Sabato 29 giugno 2019 a Scarperia, presso l’Autodromo del Mugello, il tempio della velocità e dei motori, si è svolto il Raduno della Nazionale Italiana Randonneurs.

Un appuntamento che si rinnova ogni anno in una località selezionata allo scopo, tra le tante dove si svolge una della 200 randonnée che si disputano in Italia.

Quest’anno a Scarperia è stato inaugurato il quadriennio 2019 – 2022. Un avvenimento importante perché coincide con l’anno in cui si disputa la Parigi Brest Parigi, l’olimpiade delle randonnée, che, per l’appunto, si svolge ogni 4 anni.

Ma cosa significa far parte della Nazionale Italiana Randonneurs ?

Per poterne far parte è necessario aver conseguito nel corso di un anno solare i 4 brevetti corrispondenti alle distanze standard riconosciute internazionalmente di 200, 300, 400 e 600 km, oppure di aver conseguito almeno un super brevetto over 1200 km come la 1001 Miglia, la 999 Miglia, la Alpi 4000.

Questo significa che un appartenente alla Nazionale Italiana Randonneurs ha l’esperienza necessaria per poter affrontare le difficoltà della Parigi Brest Parigi i cui organizzatori hanno dettato le regole di partecipazione, riconosciute a livello internazionale, che, nell’anno in cui si disputa la PBP, prevedono che ciascun randonneur pre-iscritto, abbia completato le 4 distanze di 200, 300, 400 e 600 km entro il mese di giugno.

Questo pre-requisito, richiesto dagli organizzatori della PBP è sicuramente utile per poter selezionare i partecipanti alla ultra-maratona francese, ma è anche un meccanismo, collaudato, per diffondere regole uniformi per lo svolgimento delle randonnée in tutti i paesi del mondo, e per generare un piccolo business (le carte gialle) di dimensioni planetarie.

Infatti, i brevetti per essere riconosciuti come prove valide per l’iscrizione alla PBP, devono essere ACP, cioè riconosciuti dall’Audax Club Parisienne. Per far questo, chiunque voglia organizzare una randonnée in qualsiasi parte del mondo, deve essere riconosciuto dall’organismo nazionale (a sua volta riconosciuto dall’Audax Club Parisienne), deve rispettare le regole ACP e acquistare la famosa e storica “carta gialla”, che funziona come carta di viaggio da timbrare nei vari controlli lungo il percorso, e che attesta il conseguimento del brevetto. Questa carta ha un costo per gli organizzatori e, quindi, un costo anche per i randonneurs, incluso nel costo di partecipazione al brevetto.

Pensate che nel solo 2019, i 7000 partecipanti alla PBP, hanno utilizzato/acquistato almeno 28.000 carte gialle a cui aggiungere le 7000 dell’anno precedente per le pre-qualifiche…

In oltre, poichè per entrare a fra parte degli organizzatori abilitati a rilasciare brevetti ACP devi garantire standard qualitativi adeguati, anche negli anni tra una edizione e l’altra della PBP, i brevetti organizzati in ciascuna nazione devono essere certificati ACP attraverso la carta gialla distribuita dall’Audax Club Parisienne alle associazioni (come l’ARI in Italia) che svolgono il ruolo di referenti e che sono gli unici organismi abilitati alla certificazione formale dei brevetti e dei brevettati.

Tutto questo meccanismo è stato ideato ed è gestito a livello mondiale dall’Audax Club Parisienne e, quindi… viva la Francia…

In Italia il movimento randonneur è gestito dall’ARI (Audax Randonneur Italia) che, necessariamente, deve far rispettare le regole internazionali dettate dall’ACP, ma che ha anche un margine di autonomia per poter organizzare altro come, ad esempio, la Nazionale Italiana Randonneurs, il campionato Italiano ARI (individuale e a squadre), brevetti permanenti nei percorsi delle randonnée, brevetti off road e Gravel, e molto altro.

Far parte della Nazionale ARI significa quindi qualche cosa di più di avere i requisiti per partecipare alla PBP, perché significa far parte di una comunità nazionale che condivide lo spirito delle randonnée, ne conosce le regole e ne ha sperimentato la formula su tutte le distanze, cimentandosi su percorsi impegnativi alla scoperta di territori (spesso, sconosciuti), imparando a viaggiare di notte e a stare ore e ore in sella sulla propria bici, selezionando fino all’essenziale i bagagli, scoprendo le infinite risorse fisiche e mentali che si possiedono e che sono necessarie per essere un vero randonneur.

Nel quadriennio 2019 – 2022 la Nazionale Italiana Randonneurs conta già 619 membri e di questi, 423 parteciperanno alla PBP (dati ufficiali – giugno 2019).

Per questo quadriennio sono stati nominati due capitani della Nazionale: Angela Zizza (nazionale femminile) e Giuseppe Leone (nazionale maschile).

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Valter Ballarini

Nato a Terni, in Umbria, ciclista, randonneur, guida cicloturistica, da anni esplora il mondo del Ciclismo non solo come fenomeno sportivo ma come modalità più consapevole di osservare e vivere la realtà. Architetto, in passato, ha realizzato progetti come la Bibliomediateca e il Videocentro a Terni, la Città del Gusto del Gambero Rosso a Roma, il Virtual Reality & Multi Media Park di Torino.

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