Andare in bici quando piove piace a pochi. La maggior parte dei ciclisti teme la pioggia. Vige questa regola: se si mette a piovere mentre stai pedalando, non puoi farci niente, ma se sta già piovendo, non si parte.

Eppure tutto dipende da come affronti una giornata piovosa: tutto può sembrare grigio e noioso oppure decidi di vivere “serenamente” la “bella giornata di pioggia” che ti si presenta.

Chi fa lunghi viaggi in bici è costretto ad affrontare la pioggia senza farsi troppi problemi. Anzi, una giornata piovosa può trasformarsi in una esperienza bellissima in bicicletta.

Certamente bisogna essere attrezzati, ma se non si pedala mai sotto l’acqua non si capisce bene cosa serve e cosa è necessario fare.

L’abbigliamento è fondamentale. E’ necessario dotarsi di capi idrorepellenti e nello stesso tempo, traspiranti altrimenti ci proteggiamo dall’acqua esterna ma non dagli effetti devastanti dovuti ad un eccesso di sudorazione che rimane imprigionata negli indumenti che indossiamo.

Oggi sono reperibili dei capi eccezionali da questo punto di vista perchè c’è stata una evoluzione incredibile nella tecnologia dei tessuti e c’è solo da scegliere tra una gamma vastissima di proposte.

Basta uno solo strato ipertecnologico per proteggerci sia dall’acqua che dal sudore e, addirittura, regolare termicamente la temperatura corporea. Sono capi usati e testati dai professionisti nelle competizioni e quindi molto costosi, ma le innovazioni sono state trasferite anche ai capi di abbigliamento più abbordabili.

Non è quindi necessario spendere un patrimonio per dotarsi dell’abbigliamento giusto, basta sapersi orientare.

L’ultimo grido in fatto di performance in questo senso sono i tessuti e le membrane Polartec (guarda il video) utilizzate per qualsiasi attività estrema, ma ce ne sono molti altri simili poichè il mercato dell’abbigliamento tecnico è in grande crescita e i produttori investono molto in ricerca.

Tornando sotto la pioggia, non basta coprire la parte superiore del corpo, serve anche coprire le gambe, i piedi, le mani e anche la testa. Sostanzialmente non devi lasciare varchi e devi evitare che l’acqua penetri anche solo un poco.

Ovviamente d’estate, anche se ti bagni, hai buone possibilità di asciugarti appena passata la pioggia, ma nelle altre stagioni e se pedali in montagna, devi necessariamente essere pronto e devi evitare di bagnarti.

Per la testa puoi semplicemente usare le cuffie per la doccia. Sono leggere, trasparenti e con l’elastico si adattano bene al casco senza svolazzare. Per le gambe ci sono dei sopra-pantaloni con chiusure lampo su tutta la lunghezza per poterli indossare facilmente. Di guanti idrorepellenti ce ne sono molti ma fate attenzione alla qualità dei materiali perchè devono essere molto traspiranti, altrimenti sono inutili.

Una attenzione particolare va riservata alle scarpe che devono restare il più possibile asciutte. Esistono in commercio molti tipi di copriscarpe con buone caratteristiche di idrorepellenza e transpirabilità ma dovete fare molta attenzione che l’acqua non penetri dall’alto, scivolando dalle gambe. Per evitare questo è bene che i sovrapantaloni si sovrappongano ai copriscarpe.

Esistono anche altre soluzioni meno macchinose e più economiche come le mantelline che si usano per la mobilità urbana. Per affrontare la pioggia nei lunghi percorsi le sconsiglio vivamente perchè poco efficaci e troppo svolazzanti.

Ora che siamo coperti e indossiamo un paio di occhiali trasparenti, siamo pronti per una avventura in bici sicuramente inedita e affascinate.

Ma non dimentichiamoci che dobbiamo sistemate anche la bici. Prima di tutto sgonfiamo leggermente le gomme (basta una atmosfera in meno per allargare la presa su asfalto o sterrato e migliorare l’aderenza). Poi dobbiamo dotarci di luci anteriori e posteriori che devono essere stagne e molto luminose perchè con la pioggia diminuisce moltissimo la visibilità. Molto utili sono i parafanghi. Ce ne sono di vario tipo che si fissano al telaio con le viti o con elastici, oppure, di più leggeri, che si sistemano sotto la sella o nell’incavo della forcella con delle semplici fascette. 

A molti ciclisti non piacciono i parafanghi (sono uno di quelli) ma quando piove forte e il fondo è sporco, si apprezzano moltissimo perchè evitano gli schizzi fastidiosissimi sul viso (dal basso) e la striscia di bagnato mista a fango sul fondoschiena e sulle spalle.

Chi pratica il bikepacking (con borse fissate sul telaio della bici) ha una protezione sul retro, ma il materiale deve essere impermeabile al 100% altrimenti si bagna tutto il contenuto.

Siamo pronti. Speriamo che piova.

Si, perchè pedalare quando piove, restando all’asciutto, è un’esperienza bella da vivere. Si deve solo procedere con maggiore prudenza ma, sentire l’acqua che ti scivola addosso senza bagnarti, è una sensazione insolita e piacevole.

Poi, se si supera la paura della pioggia, si può affrontare qualsiasi avventura sia con la bici da strada che con la MTB. Basta sapere a cosa si va incontro e attrezzarsi per affrontarlo.

Personalmente ho sperimentato molte volte la pioggia, sia nelle brevi uscite con tempo variabile, che nei lunghi viaggi. Paradossalmente sono più complicate le uscite brevi perchè sei meno attrezzato. Nei viaggi hai tutto l’occorrente per proteggerti dalla pioggia.

Il mio record è di 20 ore continuative di pioggia battente da Monaco di Baviera a Bolzano. Per ben due anni di seguito ho partecipato alla Rando Imperator e sempre sotto la pioggia. Nonostante questo, sono state due avventure memorabili proprio grazie alla pioggia.

Altre volte la pioggia mia ha sorpreso d’estate in montagna e ho dovuto ricorrere a soluzioni improvvisate ma che sono state efficaci, anche se non proprio “sartoriali” e poco eleganti.

Valter Ballarini

Nato a Terni, in Umbria, ciclista, randonneur, guida cicloturistica, da anni esplora il mondo del Ciclismo non solo come fenomeno sportivo ma come modalità più consapevole di osservare e vivere la realtà. Architetto, in passato, ha realizzato progetti come la Bibliomediateca e il Videocentro a Terni, la Città del Gusto del Gambero Rosso a Roma, il Virtual Reality & Multi Media Park di Torino.

More Posts

2 commenti
  1. Salvatore
    Salvatore dice:

    Ciao Valter, concordo pienamente con te con quanto scritto, sono anch’io uno di quelli che se non piove alla partenza fa niente, l’importante è che non piova quando si parte. Potresti dirmi dei modelli per un completo antipioggia da usare con ogni stagione per favore? Vorrei attrezzarmi come si deve ma tra tutti i modelli e i siti non so decidermi. Grazie

    Rispondi
    • Valter Ballarini
      Valter Ballarini dice:

      Ciao Salvatore, la scelta dipende dal budget che hai a disposizione. In genere per una giacca di buona qualità i prezzi vanno da 120 a 300 €. Io ti consiglio la giacca Rapha commuter jackets da 120 € che è impermeabile e, anche se meno traspirante di altri capi più tecnici (come ad esempio, sempre di Rapha, la Rain jcaket o la Pro Team Race Cape che, però, superano i 200 €), funziona molto bene. Anche XBionic, Castelli, Santini e altri marchi hanno proposte efficaci ma sempre intorno ai 200 €. Per i sovrapantaloni io uso i Montura che vedi in foto. Sono leggerissimi e devi prendere una taglia inferiore rispetto alla tua perchè devono essere aderenti. Sono pensati per il trekking ma funzionano benissimo anche per la bici. Costo intorno ai 90 €. Per i sovrascarpe ho optato per questi della Vaude che sono efficaci e costano poco (20 €). Per il casco con 10 € te la cavi.

      Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *