Sabato 29 giugno 2019 a Scarperia, presso l’Autodromo del Mugello, il tempio della velocità e dei motori, si è svolto il Raduno della Nazionale Italiana Randonneurs.

Un appuntamento che si rinnova ogni anno in una località selezionata allo scopo, tra le tante dove si svolge una della 200 randonnée che si disputano in Italia.

Quest’anno a Scarperia è stato inaugurato il quadriennio 2019 – 2022. Un avvenimento importante perché coincide con l’anno in cui si disputa la Parigi Brest Parigi, l’olimpiade delle randonnée, che, per l’appunto, si svolge ogni 4 anni.

Ma cosa significa far parte della Nazionale Italiana Randonneurs ? Continua a leggere

Strade da vivere. E’ possibile una convivenza tra i diversi utenti della strada per evitare sopraffazioni, pericoli e incidenti ?

Si, potrebbe esserlo se tutti gli utenti della strada fossero consapevoli delle regole generali della convivenza tra individui e non avessero bisogno di ulteriori norme per comportarsi in modo rispettoso degli altri.

A promuovere questo patto, in occasione del raduno della nazionale randonneurs a Scarperia, è stata l’ARI (Audax Randonneur Italia), l’organizzazione dei ciclisti randonneurs che ogni anno percorrono gran parte della rete stradale italiana e ne conoscono sia la bellezza che le problematiche e le insidie.

Al patto hanno aderito anche altre organizzazioni che si occupano di ciclismo e di sicurezza dei ciclisti nelle strade come la Fondazione Scarponi, Formula Bici, ACCPI (Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiani), SAFE2go, UISP Ciclismo, e altre organizzazioni in rappresentanza degli automobilisti (ACI di Firenze) e dei pedoni e camminatori (A.Mo.Do. Alleanza per la Mobilità Dolce).

Il documento che riportiamo integralmente, è stato firmato anche dal Senatore Riccardo Nencini (già Presidente Regionale Toscano della Federazione Ciclistica Italiana).

In rappresentanza dei vari organismi hanno firmato: Marco Scarponi, Mario Zangrando, Marco Cavorso, Stefano Pezzini, Davide Ceccaroni, Riccardo Nencini, Massimo Ruffilli, Valter Ballarini.

Questo il testo del Patto sottoscritto.

STRADE DA VIVERE

PATTO DI CIVILTA’ TRA GLI UTENTI DELLA STRADA

PREMESSO

che le strade, così come definito dall’art. 2 del Codice della Strada, sono un bene di tutti, pedoni, ciclisti, motociclisti, automobilisti, camionisti, trattoristi e anche degli animali, che possono percorrerle o semplicemente attraversarle;

che, ad esclusione delle autostrade, delle strade a scorrimento veloce destinate agli autoveicoli, e delle piste ciclabili, tutte le altre strade sono condivise tra tutti gli utenti che, nel percorrerle hanno pari diritti e pari doveri;

che la vita umana è da salvaguardare e difendere come valore assoluto indipendentemente dai comportamenti giusti o sbagliati dei vari utenti, tanto che la sicurezza nella circolazione stradale rientra, come recita il Codice della Strada, tra le finalità primarie di ordine sociale ed economico perseguite dallo Stato;

che le strade, indipendentemente da chi ne sia proprietario e debba prendersene cura, sono un bene che è stato tramandato dalle generazioni precedenti a tutti coloro che oggi ne usufruiscono. Le strade secondarie, in particolare, costituiscono una fitta rete di collegamenti, rispettosi della natura e dei luoghi attraversati, necessari per il movimento delle persone, per gli scambi commerciali e culturali, per la valorizzazione delle risorse dei vari territori, per il turismo e la conoscenza del patrimonio materiale e immateriale che li caratterizza e rappresentano quindi un patrimonio fondamentale per lo sviluppo delle relazioni umane, da difendere in tutti i modi;

che la fruizione e il godimento di questo patrimonio non può e non deve costituire motivo di sopraffazione da parte di una tipologia di fruitore nei confronti degli altri;

che tale fruizione deve quindi avvenire nel rispetto degli altri aventi diritto, evitando con il proprio comportamento di recare fastidi e danni a chiunque, impegnandosi a rispettare i regolamenti vigenti e le norme di buon senso che devono informare qualsiasi azione;

che, in particolare, per motivi ingiustificati, si è creata una frattura tra utenti motorizzati e ciclisti che determina comportamenti pericolosi da parte degli utenti motorizzati nei confronti dei ciclisti e atteggiamenti non sempre adeguati da parte dei ciclisti;

che tale frattura sta determinando situazioni sempre più pericolose con conseguenze quasi sempre nefaste nei confronti dell’utenza più vulnerabile ed in particolare dei ciclisti e pedoni;

TUTTO CIO’ PREMESSO

per fare in modo che le strade non siano più motivo di dispute pericolose e insensate tra i vari fruitori;

TRA

gli automobilisti, rappresentati dall’ACI Club Firenze

i ciclisti, rappresentati da: ARI, Formula Bici, Fondazione Scarponi, Assofondo, A.C.C.P.I, Uisp, Safe 2GO

i pedoni, rappresentati da: A.Mo.Do.

ferma restando la possibilità di estendere ad altri soggetti la condivisione del presente protocollo,

si sottoscrive un PATTO DI CIVILTA’ denominato STRADE DA VIVERE, contenente i seguenti punti condivisi dalle parti:

  1. Le strade, con esclusione di quelle destinate a categorie specifiche, sono un bene di tutti i loro fruitori (indipendentemente dal mezzo e dalle finalità di utilizzo) e devono essere condivise nel rispetto reciproco. In tal senso si auspica una revisione del Codice della Strada nel quale debbano risaltare ancor di più gli aspetti della sicurezza, della tutela degli utenti deboli e della cultura del rispetto tra i vari utenti.
  2. I ciclisti, in quanto, nella quasi totalità, anche automobilisti, si fanno carico di tenere un comportamento che non ostacoli la marcia degli altri utenti della strada, non crei inutili e pericolosi intralci al traffico – mettendo così a rischio principalmente la propria incolumità – e favorendo le manovre di sorpasso, nel rispetto del Codice della Strada.
  3. Gli automobilisti si impegnano ad adottare tutte gli accorgimenti e le cautele per evitare di creare situazioni di pericolo per i ciclisti che incontrano lungo la strada, riducendo sempre la velocità, accodandosi laddove non sia possibile eseguire il sorpasso in sicurezza, comunicando al ciclista la propria presenza in modo discreto e sorpassando solo dove consentito e a una distanza di sicurezza dal ciclista non inferiore a 1,5 m.
  4. I pedoni, nelle strade extraurbane, si impegnano a procedere sulla sinistra della carreggiata, nel senso opposto alla direzione degli altri veicoli, provvisti di abbigliamento ad alta visibilità. Gli stessi si impegnano a procedere sulla destra nei percorsi ciclopedonali, spostandosi, su segnalazione acustica, per favorire il passaggio dei ciclisti, che, a loro volta, si impegnano a procedere a velocità moderata e ad essere provvisti di segnalatori acustici, usando tutte le cautele possibili per evitare incidenti.
  5. Gli automobilisti, i ciclisti ed i pedoni, congiuntamente, si fanno carico di promuovere tutte le iniziative volte a favorire la manutenzione delle strade esistenti da parte degli enti preposti e di richiedere l’adeguamento di dette strade alle esigenze di convivenza tra utenze diverse definendo norme comportamentali semplici, condivise, facili da attuare. Tutto ciò richiedendo altresì la sistemazione del manto stradale in modo che i bordi esterni delle strade vengano curati e adeguati dimensionalmente in modo da consentire la marcia delle biciclette e dei pedoni in sicu- rezza, richiedendo una segnaletica verticale e orizzontale che aiuti i vari utenti a conoscere e a rispettare le regole.
  6. Gli automobilisti, i ciclisti ed i pedoni si impegnano a promuovere una riclassificazione delle strade secondarie (Catasto delle strade secondarie) per fare in modo che i flussi di traffico vengano regolamentati in base alle caratteristiche di ogni strada e alla tipologia prevalente dei fruitori, così da rendere più facile la convivenza tra utenze diverse, intervenendo anche nell’adeguamento strutturale e funzionale di quelle strade a traffico promiscuo intenso, attraverso la realizzazione di corsie dedicate ai ciclisti e ai pedoni.
  7. Tutti gli utenti della strada si impegnano ad osservare le norme vigenti in materia di tutela ambientale ma anche quelle non scritte che siano utili a preservare l’ambiente naturale e il decoro dei centri urbani.

Scarperia, 29 giugno 2019

Sono disponibili dei nuovi ciclocomputer satellitari prodotti da Garmin e da Bryton che cercano di conquistarsi il mercato con nuove funzionalità di navigazione.

Per prima cosa bisogna dire che il costo di un dispositivo gps specifico per il ciclismo è comunque eccessivo rispetto alle sue funzionalità, molte delle quali si trovano, gratis, in tutti gli attuali smartphone, grazie a numerosissime app che è possibile scaricare. Continua a leggere

Ieri, casualmente, ma non a caso, io e Daniela, a Chiessi, nell’isola d’Elba, abbiamo incontrato Pierluigi Costa e Lionel Cardin, i due “messaggeri del mare” che stanno facendo un tour nel Mediterraneo per diffondere ai ragazzi delle scuole un messaggio proveniente dal Mare. Continua a leggere

La depurazione facilita i processi rigenerativi e di autoguarigione di cui siamo naturalmente dotati. Si tratta di prendere coscienza di come è fatto il nostro sistema corpo/mente, di riconoscere gli avvertimenti che ci invia per segnalarci un allontanamento dall’equilibrio e quindi dallo stato di salute, e sapere cosa fare per aiutarlo a recuperare l’equilibrio e stare bene e in forma. Continua a leggere

Questo è sicuramente uno dei tour in mountainbike più belli (e facili) dell’Umbria e dell’Italia centrale. Il tratto più interessante e affascinante (quello con i viadotti e le gallerie elicoidali) dell’ex Ferrovia Spoleto Norcia e quello più agevole e panoramico della Greenway del Nera.

Il tour in bici inizia a Spoleto e si conclude a Terni nelle due stazioni ferroviarie. Si, perchè per poterlo effettuare nel modo più semplice e meno impegnativo è possibile utilizzare il collegamento ferroviario da Terni a Spoleto sulla tratta Ancona – Roma, che è servito da treni regionali che consentono il trasporto delle biciclette.

In questo modo è possibile programmare in totale autonomia il tour, senza bisogno di guide e servizi di trasporto dedicati. Infatti sia la ex Ferrovia che la Greenway sono ben segnalate e i treni hanno una frequenza di circa un’ora con una durata del viaggio di 25′.

Potete verificare gli orari aprendo questo link: ORARIO TRENI

Il Tour proposto è di 56 km (vedi PERCORSO) e circa 650 m di dislivello. E’ consigliata una MTB ma è anche possibile farlo con una gravel o una trekking bike. Ovviamente una eBike è comunque sempre consigliabile per chi non se la sente di affrontare la salita che da Spoleto porta al primo lungo viadotto, nonostante una pendenza del 4%, non proibitiva. E’ invece assolutamente indispensabile avere una dotazione di luci (possibilmente potenti) per le gallerie, una delle quali, la Caprareccia, misura circa 2 km. Si tratta di una galleria rettilinea con un buon fondo ma è scavata nella roccia ed è abbastanza stretta. Percorrerla è una avventura… Le altre gallerie sono più corte ma alcune sono elicoidali, per cui non si vede la fine, e senza luci è sconsigliato avventurarcisi.

La Ferrovia Spoleto Norcia era una delle linee ferroviarie di montagna italiane più interessanti. Realizzata a cavallo della prima guerra mondiale, serviva a collegare Spoleto a Norcia, superando la dorsale montuosa che separa la Valle Umbra spoletina dalla Valnerina, correndo poi lungo il fiume Nera e il fiume Corno fino alla piana di Santa Scolastica, attraversando scenari di rara bellezza.

Una ferrovia che si arrampica sulla montagna con opere di ingegneria, ardite per quei tempi, come viadotti e gallerie elicoidali necessari per conquistare alte quote mantenendo una pendenza adeguata ai treni dell’epoca.

Purtroppo nel 1968, dopo pochi anni di esercizio e in totale mancanza di visione da parte dei gestori e del governo, la ferrovia venne dismessa e, subito dopo, venne disarmata e resa inutilizzabile.

Dopo alcuni anni di oblio, il sedime della ex ferrovia è stato ripreso in considerazione per avviare un progetto che prevede la realizzazione di una ciclovia.

Una bella idea che stenta però a realizzarsi se non parzialmente. Infatti il tracciato praticabile oggi è solo quello che da Spoleto porta fino a Piedipaterno e il tratto da Serravalle a Norcia. Il tratto intermedio non è infatti percorribile perchè gran parte dei ponti sul fiume Corno sono stati distrutti per allargare la strada che porta a Norcia, e il tratto della Valnerina, da Piedipaterno a Balza tagliata deve essere messo in sicurezza per il pericolo di caduta massi.

Resta il fatto, comunque, che il tratto più bello e suggestivo è proprio quello da Spoleto a Sant’Anatolia di Narco e, oggi, è in sicurezza e percorribile.

La Spoleto Norcia ha cominciato ad essere conosciuta dal grande pubblico grazie alla passione che una associazione di Spoleto ha messo in campo nell’organizzare un evento che negli anni sta raccogliendo sempre più consensi, riconoscimenti e attenzioni, specialmente da parte dei fruitori: LA SPOLETO NORCIA IN MOUNTAIN BIKE che si svolge ogni anno nel primo weekend di settembre.

Arrivati alla vecchia stazione di  Sant’Anatolia di Narco (ora c’è un servizio ristorazione AL BINARIO GIUSTO di buon livello) si prosegue in direzione Norcia fino a Castelsanfelice per poi deviare a destra in direzione dell’Abbazia benedettina dei Santi Felice e Mauro (un vero gioiello di architettura) e poi proseguire sulla strada sterrata che riporta a Sant’Anatolia.

Qui ci si immette nella GREENWAY DEL NERA percorrendo il tratto più agevole della ciclovia che porta fino alla Cascata delle Marmore passando per Scheggino, Ceselli, Ferentillo, Arrone, Casteldilago.

Dopo la Cascata delle Marmore che vi consigliamo di ammirare passando (a piedi con bici a spinta) all’interno del belvedere inferiore, il cui ingresso (sulla sinistra della galleria) è gratuito per i ciclisti, si prosegue in discesa fino a alla stazione di Terni.

Per chi volesse chiudere l’anello senza prendere il treno, dalla cascata delle Marmore c’è un percorso molto bello che sale sul crinale da Collestatte a Varcone (Montefranco) per poi scendere nella valle della Somma e affrontare la bella salita che porta al valico omonimo percorrendo la vecchia strada che passa per Strettura (famoso il pane di Strettura). Poi si scende in discesa fino a Spoleto. Questo il PERCORSO (SOLO BICI) la cui traccia gpx può essere scaricata.

La Greenway del Nera è costituita da percorsi sterrati, percorribili a piedi, in bicicletta o a cavallo, che costeggiano il fiume Nera e il suo bacino idrografico e rendono il suo territorio fruibile nella modalità più naturale e con basissimo impatto.

Greenway del Nera

Questa infrastruttura è l’insieme di diversi tracciati: itinerari Benedettini, la Via Francigena di San Francesco e la Ex ferrovia Spoleto Norcia che oggi sono tutti collegati e formano un anello ben segnalato di circa 180 km.

La Greenway del Nera, per facilitare la sua fruizione, è stata divisa in 16 tratti.

Unendo più tratti del percorso si può programmare un viaggio a tappe della lunghezza voluta. Molti di questi tratti lungo il fiume, dalla Cascata fino a Preci, sono prevalentemente pianeggianti ma quelli che vanno da Preci fino al ritorno alla Cascata presentano salite anche molto impegnative che, però, in caso di condizioni climatiche avverse, possono essere evitate scegliendo il percorso alternativo su asfalto, su strade sempre poco trafficate.

Di seguito i link alle tracce (navigabili senza registrazione) che possono essere anche scaricate nel formato gpx.

Per accedere alle funzionalità di Openrunner è necessario registrarsi gratuitamente al sito openrunner.com e, nel caso di smartphone, scaricare l’App. L’operazione è semplice (il sito è in francese ma basta cambiare la lingua in alto a destra) e vale la pena utilizzare questo potente strumento di navigazione.

Percorso completo originario (187 km e 4900 m di dislivello)

Percorso completo in variante (183 e 4750 m di dislivello) – con i tratti su asfalto per evitare i tratti chiusi

Percorso ridotto (90 km) – Percorso ufficiale della Randonnée MTB Greenway del Nera Adventure Trail

Percorso ridotto (60 km) – Percorso ufficiale della Randonnée MTB Greenway del Nera Adventure Trail

Percorso ridotto (30 km) – Percorso ufficiale della Randonnée MTB Greenway del Nera Adventure Trail

Percorso lungo il fiume Nera – Dalla Cascata a Castelsanfelice e ritorno (con varianti)

Tratto n.1 – Cascata delle Marmore – Arrone (6,6 km e 37 m di dislivello)

Tratto n. 2 – Arrone – Precetto (4,8 km e 60 m di dislivello)

Tratto n. 3 – Precetto – Ceselli (9,7 km e 104 m di dislivello)

Tratto n. 4 – Ceselli – Scheggino (3,4 km e 36 m di dislivello)

Tratto n. 5 – Scheggino – Sant’Anatolia di Narco (3,1 km e 76 m di dislivello)

Tratto n. 6 – Sant’Anatolia di Narco – Piedipaterno (4,9 km e 50 m di dislivello)

Tratto in variante su asfalto da Piedipaterno a Norcia (40,5 km e 968 m di dislivello)

Tratto n. 11 – Norcia – Cascia (17,7 km e 654 m di dislivello)

Tratto n. 12 – Cascia – Monteleone di Spoleto (20,7 km e 612 m di dislivello)

Tratto n. 13 – Monteleone di Spoleto – Salto del Cieco (10,3 km e 393 m di dislivello)

Tratto n. 14 – Salto del Cieco – Piediluco (25,4 km, 487 m dislivello + e 1072 m dislivello -)

Tratto n. 15 – Piediluco – Prati di Stroncone (23 km e 802 m di dislivello)

Tratto n. 16 – Prati di Stroncone – Cascata delle Marmore (18,5 km, 189 m disliv. + e 879 m disliv. -)

Le 16 tratte sono segnalate con cartelli direzionali caratterizzati da una grafica specifica ad alta riconoscibilità sulla base dei formati adottati per la segnaletica sentieristica regionale.

Ogni cartello contiene il logo, il numero della tratta inserito in un cerchio colorato che comunica il grado di difficoltà della tratta specifica secondo una scala cromatica definita, e la località di destinazione della singola tratta che può essere percorsa in entrambe le direzioni.

Lungo il percorso sono anche presenti cartelli quadrati di conferma che riproducono il logo GWN.

Ogni tratta collega 2 punti di destinazione che, nella maggior parte dei casi, sono centri abitati dotati di servizi.

Lungo il percorso sono posizionati anche dei cartelli con delle mappe di riferimento del percorso e con indicati anche i sentieri che portano alle varie zone naturali protette.

La numerazione delle tratte parte dal belvedere inferiore della Cascata delle Marmore e prosegue in senso orario.

Dalla Cascata a Triponzo il percorso di 46 km è suddiviso in 8 tratte ed è prevalentemente pianeggiante. Le altre 8 tratte sono invece caratterizzate dalla presenza di numerose salite e discese, anche impegnative, e sono anche più lunghe singolarmente rispetto alle precedenti.

Per avere informazioni dettagliate sui territori attraversati consultate lagreenwaydelnera.it

NEWS

Purtroppo, dopo il terremoto del 2016, molti tratti del percorso da Piedipaterno a Norcia sono impraticabili. In particolare sono chiusi i tratti:

n. 7 – Piedipaterno – Borgo Cerreto;

n. 8 – Borgo Cerreto – Triponzo;

n. 9 – Triponzo – Preci;

n. 10 – Preci – Norcia.

Si può comunque percorrere la strada asfaltata che corre quasi parallela ai tratti chiusi.

Il percorso parte da Procchio. Questa è la TRACCIA (è navigabile e si può scaricare il file gpx).

53 km e 998 m di dislivello.

Si lascia il paese affrontando una breve salita in direzione Marina di Campo. Segue una breve discesa e uno dei pochi tratti pianeggianti dell’isola. Superata l’aviosuperficie, alla prima rotonda si prende in direzione in direzione Lacona.

 

Questa salita, lunga circa 3,5 km, è abbastanza impegnativa per le pendenze costanti. Superato il valico, una divertente discesa tecnica ci porta di nuovo al livello del mare lungo il litorale di Lacona. Si prosegue su un tratto trafficato superando il bivio per Capoliveri e arrivando a Porto Azzurro.

Lasciato il paese si affronta una salita abbastanza impegnativa di 4 km per poi proseguire su un percorso ondulato fino al bivio per Rio nell’Elba. Alla rotonda, con una inversione a U, si prende a sinistra in direzione Bagnaia imboccando la salita che porta al Castello del Volterraio. La salita, di circa 3 km, è impegnativa ma si è ripagati dal panorama. Al valico (quota 327 m) si apre la vista sul versante nord dell’isola. Prestare attenzione alla discesa tecnica che segue e che ci riporta a livello del mare.

Dall’innesto con la strada che proviene da Porto Azzurro si prosegue verso Portoferraio su un tratto molto trafficato. Giunti alla periferia della cittadina portuale, si prende in direzione Procchio affrontando un tratto trafficato in salita per poi scendere lungo la costa fino alla destinazione finale.

Il Tour parte da Procchio ma può essere percorso partendo da uno qualsiasi dei punti attraversati. Questa è la TRACCIA (è navigabile e si può scaricare il file gpx).

114 km e 1983 m. di dislivello.

Il primo tratto, da Procchio a Marciana Marina, è leggermente vallonato e un po’ trafficato ma, snodandosi lungo la costa, offre bellissime viste panoramiche. Da Marciana Marina (si consiglia di percorre il lungomare e di far colazione al Grand Bar La Perla), seguendo la pista ciclabile, ci si immette sulla strada in salita che porta a Poggio. La salita di circa 6 km è impegnativa, è continua e deve essere affrontata con la dovuta cautela specialmente nelle giornate calde (è comunque molto ombreggiata).

Arrivati a Poggio, dalla piazza è possibile godere di una splendida vista che ripaga la fatica della salita. La strada prosegue leggermente in salita per altri 3 km fino a Marciana che vi suggeriamo di visitare e anche di fare una sosta in uno dei numerosi bar ristoranti lungo la strada di accesso (pedonale) da dove si gode una bellissima vista dell’isola.

Dopo Marciana inizia una lunga discesa, intervallata da due brevi salite, che ci porterà fino a Pomonte. Il panorama lungo questo tratto di costa è bellissimo e vale numerose soste per le foto. Nelle giornate limpide si vede chiaramente la Corsica. Arrivati a Pomonte è quasi d’obbligo una sosta al Baba Yaga Bar per degustare piatti locali o semplicemente insalate, taglieri e buone birre.

Il percorso prosegue sempre lungo la costa con continui saliscendi e viste panoramiche mozzafiato incontrando e attraversando piccoli paesi, presi d’assalto dai turisti nei mesi estivi. Tra queste località spiccano Fetovaia e Cavoli con le due spiagge tra le più gettonate dell’isola. Proseguendo si arriva a Marina di Campo, che, con la sua lunghissima spiaggia attrezzata, attira moltissimi turisti stanziali. Vale comunque la pena attraversare il centro e percorrere il bellissimo lungomare sulla ciclabile per poi immettersi sulla strada che, dopo l’aeroporto, sale in direzione Lacona.

Anche questa salita, lunga circa 3,5 km, è abbastanza impegnativa per le pendenze costanti. Superato il valico, una divertente discesa tecnica ci porta di nuovo al livello del mare lungo il litorale di Lacona. Si prosegue su un tratto trafficato superando il bivio per Capoliveri e arrivando a Porto Azzurro.

Lasciato il paese si affronta una salita abbastanza impegnativa di 4 km per poi proseguire su un percorso ondulato fino al bivio per Rio nell’Elba. Si prende a destra, in discesa, in direzione Rio Marina. Raggiunto il porto, si consiglia una piccola deviazione a destra per percorrere il primo tratto della strada panoramica. Si torna indietro e si prosegue lungo la costa, in direzione Cavo. Anche questo tratto di strada si presenta ondulato ma con una sola breve salita iniziale. Arrivati a Cavo si prosegue percorrendo il lungo mare fino a raggiungere la punta estrema di Capo Castello con vista sul litorale toscano ad est.

Si torna indietro per un breve tratto e poi si prende la strada a destra che sale in direzione Rio nell’Elba. Si tratta di una salita di 7 km abbastanza impegnativa ma si è ripagati da un paesaggio naturale di notevole bellezza. Dopo il valico si scende per alcuni km fino a raggiungere Rio nell’Elba. Il paese merita una visita e una sosta anche per degustare specialità locali (testato Bar La Piazza con annesso alimentari).

Usciti dal paese, dopo una breve discesa (dove si trova la Fonte di Fausto Coppi), al bivio, si prende la salita che porta al Castello del Volterraio in direzione Portoferraio. La salita di circa 3 km è impegnativa ma si è ripagati dal panorama. Al valico (quota 327 m) si apre la vista sul versante nord dell’isola. Prestare attenzione alla discesa tecnica che segue e che ci riporta a livello del mare.

Dall’innesto con la strada che proviene da Porto Azzurro si prosegue verso Portoferraio su un tratto molto trafficato. Giunti alla periferia della cittadina portuale, si prende in direzione Procchio affrontando un tratto trafficato in salita per poi scendere lungo la costa fino alla destinazione finale.

L’Isola d’Elba è un paradiso per i ciclisti di tutti i tipi. Chi ama la bici da corsa può fare il giro completo dell’isola, che misura 114 km e 1983 m di dislivello, in un solo giorno oppure dividerlo in più anelli di 40/50 km da percorrere ciascuno ogni giorno. Continua a leggere