Ciclismo non solo come fenomeno sportivo ma come modalità più consapevole di osservare e vivere la realtà. Architetto, in passato, ha realizzato progetti come la Bibliomediateca e il Videocentro a Terni, la Città del Gusto del Gambero Rosso a Roma, il Virtual Reality & Multi Media Park di Torino.

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Organizzata da Equilibrio Urbano Cyclestore di Milano, lo scorso 1° maggio ho partecipato, come relatore, ad una conferenza virtuale sul tema del futuro delle randonnée e del cicloturismo.

E’ stata l’occasione per presentare alcuni progetti a cui ho lavorato negli ultimi mesi che, oltre a fornire indicazioni concrete sugli scenari futuri del cicloturismo, possono essere una risposta alle problematiche specifiche innescate dal coronavirus che limiteranno e renderanno obsolete, e non più praticabili, molte forme di turismo tradizionale, offrendo, nel contempo, altre opportunità per chi saprà coglierle.

Ho avuto modo presentare il progetto di Castelluccio degli Eroi e dell’Umbria del Grand Tour che introducono innovazioni importanti nel mondo delle randonnée e del cicloturismo, mettendo a frutto ciò che oggi le nuove tecnologie offrono ai cicloturisti, rendendoli più liberi di organizzare le loro avventure in modalità meno rigide e più interessanti.

Una parte della presentazione è dedicata anche al nuovo portale YOU BIKE WAY finalizzato alla valorizzazione dei percorsi cicloturistici italiani. Una risorsa destinata a chi vuole orientarsi nel variegato mondo dell’offerta cicloturistica, potendosi affidare ai consigli e alle proposte dei Bike Bloggers, cicloturisti esperti in grado di presentare, documentare e descrivere le loro esperienze di viaggio.

Seguono le risposte ad alcune domande fatte dai partecipanti una delle quali si riferisce al progetto delle CRONOSCALATE DELLA VALNERINA realizzato dall’Associazione Ciclisti Uniti per la Valnerina che è nata per raccogliere fondi e promuovere la rinascita del territorio interessato dal sisma del 2016.

L’evento è stato realizzato con contributi esplicativi e numerosi esempi che rendono più gradevole ed efficace la visione del video.

La diretta è stata registrata e può essere vista da chiunque cliccando sul link al canale Youtube di Equilibrio Urbano (che trovate sotto).

VIDEO CONFERENZA

Sito CASTELLUCCIO DEGLI EROI

Sito UMBRIA DEL GRAND TOUR

Sito YOU BIKE WAY

Sito CICLISTI UNITI PER LA VALNERINA

Valter Ballarini

Nato a Terni, in Umbria, ciclista, randonneur, guida cicloturistica, da anni esplora il mondo del Ciclismo non solo come fenomeno sportivo ma come modalità più consapevole di osservare e vivere la realtà. Architetto, in passato, ha realizzato progetti come la Bibliomediateca e il Videocentro a Terni, la Città del Gusto del Gambero Rosso a Roma, il Virtual Reality & Multi Media Park di Torino.

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Al tempo del coronavirus e della clausura forzata abbiamo avuto modo di sperimentare alcune piattaforme di Virtual Reality come Zwift o di Realtà Aumentata come Rouvy che, oltre alle classiche sedute di allenamento indoor, offrono possibilità di organizzare eventi a cui possono partecipare contemporaneamente migliaia di ciclisti virtuali, sparsi in tutti i continenti.

Tra la fine di aprile e gli inizi di maggio 2020 le offerte si sono moltiplicate in entrambe le piattaforme (che si stanno disputando il mercato dei rulli e delle applicazioni che è letteralmente esploso).

Prima di esaminare le esperienze testate sul campo (virtuale), c’è da dire che la differenza tra il pedalare all’aperto in bicicletta o stando fermi sui rulli è sostanziale e non consente comparazione. Sono due cose diverse e, pur prediligendo la prima, non posso non apprezzare anche la seconda, con i suoi limiti, ma anche con le sue peculiarità.

Ne parlo a ragion veduta perchè ho partecipato ai 5 eventi Virtuali organizzati da ENDU, la piattaforma italiana che si propone come aggregatore di eventi sportivi, di organizzatori e di atleti di sport di endurance.

Nella sostanza sono state proposte 4 GF classiche che richiamano ogni anno migliaia di ciclisti, nella versione “Realtà Aumentata” utilizzando la piattaforma Rouvy.

Le 4 Gf erano: la Virtual GF internazionale Gavia e Mortirolo (il 26 aprile), la Virtual GF Marcialonga Craft (il 1° maggio), La Virtual Gf Dolomiti Race (il 3 maggio) e la Virtual Gf La Fausto Coppi Officine Mattio (il 9 maggio). Le 4 Gf sono state precedute da un prologo disputato il 25 aprile sulle strade del grossetano con arrivo a Castiglione della Pescaia.

Si è trattato di 4 competizioni con una classifica finale a cui hanno potuto partecipare solo ciclisti dotati di rulli interattivi in grado di simulare anche le pendenze dei vari percorsi.

Non erano previsti premi ma solo attestati di partecipazione anche perchè, nonostante le tecnologie siano abbastanza allineate sul piano delle caratteristiche funzionali, i vari rulli utilizzati possono avere comportamenti diversi in base ai parametri assegnati in fase di settaggio e, questo, non consente ancora una comparazione ufficiale dei dati prodotti dai vari dispositivi e delle prestazioni effettive dei partecipanti.

Comunque sia, nessuno dei partecipanti alle 4 GF ha posto il problema poichè si è trattato di un esperimento e nessuno ha vissuto le 4 prove + il prologo come una gara vera e propria.

Nessuno ? Non proprio nessuno, in quanto la maggior parte dei partecipanti, appena dato il via ufficiale alle 9 di mattina, è andato subito “a tutta” costringendo i big del ciclismo presenti a dare anche loro il massimo, senza riuscire a raggiungere neanche il podio virtuale. Questo il caso di Damiano Cunego e Alessandro Ballan che si sono dovuti accontentare delle posizioni di rincalzo (non senza delusione).

Infatti, benchè virtuale, non si può dire che l’evento non sia stato vissuto come una opportunità per mettersi alla prova confrontandosi con altri 300 partecipanti (questa la media dei partenti in ciascuna prova nonostante un numero di iscritti paganti superiore ai 400).

ENDU infatti, ha voluto testare questi eventi virtuali rivolgendosi al mondo dei granfondisti che, dopo due mesi di quarantena, scalpitavano per poter rivivere anche se solo virtualmente, l’emozione della griglia e della sfida, affrontando anche solo dai 20 ai 30 km dei percorsi delle GF reali, ma quelli più impegnativi con le salite del Gavia, del San Pellegrino, della Croce d’Aune, e del Colle della Fauniera.

L’organizzazione della prima edizione dell’ENDU VIRTUAL GRANFONDO SPRING è stata possibile grazie alla collaborazione degli organizzatori dei 4 eventi reali (alcuni dei quali hanno anche pedalato nel gruppo), utilizzando la piattaforma ROUVY che consente questo tipo di eventi che prevedono una partenza e un arrivo su percorsi che sono basati su dei filmati che scorrono in base alla velocità del ciclista, comunicata dai rulli interattivi, e sui quali sono sovrapposti gli “avatar” dei ciclisti presenti, identificati con il nome.

Sullo schermo del pc o dell’iPad compare quindi l’immagine reale dei luoghi che scorre alla tua velocità e, in base a questa, puoi superare o essere superato da avversari. La classifica con i nomi dei ciclisti più prossimi la trovi sulla sinistra mentre in basso, lungo il profilo altimetrico vedi il tuo pallino scorrere in mezzo agli altri con l’indicazione dei km percorsi e di quelli da percorrere. In alto a sinistra vengono riportati i tuoi dati relativi alla potenza, ai battiti cardiaci, alla velocità e alla frequenza di pedalata. Sotto di essi la pendenza che stai affrontando.

Contemporaneamente, sullo smartphone puoi collegarti alla diretta fb dove commentatori professionali sono collegati con alcuni VIP che partecipano alla pedalata e commentano l’evento virtuale come se fosse reale. Una diretta che dura circa 2 ore durante le quali ti tengono compagnia e ti fanno sentire protagonista di un evento collettivo.

Per essere stata la prima edizione i numeri degli iscritti e dei partecipanti è stato notevole e inaspettato tenendo conto che potevano partecipare solo coloro in possesso di rulli interattivi che, ad oggi, sono veramente una piccola minoranza rispetto ai rulli tradizionali.

Il costo dell’abbonamento alle 4 GF era di 15€ e dava diritto ad un mese di abbonamento alla piattaforma ROUVY (che dopo i primi 15 gg di prova gratuiti, quando ti iscrivi, costa 12€ al mese) + un pacco gara virtuale costituito da codici sconto per l’acquisto dei prodotti degli sponsor di ciascuna GF. A questo c’è da aggiungere un ottimo servizio da parte di ENDU che ha fornito i pdf personalizzati con i numeri di gara, i diplomi e tutti i servizi tipici della piattaforma, come se fossero eventi reali.

ROVY è stata all’altezza dell’evento, ha sempre funzionato bene, non ha avuto problemi a gestire in diretta i partecipanti e la sensazione di realtà Aumentata è stata notevole e molto stimolante.

Credo quindi che si sia trattato di un esperimento ben organizzato e riuscito che ha dimostrato che la tecnologia può offrire delle soluzioni interessanti anche in uno sport come il Ciclismo dove il solo addestramento e allenamento indoor risulta noioso e frustrante, se non accompagnato da qualche forma di sano agonismo.

Ed è quella dell’agonismo una possibile molla per spingere anche i ciclisti più tradizionali e riottosi a dotarsi di rulli interattivi per poter affrontare sfide virtuali, nel dopo coronavirus, confrontandosi con amici vicini e lontani e con una comunità di milioni di persone distribuite nel pianeta.

Quindi Virtual GF per ritrovarsi insieme anche più volte nel corso dell’anno e condividere una sfida su percorsi mitici (anche a tappe), ma anche cronoscalate e mille altre iniziative che possono essere vissute in inverno e nelle giornate piovose.

Non sostituiscono l’evento reale, non sono una alternativa alle pedalate all’aria aperta ma sono sicuramente una occasione per divertirsi facendo movimento lontano dalla tv e dagli altri social (avvelenati dall’odio, dalla superficialità e dalla stupidità dilaganti).

LEGGI ANCHE https://mybikeway.it/utilizzare-i-rulli-interattivi-per-viaggiare-virtualmente-e-divertirsi-e-non-solo-per-allenarsi/

Valter Ballarini

Nato a Terni, in Umbria, ciclista, randonneur, guida cicloturistica, da anni esplora il mondo del Ciclismo non solo come fenomeno sportivo ma come modalità più consapevole di osservare e vivere la realtà. Architetto, in passato, ha realizzato progetti come la Bibliomediateca e il Videocentro a Terni, la Città del Gusto del Gambero Rosso a Roma, il Virtual Reality & Multi Media Park di Torino.

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Costruire il gruppo è la traduzione di “Team Building“, un termine che sta entrando in uso anche in Italia in quelle aziende che hanno interesse a creare delle nuove connessioni sociali tra i propri dipendenti. Ho appena partecipato come guida cicloturistica ad una esperienza promossa dalla GSK, la nota multinazionale farmaceutica con sedi in Italia e in tutto il mondo. Continua a leggere

Valter Ballarini

Nato a Terni, in Umbria, ciclista, randonneur, guida cicloturistica, da anni esplora il mondo del Ciclismo non solo come fenomeno sportivo ma come modalità più consapevole di osservare e vivere la realtà. Architetto, in passato, ha realizzato progetti come la Bibliomediateca e il Videocentro a Terni, la Città del Gusto del Gambero Rosso a Roma, il Virtual Reality & Multi Media Park di Torino.

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Il ciclismo amatoriale da sempre è una sorta di emulazione delle imprese dei ciclisti professionisti. Sono numerosissime le gare organizzate ogni anno su strada e su sterrato a cui partecipano milioni di cicloamatori in tutto il mondo. Questo richiede una macchina organizzativa imponente e articolata con regole nazionali e internazionali necessarie per rendere le competizioni omogenee e il più possibile sicure. Questo genera dei costi crescenti che, sostanzialmente, sono a carico di ogni cicloamatore.

Da un po’ di tempo però, questo sistema è costretto a confrontarsi con alcune criticità che ne limitano lo sviluppo. Molte manifestazioni storiche sono scomparse a causa dell’aumento dei costi organizzativi, non compensati dall’aumento dei partecipanti che, in considerazione del budget a disposizione, sono costretti a selezionare con cura gli eventi limitandoli a quelli meglio organizzati, più vicini ai luoghi di residenza.

Le tecnologie a disposizione di ogni ciclista, che ormai è dotato di uno smartphone e molto spesso anche di un ciclocomputer satellitare, consentono a tutti di poter gestire e verificare le proprie prestazioni a livello individuale ma anche in relazione a gruppi di amici o all’intera comunità a cui è possibile aderire gratuitamente.

Questo sta generando una rivoluzione nel settore con conseguenze apprezzabili anche sui comportamenti dei cicloamatori che possono gestirsi le loro sfide semplicemente attraverso le piattaforme informatiche alle quali si possono iscrivere gratuitamente.

Una di queste sfide che sta riscuotendo un successo planetario è la Festive 500.

Rapha, il brand inglese che produce abbigliamento tecnico per il ciclismo, già sponsor del Team Sky, tra Natale e Capodanno, ogni anno lancia una sfida a tutti quei ciclisti che, durante le festività (dal 24 al 31 dicembre), si impegnano a percorrere almeno 500 km in qualsiasi parte del mondo, con qualsiasi tipologia di bicicletta e su qualsiasi tracciato. Ovviamente i ciclisti più avvantaggiati sono quelli dell’emisfero australe che possono pedalare nella stagione calda con un numero elevato di ore di luce. Per i ciclisti del nostro emisfero la sfida è con il freddo, le condizioni atmosferiche e le poche ore di luce disponibili durante il giorno. In realtà la sfida vera è con le tradizioni delle festività natalizie che costringono un po’ tutti ad interminabili prove enogastronomiche e digestive.

La sfida si svolge in modo semplice, basta avere un account su Strava, l’App che consente gratuitamente di avere traccia dei propri percorsi e performance a piedi e in bicicletta. L’App si può scaricare anche sul proprio smartphone ma io consiglio di utilizzare un dispositivo Garmin o altra marca che possa essere collegato a Strava in automatico e scaricare sul proprio profilo le tracce dei giri effettuati. In genere lo si fa perché il Garmin consuma meno energia, è più stabile, e lo smartphone può essere utilizzato per fare le foto e per le altre sue innumerevoli funzioni, senza rischiare di perdere la traccia in fase di registrazione.

 

Tornando al Festive 500, la sfida inizia il 24 dicembre e si conclude entro il 31 dicembre lasciando liberi tutti i partecipanti di poter pianificare i percorsi, le distanze, e i giorni in cui effettuare le uscite. Non ci sono limiti altimetrici per cui, in genere, si preferiscono percorsi prevalentemente pianeggianti. Al Festive ci si può iscrivere facilmente sia attraverso Strava che sul sito Rapha.cc.

Sia se si usa lo smartphone che il dispositivo, le tracce vengono scaricate su Strava e si può verificare lo stato di avanzamento della sfida consultando la classifica a livello mondiale o per nazione.

Cosa si vince ? In realtà si tratta di una sfida con sé stessi e, eventualmente con amici e conoscenti, ma Rapha regala anche a tutti i finisher certificati da Strava una etichetta colorata in stoffa riproducente il logo Festive 500 (diverso ogni anno) che può essere cucito su un proprio capo di abbigliamento.

La sfida può essere documentata da ciascuno sulla pagina Instagram di Rapha ma la cosa più divertente è il concorso per la realizzazione del racconto più creativo per il quale Rapha mette a disposizione dei premi di una certa consistenza.

Negli scorsi anni ho partecipato individualmente raggiungendo l’obiettivo senza preoccuparmi troppo di documentare l’impresa. Quest’anno, invece, ne abbiamo parlato con Daniela e abbiamo deciso di partecipare insieme alla sfida con due diverse motivazioni: lei per percorrere effettivamente la distanza di 500 km in bicicletta pedalando ogni giorno almeno 65/70 km affrontando il freddo invernale e mettendosi alla prova fisicamente e mentalmente, superando le difficoltà di chi intraprende qualsiasi sfida in qualsiasi campo; io per costruire un racconto di questa esperienza e partecipare al concorso “creativo”.

C’è da dire che abbiamo avuto fortuna con il tempo, sempre soleggiato anche se abbastanza freddo. Abbiamo scelto di esplorare con lo spirito Festive 500 le nostre terre umbre, in particolare modo le “Terre di San Valentino” che identificano la conca ternana (San Valentino è nato a Terni), il narnese, l’amerino, la Valnerina, spingendoci anche nella valle santa reatina e nella valle umbra spoletina, fino a Montefalco e Bevagna.

 

Abbiamo pedalato durante tutti gli 8 giorni disponibili, compreso il giorno di Natale e Santo Stefano. Abbiamo rinunciato a cene, cenoni, pranzi e aperitivi ma, lungo il percorso, non ci siamo fatti mancare buoni piatti locali e del buon vino. Abbiamo scattato foto e documentato questa esperienza avendo in mente la realizzazione di un prodotto per partecipare al concorso.

L’idea è semplice. I capi di abbigliamento che si acquistano rigorosamente on-line arrivano con una targhetta di cartone di una certa consistenza. Io e Daniela siamo degli estimatori del marchio Rapha e la maggior parte del nostro abbigliamento di ciclisti si è arricchito negli anni di prodotti di questo brand. Di conseguenza abbiamo collezionato un certo numero di etichette. Così abbiamo pensato di utilizzarle. Ciascuna etichetta è diventata il supporto, sul fronte per una nostra foto riguardante ogni tappa, e sul retro per la mappa e i dati relativi al singolo percorso giornaliero. Mettendo insieme queste etichette, rielaborate, abbiamo realizzato un oggetto simile ai campionari di colore tipo “Pantone” che utilizzano i grafici e i tipografi. Aperti a ventaglio, questi contenitori diventano delle ruote…

 

 

Fatto questo, abbiamo disegnato la mappa sintetica di tutti i percorsi e abbiamo realizzato una confezione per contenere i campionari, aggiungendo (come riempimento) dei Baci Perugina che sono i cioccolatini prodotti in Umbria e conosciuti in tutto il mondo, il cui successo è stato determinato dall’idea di inserire in ogni cioccolatino un bigliettino con una frase d’amore, con esplicito richiamo alla tradizione anglosassone delle “Valentine”, le prime cartoline illustrate scambiate tra innamorati nel giorno di San Valentino. Le Valentine, nel tempo, sono state sostituite dai cioccolatini e i Baci Perugina ne sono la sintesi più riuscita.

Non è stato semplice perché ha richiesto molte ore di lavoro manuale, un po’ di competenza fotografica, grafica e informatica e, cosa più importante, un progetto chiaro da realizzare: un racconto multidimensionale di una esperienza in bicicletta.

L’originale lo abbiamo inviato a Rapha per partecipare al concorso i cui esiti non sono importanti per noi perché la nostra vera sfida non è stata quella di completare i 500 km durante le festività (certamente anche quella) ma di produrre qualche cosa di più di una esperienza e di un semplice racconto.

Partecipare ad un concorso lo si fa per vincere. Ma a noi non interessa il premio perché abbiamo già vinto dando un senso nuovo ai nostri giri nella bellissima (e a noi nota) Umbria meridionale, e, grazie a questo lavoro e a Rapha, speriamo di poterla far conoscere anche a molti altri.

Sostanzialmente è uno spunto per le vostre prossime avventure in bicicletta.

Valter Ballarini

Nato a Terni, in Umbria, ciclista, randonneur, guida cicloturistica, da anni esplora il mondo del Ciclismo non solo come fenomeno sportivo ma come modalità più consapevole di osservare e vivere la realtà. Architetto, in passato, ha realizzato progetti come la Bibliomediateca e il Videocentro a Terni, la Città del Gusto del Gambero Rosso a Roma, il Virtual Reality & Multi Media Park di Torino.

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Per prima cosa è bene consultare il sito www.6p6.bike nel quale si possono trovare tutte le informazioni sull’organizzazione e le locations.

In questo articolo cercherò di illustrarvi le ragioni che potrebbero spingervi a fare la pre-iscrizione a partire dal 1 novembre per garantirvi la possibilità di confermarla entro il 30 dicembre.

E’ infatti molto importante prendere una decisione al più presto perché il numero chiuso di 200 posti disponibili non è un escamotage degli organizzatori per spingervi a prenotare, ma un limite imposto dalla disponibilità di posti sulla nave da Cagliari a Palermo.

Evidentemente questo, oltre ad essere un vincolo per gli stessi organizzatori (il cui budget è necessariamente pre-determinato), è anche un vantaggio per tutti perché in questo modo si possono programmare e offrire servizi molto più accurati e di qualità.

Veniamo però alle note dolenti. Il costo di iscrizione di 400 € è infatti apparentemente elevato.

Facendo però le giuste considerazioni è più che corrispondente ai servizi offerti.

Infatti, la tipologia del brevetto 1200 km (unico nel suo genere e fuori standard) diviso in due 600 km + pernottamento in nave, con la partenza notturna a Cagliari, permette a tutti i partecipanti di programmare una sola sosta di recupero (notturna) presso una struttura (con brandine e servizi) a Dorgali in Sardegna e, dopo la traversata in nave e la partenza mattutina a Palermo, una sola sosta analoga in Sicilia con gli stessi servizi.

Questo significa che i randonneur, una volta partiti da Cagliari, non avranno bisogno di nulla che non sia compreso nel costo di iscrizione, a meno che non vogliano optare per un livello di servizi superiore a quello standard garantito a tutti.

Comunque sia, anche i servizi aggiuntivi saranno offerti dagli organizzatori nella formula “all inclusive” scegliendo le opzioni sul sito al momento dell’iscrizione definitiva.

In realtà il costo dell’iscrizione non è quello determinante per la scelta perché bisogna considerare i costi di trasferimento a Cagliari all’andata e quelli di rientro da Palermo. Per fortuna sia Cagliari che Palermo sono località facilmente raggiungibili sia con la nave che con l’aereo, ma sono questi i costi che incidono di più.

D’altra parte anche Parigi, Madrid, Londra, Milano, Roma, Bormio… bisogna raggiungerle in qualche modo…, quindi, i costi da sostenere sono assolutamente allineati se consideriamo anche la mini crociera (con cabina + cena + colazione) in nave da Cagliari a Palermo compresa nel prezzo.

Comunque sia, per partecipare ad una ultra maratona ciclistica è necessario preventivare un budget rapportabile almeno a quello di una vacanza.

Questa considerazione se vale per gli Italiani, ha ancora più senso per gli stranieri che devono organizzarsi per raggiungere l’Italia.

Quindi non è il costo che fa la differenza ma l’unicità e l’attrattività dell’esperienza che si propone. In questo caso si tratta di fare un viaggio nelle due isole maggiori del Mediterraneo con un approccio più mirato alla scoperta di luoghi, paesaggi, odori e sapori che alla prestazione sportiva.

Il fatto che il super brevetto IGT sia suddiviso in due brevetti ACP e che “tra il dire e il fare ci sia di mezzo il mare…”, consente ai randonneurs di prendersi tutto il tempo a disposizione (40 ore) per viversi la Sardegna (la nave parte la sera ed è inutile arrivare prima a Cagliari) e poi decidere come viversi la Sicilia, correndo per prendere il traghetto che vi riporterà a casa la sera, o arrivare entro le 40 ore per poi pernottare a Palermo e, il giorno seguente, visitare la città e i suoi meravigliosi dintorni.

Partecipare alla 6+6 Isole è anche acquisire uno dei 4 superbrevetti dell’Italia del Grand Tour, il progetto dell’ARI che consente ai randonneur di tutto il mondo di visitare l’Italia in bicicletta partecipando ogni anno ad uno dei grandi eventi programmati.

Ci sono già alcuni randonneurs che hanno completato negli anni passati gli altri 3 super-brevetti e, molti altri ne hanno conclusi almeno altri due.

Partecipare nel 2019 alla 6+6 Isole significa quindi contribuire a far crescere un progetto italiano che promuove l’Italia in tutto il mondo, potendo sfidare qualsiasi altra manifestazione internazionale come anche la Parigi Brest Parigi che si disputerà sempre nel 2019 ad agosto.

Ovviamente la PBP ha un grande fascino per i randonneurs di tutto il mondo non perchè il percorso sia il più bello o perchè l’organizzazione sia migliore. Semplicemente perchè i francesi sono molto più bravi degli italiani a vendere i loro prodotti.

I 4 superbrevetti dell’Italia del Grand Tour sono di gran lunga più belli e affascinanti della PBP anche perchè: la quantità quasi mai fa la qualità.

 

Valter Ballarini

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Assisi con il suo fascino e il paesaggio circostante che sembra convergere verso lo skyline della città antica, ma anche espandersi tutto intorno verso altri luoghi da scoprire, è questo il luogo reinterpretato, vissuto ed esaltato da un festival, non della bicicletta, ma dell’andare in bicicletta. Continua a leggere

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Quest’anno ho partecipato anche io a questa bella randonnée che fa scoprire i due grandi laghi dell’Umbria il Trasimeno e il lago di Corbara (il terzo, più piccolo è quello di Piediluco, vicino alla Cascata delle Marmore). Si parte da Passignano sul Trasimeno nella sponda nord, con una bellissima vista sul lago, poi si percorrono alcuni chilometri prima di arrivare a San Feliciano, nella sponda est, che è il paesino storico dei pescatori del Trasimeno. Continua a leggere

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Marina di Grosseto è collegata a Grosseto da una ciclabile di circa 10 km. Il centro è meno noto rispetto alle località estive più blasonate della Maremma ma si presenta ordinato e ricco di servizi. Belle spiagge attrezzate ed un lungomare molto vivace pieno di locali. Belle le pinete e i campeggi. Da suggerire anche per brevi vacanze il Camping Eden con dei bungalow di buona fattura e ben attrezzati (sperimentati personalmente). Continua a leggere

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Le terre di Siena sono lo sfondo e le protagoniste di questa randonnée di circa 300 km e 4500 m. di dislivello la cui prima edizione si è svolta domenica 13 maggio 2018 e a cui ho partecipato come randonneur.

La partenza era fissata alle 22 di sabato dalla bella piazza Arnolfo di Cambio a Colle Val d’Elsa. Poi, nella notte, abbiamo raggiunto Sangimignano, una città medievale particolarmente interessante, ben conservata e per questo dichiarata dall’UNESCO “Patrimonio dell’Umanità”. La randonnée prende spunto da questa certificazione, di cui godono altri centri toccati dal percorso come Pienza e Siena e il paesaggio della Val d’Orcia, per offrire l’opportunità di scoprire uno dei territori più affascinanti della Toscana. Continua a leggere

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