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Strade da vivere. E’ possibile una convivenza tra i diversi utenti della strada per evitare sopraffazioni, pericoli e incidenti ?

Si, potrebbe esserlo se tutti gli utenti della strada fossero consapevoli delle regole generali della convivenza tra individui e non avessero bisogno di ulteriori norme per comportarsi in modo rispettoso degli altri.

A promuovere questo patto, in occasione del raduno della nazionale randonneurs a Scarperia, è stata l’ARI (Audax Randonneur Italia), l’organizzazione dei ciclisti randonneurs che ogni anno percorrono gran parte della rete stradale italiana e ne conoscono sia la bellezza che le problematiche e le insidie.

Al patto hanno aderito anche altre organizzazioni che si occupano di ciclismo e di sicurezza dei ciclisti nelle strade come la Fondazione Scarponi, Formula Bici, ACCPI (Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiani), SAFE2go, UISP Ciclismo, e altre organizzazioni in rappresentanza degli automobilisti (ACI di Firenze) e dei pedoni e camminatori (A.Mo.Do. Alleanza per la Mobilità Dolce).

Il documento che riportiamo integralmente, è stato firmato anche dal Senatore Riccardo Nencini (già Presidente Regionale Toscano della Federazione Ciclistica Italiana).

In rappresentanza dei vari organismi hanno firmato: Marco Scarponi, Mario Zangrando, Marco Cavorso, Stefano Pezzini, Davide Ceccaroni, Riccardo Nencini, Massimo Ruffilli, Valter Ballarini.

Questo il testo del Patto sottoscritto.

STRADE DA VIVERE

PATTO DI CIVILTA’ TRA GLI UTENTI DELLA STRADA

PREMESSO

che le strade, così come definito dall’art. 2 del Codice della Strada, sono un bene di tutti, pedoni, ciclisti, motociclisti, automobilisti, camionisti, trattoristi e anche degli animali, che possono percorrerle o semplicemente attraversarle;

che, ad esclusione delle autostrade, delle strade a scorrimento veloce destinate agli autoveicoli, e delle piste ciclabili, tutte le altre strade sono condivise tra tutti gli utenti che, nel percorrerle hanno pari diritti e pari doveri;

che la vita umana è da salvaguardare e difendere come valore assoluto indipendentemente dai comportamenti giusti o sbagliati dei vari utenti, tanto che la sicurezza nella circolazione stradale rientra, come recita il Codice della Strada, tra le finalità primarie di ordine sociale ed economico perseguite dallo Stato;

che le strade, indipendentemente da chi ne sia proprietario e debba prendersene cura, sono un bene che è stato tramandato dalle generazioni precedenti a tutti coloro che oggi ne usufruiscono. Le strade secondarie, in particolare, costituiscono una fitta rete di collegamenti, rispettosi della natura e dei luoghi attraversati, necessari per il movimento delle persone, per gli scambi commerciali e culturali, per la valorizzazione delle risorse dei vari territori, per il turismo e la conoscenza del patrimonio materiale e immateriale che li caratterizza e rappresentano quindi un patrimonio fondamentale per lo sviluppo delle relazioni umane, da difendere in tutti i modi;

che la fruizione e il godimento di questo patrimonio non può e non deve costituire motivo di sopraffazione da parte di una tipologia di fruitore nei confronti degli altri;

che tale fruizione deve quindi avvenire nel rispetto degli altri aventi diritto, evitando con il proprio comportamento di recare fastidi e danni a chiunque, impegnandosi a rispettare i regolamenti vigenti e le norme di buon senso che devono informare qualsiasi azione;

che, in particolare, per motivi ingiustificati, si è creata una frattura tra utenti motorizzati e ciclisti che determina comportamenti pericolosi da parte degli utenti motorizzati nei confronti dei ciclisti e atteggiamenti non sempre adeguati da parte dei ciclisti;

che tale frattura sta determinando situazioni sempre più pericolose con conseguenze quasi sempre nefaste nei confronti dell’utenza più vulnerabile ed in particolare dei ciclisti e pedoni;

TUTTO CIO’ PREMESSO

per fare in modo che le strade non siano più motivo di dispute pericolose e insensate tra i vari fruitori;

TRA

gli automobilisti, rappresentati dall’ACI Club Firenze

i ciclisti, rappresentati da: ARI, Formula Bici, Fondazione Scarponi, Assofondo, A.C.C.P.I, Uisp, Safe 2GO

i pedoni, rappresentati da: A.Mo.Do.

ferma restando la possibilità di estendere ad altri soggetti la condivisione del presente protocollo,

si sottoscrive un PATTO DI CIVILTA’ denominato STRADE DA VIVERE, contenente i seguenti punti condivisi dalle parti:

  1. Le strade, con esclusione di quelle destinate a categorie specifiche, sono un bene di tutti i loro fruitori (indipendentemente dal mezzo e dalle finalità di utilizzo) e devono essere condivise nel rispetto reciproco. In tal senso si auspica una revisione del Codice della Strada nel quale debbano risaltare ancor di più gli aspetti della sicurezza, della tutela degli utenti deboli e della cultura del rispetto tra i vari utenti.
  2. I ciclisti, in quanto, nella quasi totalità, anche automobilisti, si fanno carico di tenere un comportamento che non ostacoli la marcia degli altri utenti della strada, non crei inutili e pericolosi intralci al traffico – mettendo così a rischio principalmente la propria incolumità – e favorendo le manovre di sorpasso, nel rispetto del Codice della Strada.
  3. Gli automobilisti si impegnano ad adottare tutte gli accorgimenti e le cautele per evitare di creare situazioni di pericolo per i ciclisti che incontrano lungo la strada, riducendo sempre la velocità, accodandosi laddove non sia possibile eseguire il sorpasso in sicurezza, comunicando al ciclista la propria presenza in modo discreto e sorpassando solo dove consentito e a una distanza di sicurezza dal ciclista non inferiore a 1,5 m.
  4. I pedoni, nelle strade extraurbane, si impegnano a procedere sulla sinistra della carreggiata, nel senso opposto alla direzione degli altri veicoli, provvisti di abbigliamento ad alta visibilità. Gli stessi si impegnano a procedere sulla destra nei percorsi ciclopedonali, spostandosi, su segnalazione acustica, per favorire il passaggio dei ciclisti, che, a loro volta, si impegnano a procedere a velocità moderata e ad essere provvisti di segnalatori acustici, usando tutte le cautele possibili per evitare incidenti.
  5. Gli automobilisti, i ciclisti ed i pedoni, congiuntamente, si fanno carico di promuovere tutte le iniziative volte a favorire la manutenzione delle strade esistenti da parte degli enti preposti e di richiedere l’adeguamento di dette strade alle esigenze di convivenza tra utenze diverse definendo norme comportamentali semplici, condivise, facili da attuare. Tutto ciò richiedendo altresì la sistemazione del manto stradale in modo che i bordi esterni delle strade vengano curati e adeguati dimensionalmente in modo da consentire la marcia delle biciclette e dei pedoni in sicu- rezza, richiedendo una segnaletica verticale e orizzontale che aiuti i vari utenti a conoscere e a rispettare le regole.
  6. Gli automobilisti, i ciclisti ed i pedoni si impegnano a promuovere una riclassificazione delle strade secondarie (Catasto delle strade secondarie) per fare in modo che i flussi di traffico vengano regolamentati in base alle caratteristiche di ogni strada e alla tipologia prevalente dei fruitori, così da rendere più facile la convivenza tra utenze diverse, intervenendo anche nell’adeguamento strutturale e funzionale di quelle strade a traffico promiscuo intenso, attraverso la realizzazione di corsie dedicate ai ciclisti e ai pedoni.
  7. Tutti gli utenti della strada si impegnano ad osservare le norme vigenti in materia di tutela ambientale ma anche quelle non scritte che siano utili a preservare l’ambiente naturale e il decoro dei centri urbani.

Scarperia, 29 giugno 2019

Valter Ballarini

Nato a Terni, in Umbria, ciclista, randonneur, guida cicloturistica, da anni esplora il mondo del Ciclismo non solo come fenomeno sportivo ma come modalità più consapevole di osservare e vivere la realtà. Architetto, in passato, ha realizzato progetti come la Bibliomediateca e il Videocentro a Terni, la Città del Gusto del Gambero Rosso a Roma, il Virtual Reality & Multi Media Park di Torino.

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Valter Ballarini

Nato a Terni, in Umbria, ciclista, randonneur, guida cicloturistica, da anni esplora il mondo del Ciclismo non solo come fenomeno sportivo ma come modalità più consapevole di osservare e vivere la realtà. Architetto, in passato, ha realizzato progetti come la Bibliomediateca e il Videocentro a Terni, la Città del Gusto del Gambero Rosso a Roma, il Virtual Reality & Multi Media Park di Torino.

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