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Il ciclismo amatoriale da sempre è una sorta di emulazione delle imprese dei ciclisti professionisti. Sono numerosissime le gare organizzate ogni anno su strada e su sterrato a cui partecipano milioni di cicloamatori in tutto il mondo. Questo richiede una macchina organizzativa imponente e articolata con regole nazionali e internazionali necessarie per rendere le competizioni omogenee e il più possibile sicure. Questo genera dei costi crescenti che, sostanzialmente, sono a carico di ogni cicloamatore.

Da un po’ di tempo però, questo sistema è costretto a confrontarsi con alcune criticità che ne limitano lo sviluppo. Molte manifestazioni storiche sono scomparse a causa dell’aumento dei costi organizzativi, non compensati dall’aumento dei partecipanti che, in considerazione del budget a disposizione, sono costretti a selezionare con cura gli eventi limitandoli a quelli meglio organizzati, più vicini ai luoghi di residenza.

Le tecnologie a disposizione di ogni ciclista, che ormai è dotato di uno smartphone e molto spesso anche di un ciclocomputer satellitare, consentono a tutti di poter gestire e verificare le proprie prestazioni a livello individuale ma anche in relazione a gruppi di amici o all’intera comunità a cui è possibile aderire gratuitamente.

Questo sta generando una rivoluzione nel settore con conseguenze apprezzabili anche sui comportamenti dei cicloamatori che possono gestirsi le loro sfide semplicemente attraverso le piattaforme informatiche alle quali si possono iscrivere gratuitamente.

Una di queste sfide che sta riscuotendo un successo planetario è la Festive 500.

Rapha, il brand inglese che produce abbigliamento tecnico per il ciclismo, già sponsor del Team Sky, tra Natale e Capodanno, ogni anno lancia una sfida a tutti quei ciclisti che, durante le festività (dal 24 al 31 dicembre), si impegnano a percorrere almeno 500 km in qualsiasi parte del mondo, con qualsiasi tipologia di bicicletta e su qualsiasi tracciato. Ovviamente i ciclisti più avvantaggiati sono quelli dell’emisfero australe che possono pedalare nella stagione calda con un numero elevato di ore di luce. Per i ciclisti del nostro emisfero la sfida è con il freddo, le condizioni atmosferiche e le poche ore di luce disponibili durante il giorno. In realtà la sfida vera è con le tradizioni delle festività natalizie che costringono un po’ tutti ad interminabili prove enogastronomiche e digestive.

La sfida si svolge in modo semplice, basta avere un account su Strava, l’App che consente gratuitamente di avere traccia dei propri percorsi e performance a piedi e in bicicletta. L’App si può scaricare anche sul proprio smartphone ma io consiglio di utilizzare un dispositivo Garmin o altra marca che possa essere collegato a Strava in automatico e scaricare sul proprio profilo le tracce dei giri effettuati. In genere lo si fa perché il Garmin consuma meno energia, è più stabile, e lo smartphone può essere utilizzato per fare le foto e per le altre sue innumerevoli funzioni, senza rischiare di perdere la traccia in fase di registrazione.

 

Tornando al Festive 500, la sfida inizia il 24 dicembre e si conclude entro il 31 dicembre lasciando liberi tutti i partecipanti di poter pianificare i percorsi, le distanze, e i giorni in cui effettuare le uscite. Non ci sono limiti altimetrici per cui, in genere, si preferiscono percorsi prevalentemente pianeggianti. Al Festive ci si può iscrivere facilmente sia attraverso Strava che sul sito Rapha.cc.

Sia se si usa lo smartphone che il dispositivo, le tracce vengono scaricate su Strava e si può verificare lo stato di avanzamento della sfida consultando la classifica a livello mondiale o per nazione.

Cosa si vince ? In realtà si tratta di una sfida con sé stessi e, eventualmente con amici e conoscenti, ma Rapha regala anche a tutti i finisher certificati da Strava una etichetta colorata in stoffa riproducente il logo Festive 500 (diverso ogni anno) che può essere cucito su un proprio capo di abbigliamento.

La sfida può essere documentata da ciascuno sulla pagina Instagram di Rapha ma la cosa più divertente è il concorso per la realizzazione del racconto più creativo per il quale Rapha mette a disposizione dei premi di una certa consistenza.

Negli scorsi anni ho partecipato individualmente raggiungendo l’obiettivo senza preoccuparmi troppo di documentare l’impresa. Quest’anno, invece, ne abbiamo parlato con Daniela e abbiamo deciso di partecipare insieme alla sfida con due diverse motivazioni: lei per percorrere effettivamente la distanza di 500 km in bicicletta pedalando ogni giorno almeno 65/70 km affrontando il freddo invernale e mettendosi alla prova fisicamente e mentalmente, superando le difficoltà di chi intraprende qualsiasi sfida in qualsiasi campo; io per costruire un racconto di questa esperienza e partecipare al concorso “creativo”.

C’è da dire che abbiamo avuto fortuna con il tempo, sempre soleggiato anche se abbastanza freddo. Abbiamo scelto di esplorare con lo spirito Festive 500 le nostre terre umbre, in particolare modo le “Terre di San Valentino” che identificano la conca ternana (San Valentino è nato a Terni), il narnese, l’amerino, la Valnerina, spingendoci anche nella valle santa reatina e nella valle umbra spoletina, fino a Montefalco e Bevagna.

 

Abbiamo pedalato durante tutti gli 8 giorni disponibili, compreso il giorno di Natale e Santo Stefano. Abbiamo rinunciato a cene, cenoni, pranzi e aperitivi ma, lungo il percorso, non ci siamo fatti mancare buoni piatti locali e del buon vino. Abbiamo scattato foto e documentato questa esperienza avendo in mente la realizzazione di un prodotto per partecipare al concorso.

L’idea è semplice. I capi di abbigliamento che si acquistano rigorosamente on-line arrivano con una targhetta di cartone di una certa consistenza. Io e Daniela siamo degli estimatori del marchio Rapha e la maggior parte del nostro abbigliamento di ciclisti si è arricchito negli anni di prodotti di questo brand. Di conseguenza abbiamo collezionato un certo numero di etichette. Così abbiamo pensato di utilizzarle. Ciascuna etichetta è diventata il supporto, sul fronte per una nostra foto riguardante ogni tappa, e sul retro per la mappa e i dati relativi al singolo percorso giornaliero. Mettendo insieme queste etichette, rielaborate, abbiamo realizzato un oggetto simile ai campionari di colore tipo “Pantone” che utilizzano i grafici e i tipografi. Aperti a ventaglio, questi contenitori diventano delle ruote…

 

 

Fatto questo, abbiamo disegnato la mappa sintetica di tutti i percorsi e abbiamo realizzato una confezione per contenere i campionari, aggiungendo (come riempimento) dei Baci Perugina che sono i cioccolatini prodotti in Umbria e conosciuti in tutto il mondo, il cui successo è stato determinato dall’idea di inserire in ogni cioccolatino un bigliettino con una frase d’amore, con esplicito richiamo alla tradizione anglosassone delle “Valentine”, le prime cartoline illustrate scambiate tra innamorati nel giorno di San Valentino. Le Valentine, nel tempo, sono state sostituite dai cioccolatini e i Baci Perugina ne sono la sintesi più riuscita.

Non è stato semplice perché ha richiesto molte ore di lavoro manuale, un po’ di competenza fotografica, grafica e informatica e, cosa più importante, un progetto chiaro da realizzare: un racconto multidimensionale di una esperienza in bicicletta.

L’originale lo abbiamo inviato a Rapha per partecipare al concorso i cui esiti non sono importanti per noi perché la nostra vera sfida non è stata quella di completare i 500 km durante le festività (certamente anche quella) ma di produrre qualche cosa di più di una esperienza e di un semplice racconto.

Partecipare ad un concorso lo si fa per vincere. Ma a noi non interessa il premio perché abbiamo già vinto dando un senso nuovo ai nostri giri nella bellissima (e a noi nota) Umbria meridionale, e, grazie a questo lavoro e a Rapha, speriamo di poterla far conoscere anche a molti altri.

Sostanzialmente è uno spunto per le vostre prossime avventure in bicicletta.

 

Valter Ballarini

Nato a Terni, in Umbria, ciclista, randonneur, guida cicloturistica, da anni esplora il mondo del Ciclismo non solo come fenomeno sportivo ma come modalità più consapevole di osservare e vivere la realtà. Architetto, in passato, ha realizzato progetti come la Bibliomediateca e il Videocentro a Terni, la Città del Gusto del Gambero Rosso a Roma, il Virtual Reality & Multi Media Park di Torino.

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