Andare in bicicletta è la cosa più semplice del mondo e per farlo basta osservare il Codice della Strada del paese dove si pedala. Non c’è bisogno di nessuna patente e, almeno in Italia, non c’è neanche l’obbligo di indossare il casco…

In realtà il Codice della Strada stabilisce delle regole precise (migliorabili di molto) per la circolazione dei velocipedi e per l’equipaggiamento della bici (luci anteriori e posteriori, campanello, giubbetto rifrangente di notte e…. tenere la destra) ma queste, non vengono insegnate, neanche a scuola.

Il casco dovrebbe essere un obbligo ma agli italiani non piacciono le misure di sicurezza per cui anche i ciclisti che indossano il casco nelle loro uscite individuali e di gruppo, negli spostamenti urbani (quando serve di più) pedalano senza casco, perché, dicono, da fastidio.

Nessun governo in Italia fino ad ora ha fatto una legge in tal senso per non rischiare di essere impopolare e per non penalizzare la vendita di biciclette per uso urbano.

Se da ciclista urbano o ciclista per caso, decidi di praticare lo sport del Ciclismo, allora, improvvisamente, ti accorgi che devi rispettare una serie di regole che, quasi ogni anno, vengono cambiate.

Il primo passo (non ancora la prima pedalata) che deve fare un ciclista neofita che si avventura in una delle tante discipline in cui è declinato il Ciclismo, è documentarsi sulle regole da rispettare.

Poi si passa alla fase del tesseramento, e bisogna orientarsi tra ASD, società sportive e relative affiliazioni alla federazione o a qualche ente di promozione sportiva. Poi la visita medica e il certificato medico sportivo agonistico di disciplina (che dura un anno e devi annotare la scadenza per non essere fuorilegge…) e tutto il resto.

E’ evidente che lo sport abbia bisogno di regole e che, sebbene tutti sappiamo che fare sport migliora il nostro stato di salute, è necessario essere consapevoli dei rischi che si corrono praticando discipline agonistiche. Per questo, indipendentemente dalle regole scritte, è bene sottoporsi periodicamente a visita medica, meglio se visita sportiva e sotto sforzo.

In un mondo perfetto sarebbe bene che questo tipo di visite fossero obbligatorie per tutti i cittadini a tutte le età, indipendentemente dal fatto che pratichino discipline sportive o meno. Poi dovrebbero essere gratuite e i risultati confluire in un database gestito a livello centrale.

Tornando al Ciclismo, c’è da dire che è uno sport in continua evoluzione. La passione per il Ciclismo si sta diffondendo di pari passo con la crescita del sistema industriale che lo supporta, uno dei pochi al mondo che ha una crescita a due cifre.

La mountainbike è comparsa sul mercato negli USA da poco più di trent’anni ed è diventata una disciplina Olimpica.

In bicicletta si può andare ovunque e, con la comparsa delle eBike, in bicicletta sembra possa andarci chiunque.

In questi ultimi anni le corse su strada, le grandi classiche, i grandi giri, hanno raggiunto una popolarità incredibile. Basti pensare che il Tour del France è l’evento sportivo più seguito al mondo, più dei mondiali di calcio e delle Olimpiadi.

Come conseguenza dell’espansione di questo fenomeno c’è la nascita di tante discipline sportive che interpretano in modo nuovo questo sport. E’ il caso ad esempio delle ultracycling, che sono delle competizioni estreme, del bikepacking che prende spunto dallo sviluppo del cicloturismo d’avventura (totalmente libero) per organizzare eventi, molto spartani, dove viene fornita solo una traccia gpx da seguire per un viaggio in completa autosufficienza, senza limiti di tempo.

Si stanno diffondendo molte altre discipline derivate dalla MTB come il dirt jump, la bmx street, il four cross, il superenduro, e, negli ultimissimi anni il superenduro eBike.

Chi si inventa queste discipline stabilisce anche le regole.

Ma è difficile stare dietro a questo tipo di evoluzione e, se provi a farlo, devi avere un approccio molto misurato e attento.

L’UCI ha normato alcune di queste discipline, alcune delle quali sono diventate anche prove olimpiche (oltre al ciclismo su strada e quello su pista, il cross country per la MTB e la BMX Race), ma molte altre non sono ancora riconosciute (perchè “non conosciute” o difficili da inserire sotto il suo ombrello).

Come accade all’UCI è abbastanza evidente che anche la FCI sia costretta ad inseguire questo mondo in continuo cambiamento, presupponendo che i suoi tentativi di normarlo siano subordinati alla comprensione del fenomeno.

Tutti noi saremmo ben felici di poter avere un unico regolamento per le varie discipline sportive ma questo obiettivo non è facile da raggiungere. Se una cosa non si conosce in profondità non si può normare ed è bene non improvvisare.

La FCI in questi ultimi anni ha iniziato ad accorgersi di questo fermento e sta tentando di entrare nel merito con autorità. Ma l’autorità non è automaticamente “autorevolezza” e quindi, come spesso accade, l’intervento della FCI può risultare inappropriato, lacunoso e, a volte, arrogante.

Invece di dare un contributo per fare ordine, si produce l’effetto contrario.

Attualmente il regolamento tecnico amatoriale della FCI (2019) si occupa di molte cose, dai cicloraduni fino alle eBike, passando per le randonnée e le ciclostoriche, ma ancora non si occupa di normare discipline come l’ultacycling e il bikepacking.

A differenza delle randonnée che hanno una storia centenaria e organismi internazionali che ne stabiliscono le regole, le ultracycling sono senza un regolamento riconosciuto universalmente ma solo mutuato dalle esperienze dei vari organizzatori internazionali. In questo settore, sicuramente estremo, ciascuno interpreta a modo suo le esperienze degli altri e stabilisce le regole. In Italia si è costituito (o, meglio, è in fase di costituzione) un soggetto che si pone l’obiettivo di mettere insieme le varie (e ancora poche) esperienze ultracycling che si organizzano nel paese.

Stessa cosa accade per il bikepacking che, mutuato dalle esperienze americane, sta raccogliendo molti consensi anche in Italia.

Per saperne di più su regolamenti ancora non normati dalla FCI:

sulla disciplina dell’ultracycling – Link al sito Ultracycling Italia

sul bikepacking – Link al sito Bikepacking.it

Per saperne di più su alcune discipline normate dalla FCI ma in fase di sviluppo:

sull’enduro eBike – Link al sito e-enduro.it

sul superenduro MTB – Link al sito supernduromtb.it

Valter Ballarini

Nato a Terni, in Umbria, ciclista, randonneur, guida cicloturistica, da anni esplora il mondo del Ciclismo non solo come fenomeno sportivo ma come modalità più consapevole di osservare e vivere la realtà. Architetto, in passato, ha realizzato progetti come la Bibliomediateca e il Videocentro a Terni, la Città del Gusto del Gambero Rosso a Roma, il Virtual Reality & Multi Media Park di Torino.

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