Vi siete mai chiesti chi è che ha inventato la catena della bicicletta ?

L’umanità è sempre stata piena di catene…. ma questo tipo di catena (che si può flettere su un solo asse) è stata inventata (guarda un po’) da Leonardo Da Vinci, che ha disegnato le prime bozze tra il 1478 e il 1518, e che sono raccolte nel Codice Atlantico. Ma non è stato lui ad applicarla alla bicicletta. Ci ha pensato nel 1832 tale Meduel Gall che l’ha anche brevettata.

La catena della bicicletta si chiama, per l’appunto, “catena articolata Galle” (chissà perché hanno aggiunto una e).

Senza questa invenzione e senza questo brevetto non ci sarebbe la bicicletta che conosciamo. Infatti, senza trasmissione, la bicicletta non è una bicicletta ma una “draisina” (la bici delle origini senza pedali ma con lo sterzo) o la più moderna “bici a bilanciamento” che spopola tra i bambini dai 2 ai 4 anni.

La catena è composta da “maglie” che, a loro volta, sono costituite da due coppie di piastrine metalliche che sono tenute insieme da un perno che attraversa un rullo, che ha la funzione di tenere distanti le piastrine e di far ruotare il perno al proprio interno.

La catena, per funzionare, deve essere lubrificata in modo da favorire tutti i movimenti delle parti.

Tutto sommato si tratta di una invenzione semplice e non si capisce perché l’umanità ci abbia messo tanto tempo per pensarla e metterla a punto.

Forse perché siamo incatenati alle cose che conosciamo e non abbiamo il coraggio di spezzare le catene che ci impediscono di liberare il nostro pensiero….

Durante le nostre pedalate proviamo a concentrarci sul movimento della catena, ascoltando il suono che produce e ammirando la bellezza e la genialità di questa invenzione che ha rivoluzionato il mondo (senza la catena non ci sarebbero le biciclette, le moto, le auto e tanto altro ancora.).

 

 

 

 

Valter Ballarini

Nato a Terni, in Umbria, ciclista, randonneur, guida cicloturistica, da anni esplora il mondo del Ciclismo non solo come fenomeno sportivo ma come modalità più consapevole di osservare e vivere la realtà. Architetto, in passato, ha realizzato progetti come la Bibliomediateca e il Videocentro a Terni, la Città del Gusto del Gambero Rosso a Roma, il Virtual Reality & Multi Media Park di Torino.

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