La dimostrazione che possiamo superare i limiti imposti dalla nostra mente è data dall’esperienza di Pamela, un’esperienza che mi ha profondamente toccato nell’anima e che voglio condividere con voi.

Pamela è una giovane donna di 40 anni che fin da giovanissima pratica attività sportiva. Aveva 8 anni quando ha iniziato a fare nuoto e 20 la corsa. Soltanto da qualche anno, 6 per la precisione, si è appassionata allo sport che forse più di qualunque altro possiamo definire coinvolgente, adrenalinico, intenso ed emozionante: il triathlon.

Il triathlon è una disciplina che unisce il nuoto, la bicicletta e la corsa a piedi. Si svolge su diverse distanze che però, sono tutte molto impegnative perchè devi “farle a tutta “.

Per dare un’idea:
IRONMAN – 3.8 km di nuoto, 180 km di bici, 42.2 km di corsa
HALF IRONMAN – 1.9 km di nuoto, 90 km di bici, 21.1 km di corsa ciascuno.
OLIMPICO – 1.5 km nuoto, 40 km bici, 10 km corsa
SPRINT – 750 m nuoto, 20 km bici, 5 km corsa

Pamela è una donna non solo bella esteriormente, ma anche nell’anima. Parlando con lei non si può non percepire, al di là delle parole, il suo essere individuo centrato, volitivo, con il cuore aperto e generoso. Insomma se vogliamo parlare di energie sottili, quelle che possiamo intuire ma non afferrare con i nostri sensi limitati, intorno a lei senza dubbio vedremmo la famosa “aura” ben distinta, chiarissima e splendente.

Pamela, in questi ultimi anni ha conquistato traguardi quali: Ironman di Copenaghen, quello di Francoforte e quello di Cervia, oltre a tanti altri, meno estremi.

Questi risultati non ci stupirebbero più di tanto in quanto Pamela è un’atleta, brava, determinata, motivata ed allenata, ma il fatto straordinario è che Pamela soffre di una forma severa di una patologia autoimmune (quando il corpo reagisce contro i propri tessuti, in questo caso le articolazioni), una patologia invalidante sotto l’aspetto della capacità motoria, fondamentale per svolgere qualsiasi attività fisica, immaginiamo uno sport intenso come il triathlon.

Potrei continuare a scrivere ancora molto sotto l’aspetto scientifico di questa patologia, invece voglio che sentiate le parole della stessa Pamela, che ha consentito la pubblicazione di questa registrazione (Audio-Pamela), inviatomi a fine gara, affinché il maggior numero di persone possa prendere coscienza del  fatto che ciascuno di noi è ben altro di quello che può essere definito verbalmente o dimostrato con gli esperimenti.

C’è tutto un universo dentro di noi, anzi noi stessi siamo l’universo, e se riusciamo ad accedere, grazie all’acquisizione di una sempre maggiore consapevolezza, con amore per noi stessi e per il prossimo, a quell’energia potentissima che si trova dentro di noi, potremmo davvero compiere quello che chiamiamo “miracolo”, ma che altro non è che manifestazione di quello che già siamo: esseri con gigantesche potenzialità di cui non siamo consapevoli.

Tengo a precisare che tutto questo non può e non deve negare l’importanza dell’approccio terapeutico allopatico, il cui effetto, però, può essere condizionato fortemente da tutto ciò che l’individuo rappresenta e che va ben oltre il proprio corpo e la propria mente.

Quell’aspetto, è purtroppo ancora molto trascurato dalla medicina convenzionale, che in qualche modo mette in secondo piano, quando non lo dimentica del tutto, il potere di autoguarigione insito in ciascuno di noi, negando la presenza delle meravigliose forze presenti dentro di noi che si muovono sempre in favore della vita.

Leggi anche questo post sul TRIATHLON.

Daniela Angelozzi

Farmacista di professione, andando in bicicletta ho scoperto il significato del movimento associato al vivere immersi nella natura, alla ricerca della bellezza. Per descrivere di cosa si tratta ho coniato la definizione: "meditazione dinamica". Il mio è un approccio olistico al tema della salute e del benessere come equilibrio psicofisico. La bici è equilibrio.

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