La Greenway del Nera è costituita da percorsi sterrati, percorribili a piedi, in bicicletta o a cavallo, che costeggiano il fiume Nera e il suo bacino idrografico e rendono il suo territorio fruibile nella modalità più naturale e con basissimo impatto.

Greenway del Nera

Questa infrastruttura è l’insieme di diversi tracciati: itinerari Benedettini, la Via Francigena di San Francesco e la Ex ferrovia Spoleto Norcia che oggi sono tutti collegati e formano un anello ben segnalato di circa 180 km.

La Greenway del Nera, per facilitare la sua fruizione, è stata divisa in 16 tratti.

Unendo più tratti del percorso si può programmare un viaggio a tappe della lunghezza voluta. Molti di questi tratti lungo il fiume, dalla Cascata fino a Preci, sono prevalentemente pianeggianti ma quelli che vanno da Preci fino al ritorno alla Cascata presentano salite anche molto impegnative che, però, in caso di condizioni climatiche avverse, possono essere evitate scegliendo il percorso alternativo su asfalto, su strade sempre poco trafficate.

Di seguito i link alle tracce (navigabili senza registrazione) che possono essere anche scaricate nel formato gpx.

Per accedere alle funzionalità di Openrunner è necessario registrarsi gratuitamente al sito openrunner.com e, nel caso di smartphone, scaricare l’App. L’operazione è semplice (il sito è in francese ma basta cambiare la lingua in alto a destra) e vale la pena utilizzare questo potente strumento di navigazione.

Percorso completo originario (187 km e 4900 m di dislivello)

Percorso completo in variante (183 e 4750 m di dislivello) – con i tratti su asfalto per evitare i tratti chiusi

Percorso ridotto (90 km) – Percorso ufficiale della Randonnée MTB Greenway del Nera Adventure Trail

Percorso ridotto (60 km) – Percorso ufficiale della Randonnée MTB Greenway del Nera Adventure Trail

Percorso ridotto (30 km) – Percorso ufficiale della Randonnée MTB Greenway del Nera Adventure Trail

Percorso lungo il fiume Nera – Dalla Cascata a Castelsanfelice e ritorno (con varianti)

Tratto n.1 – Cascata delle Marmore – Arrone (6,6 km e 37 m di dislivello)

Tratto n. 2 – Arrone – Precetto (4,8 km e 60 m di dislivello)

Tratto n. 3 – Precetto – Ceselli (9,7 km e 104 m di dislivello)

Tratto n. 4 – Ceselli – Scheggino (3,4 km e 36 m di dislivello)

Tratto n. 5 – Scheggino – Sant’Anatolia di Narco (3,1 km e 76 m di dislivello)

Tratto n. 6 – Sant’Anatolia di Narco – Piedipaterno (4,9 km e 50 m di dislivello)

Tratto in variante su asfalto da Piedipaterno a Norcia (40,5 km e 968 m di dislivello)

Tratto n. 11 – Norcia – Cascia (17,7 km e 654 m di dislivello)

Tratto n. 12 – Cascia – Monteleone di Spoleto (20,7 km e 612 m di dislivello)

Tratto n. 13 – Monteleone di Spoleto – Salto del Cieco (10,3 km e 393 m di dislivello)

Tratto n. 14 – Salto del Cieco – Piediluco (25,4 km, 487 m dislivello + e 1072 m dislivello -)

Tratto n. 15 – Piediluco – Prati di Stroncone (23 km e 802 m di dislivello)

Tratto n. 16 – Prati di Stroncone – Cascata delle Marmore (18,5 km, 189 m disliv. + e 879 m disliv. -)

Le 16 tratte sono segnalate con cartelli direzionali caratterizzati da una grafica specifica ad alta riconoscibilità sulla base dei formati adottati per la segnaletica sentieristica regionale.

Ogni cartello contiene il logo, il numero della tratta inserito in un cerchio colorato che comunica il grado di difficoltà della tratta specifica secondo una scala cromatica definita, e la località di destinazione della singola tratta che può essere percorsa in entrambe le direzioni.

Lungo il percorso sono anche presenti cartelli quadrati di conferma che riproducono il logo GWN.

Ogni tratta collega 2 punti di destinazione che, nella maggior parte dei casi, sono centri abitati dotati di servizi.

Lungo il percorso sono posizionati anche dei cartelli con delle mappe di riferimento del percorso e con indicati anche i sentieri che portano alle varie zone naturali protette.

La numerazione delle tratte parte dal belvedere inferiore della Cascata delle Marmore e prosegue in senso orario.

Dalla Cascata a Triponzo il percorso di 46 km è suddiviso in 8 tratte ed è prevalentemente pianeggiante. Le altre 8 tratte sono invece caratterizzate dalla presenza di numerose salite e discese, anche impegnative, e sono anche più lunghe singolarmente rispetto alle precedenti.

Per avere informazioni dettagliate sui territori attraversati consultate lagreenwaydelnera.it

NEWS

Purtroppo, dopo il terremoto del 2016, molti tratti del percorso da Piedipaterno a Norcia sono impraticabili. In particolare sono chiusi i tratti:

n. 7 – Piedipaterno – Borgo Cerreto;

n. 8 – Borgo Cerreto – Triponzo;

n. 9 – Triponzo – Preci;

n. 10 – Preci – Norcia.

Si può comunque percorrere la strada asfaltata che corre quasi parallela ai tratti chiusi.

Valter Ballarini

Nato a Terni, in Umbria, ciclista, randonneur, guida cicloturistica, da anni esplora il mondo del Ciclismo non solo come fenomeno sportivo ma come modalità più consapevole di osservare e vivere la realtà. Architetto, in passato, ha realizzato progetti come la Bibliomediateca e il Videocentro a Terni, la Città del Gusto del Gambero Rosso a Roma, il Virtual Reality & Multi Media Park di Torino.

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Il percorso parte da Procchio. Questa è la TRACCIA (è navigabile e si può scaricare il file gpx).

53 km e 998 m di dislivello.

Si lascia il paese affrontando una breve salita in direzione Marina di Campo. Segue una breve discesa e uno dei pochi tratti pianeggianti dell’isola. Superata l’aviosuperficie, alla prima rotonda si prende in direzione in direzione Lacona.

 

Questa salita, lunga circa 3,5 km, è abbastanza impegnativa per le pendenze costanti. Superato il valico, una divertente discesa tecnica ci porta di nuovo al livello del mare lungo il litorale di Lacona. Si prosegue su un tratto trafficato superando il bivio per Capoliveri e arrivando a Porto Azzurro.

Lasciato il paese si affronta una salita abbastanza impegnativa di 4 km per poi proseguire su un percorso ondulato fino al bivio per Rio nell’Elba. Alla rotonda, con una inversione a U, si prende a sinistra in direzione Bagnaia imboccando la salita che porta al Castello del Volterraio. La salita, di circa 3 km, è impegnativa ma si è ripagati dal panorama. Al valico (quota 327 m) si apre la vista sul versante nord dell’isola. Prestare attenzione alla discesa tecnica che segue e che ci riporta a livello del mare.

Dall’innesto con la strada che proviene da Porto Azzurro si prosegue verso Portoferraio su un tratto molto trafficato. Giunti alla periferia della cittadina portuale, si prende in direzione Procchio affrontando un tratto trafficato in salita per poi scendere lungo la costa fino alla destinazione finale.

Valter Ballarini

Nato a Terni, in Umbria, ciclista, randonneur, guida cicloturistica, da anni esplora il mondo del Ciclismo non solo come fenomeno sportivo ma come modalità più consapevole di osservare e vivere la realtà. Architetto, in passato, ha realizzato progetti come la Bibliomediateca e il Videocentro a Terni, la Città del Gusto del Gambero Rosso a Roma, il Virtual Reality & Multi Media Park di Torino.

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Il Tour parte da Procchio ma può essere percorso partendo da uno qualsiasi dei punti attraversati. Questa è la TRACCIA (è navigabile e si può scaricare il file gpx).

114 km e 1983 m. di dislivello.

Il primo tratto, da Procchio a Marciana Marina, è leggermente vallonato e un po’ trafficato ma, snodandosi lungo la costa, offre bellissime viste panoramiche. Da Marciana Marina (si consiglia di percorre il lungomare e di far colazione al Grand Bar La Perla), seguendo la pista ciclabile, ci si immette sulla strada in salita che porta a Poggio. La salita di circa 6 km è impegnativa, è continua e deve essere affrontata con la dovuta cautela specialmente nelle giornate calde (è comunque molto ombreggiata).

Arrivati a Poggio, dalla piazza è possibile godere di una splendida vista che ripaga la fatica della salita. La strada prosegue leggermente in salita per altri 3 km fino a Marciana che vi suggeriamo di visitare e anche di fare una sosta in uno dei numerosi bar ristoranti lungo la strada di accesso (pedonale) da dove si gode una bellissima vista dell’isola.

Dopo Marciana inizia una lunga discesa, intervallata da due brevi salite, che ci porterà fino a Pomonte. Il panorama lungo questo tratto di costa è bellissimo e vale numerose soste per le foto. Nelle giornate limpide si vede chiaramente la Corsica. Arrivati a Pomonte è quasi d’obbligo una sosta al Baba Yaga Bar per degustare piatti locali o semplicemente insalate, taglieri e buone birre.

Il percorso prosegue sempre lungo la costa con continui saliscendi e viste panoramiche mozzafiato incontrando e attraversando piccoli paesi, presi d’assalto dai turisti nei mesi estivi. Tra queste località spiccano Fetovaia e Cavoli con le due spiagge tra le più gettonate dell’isola. Proseguendo si arriva a Marina di Campo, che, con la sua lunghissima spiaggia attrezzata, attira moltissimi turisti stanziali. Vale comunque la pena attraversare il centro e percorrere il bellissimo lungomare sulla ciclabile per poi immettersi sulla strada che, dopo l’aeroporto, sale in direzione Lacona.

Anche questa salita, lunga circa 3,5 km, è abbastanza impegnativa per le pendenze costanti. Superato il valico, una divertente discesa tecnica ci porta di nuovo al livello del mare lungo il litorale di Lacona. Si prosegue su un tratto trafficato superando il bivio per Capoliveri e arrivando a Porto Azzurro.

Lasciato il paese si affronta una salita abbastanza impegnativa di 4 km per poi proseguire su un percorso ondulato fino al bivio per Rio nell’Elba. Si prende a destra, in discesa, in direzione Rio Marina. Raggiunto il porto, si consiglia una piccola deviazione a destra per percorrere il primo tratto della strada panoramica. Si torna indietro e si prosegue lungo la costa, in direzione Cavo. Anche questo tratto di strada si presenta ondulato ma con una sola breve salita iniziale. Arrivati a Cavo si prosegue percorrendo il lungo mare fino a raggiungere la punta estrema di Capo Castello con vista sul litorale toscano ad est.

Si torna indietro per un breve tratto e poi si prende la strada a destra che sale in direzione Rio nell’Elba. Si tratta di una salita di 7 km abbastanza impegnativa ma si è ripagati da un paesaggio naturale di notevole bellezza. Dopo il valico si scende per alcuni km fino a raggiungere Rio nell’Elba. Il paese merita una visita e una sosta anche per degustare specialità locali (testato Bar La Piazza con annesso alimentari).

Usciti dal paese, dopo una breve discesa (dove si trova la Fonte di Fausto Coppi), al bivio, si prende la salita che porta al Castello del Volterraio in direzione Portoferraio. La salita di circa 3 km è impegnativa ma si è ripagati dal panorama. Al valico (quota 327 m) si apre la vista sul versante nord dell’isola. Prestare attenzione alla discesa tecnica che segue e che ci riporta a livello del mare.

Dall’innesto con la strada che proviene da Porto Azzurro si prosegue verso Portoferraio su un tratto molto trafficato. Giunti alla periferia della cittadina portuale, si prende in direzione Procchio affrontando un tratto trafficato in salita per poi scendere lungo la costa fino alla destinazione finale.

Valter Ballarini

Nato a Terni, in Umbria, ciclista, randonneur, guida cicloturistica, da anni esplora il mondo del Ciclismo non solo come fenomeno sportivo ma come modalità più consapevole di osservare e vivere la realtà. Architetto, in passato, ha realizzato progetti come la Bibliomediateca e il Videocentro a Terni, la Città del Gusto del Gambero Rosso a Roma, il Virtual Reality & Multi Media Park di Torino.

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L’Isola d’Elba è un paradiso per i ciclisti di tutti i tipi. Chi ama la bici da corsa può fare il giro completo dell’isola, che misura 114 km e 1983 m di dislivello, in un solo giorno oppure dividerlo in più anelli di 40/50 km da percorrere ciascuno ogni giorno. Continua a leggere

Valter Ballarini

Nato a Terni, in Umbria, ciclista, randonneur, guida cicloturistica, da anni esplora il mondo del Ciclismo non solo come fenomeno sportivo ma come modalità più consapevole di osservare e vivere la realtà. Architetto, in passato, ha realizzato progetti come la Bibliomediateca e il Videocentro a Terni, la Città del Gusto del Gambero Rosso a Roma, il Virtual Reality & Multi Media Park di Torino.

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Il Tour inizia da Procchio. Questa è la TRACCIA (è navigabile e si può scaricare il file gpx).

30 km e 760 m di dislivello. Punto più alto (Monte Perone) 633 m.

Lasciato Procchio ci si dirige verso Marciana Marina percorrendo un tratto di costa molto panoramico e leggermente vallonato. Percorso il lungomare si esce dall’abitato seguendo una pista ciclabile che immette direttamente nella salita in direzione Poggio. La salita fino al paese è impegnativa e non va sottovalutata.

Arrivati a Poggio, prima di affrontare la salita del Monte Perone è bene fare una breve sosta sulla terrazza panoramica di Poggio.

La salita “taglia gambe” è ben presentata dalle numerose scritte sull’asfalto che annunciano la sfida. In realtà ai primi 2 km che sono effettivamente molto duri segue un tratto di circa 1 km leggermente meno ripido che ti concede un recupero prima di affrontare l’ultima rampa che porta allo scollinamento.

Da quì si prosegue su un tratto pianeggiante che si affaccia sull’altro versante dell’isola, per poi iniziare una discesa molto ripida e tecnica che si conclude all’incrocio con la strada che proviene da San Piero in Campo. Si prosegue in un tratto pianeggiante fino a Sant’Ilario, paesino che vale la pena visitare.

Si affronta poi l’ultimo tratto di discesa con tornanti che ci porta all’abitato di La Pila dove ci si immette sulla strada che ci riporta a Procchio.

Valter Ballarini

Nato a Terni, in Umbria, ciclista, randonneur, guida cicloturistica, da anni esplora il mondo del Ciclismo non solo come fenomeno sportivo ma come modalità più consapevole di osservare e vivere la realtà. Architetto, in passato, ha realizzato progetti come la Bibliomediateca e il Videocentro a Terni, la Città del Gusto del Gambero Rosso a Roma, il Virtual Reality & Multi Media Park di Torino.

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Il Tour inizia da Porto Azzurro. Questa è la TRACCIA (è navigabile e si può scaricare il file gpx).

43 km e 634 m di dislivello con una quota massima di 240 m.

Lasciato il paese si affronta una salita abbastanza impegnativa di 4 km per poi proseguire su un percorso ondulato fino al bivio per Rio nell’Elba. Si prende a destra, in discesa, in direzione Rio Marina.

Raggiunto il porto, si consiglia una piccola deviazione a destra per percorrere il primo tratto della strada panoramica. Si torna indietro e si prosegue lungo la costa, in direzione Cavo.

Anche questo tratto di strada si presenta ondulato ma con una sola breve salita iniziale. Arrivati a Cavo si prosegue percorrendo il lungo mare fino a raggiungere la punta estrema di Capo Castello con vista sul litorale toscano ad est.

Si torna indietro per un breve tratto e poi si prende la strada a destra che sale in direzione Rio nell’Elba. Si tratta di una salita di 7 km abbastanza impegnativa ma si è ripagati da un paesaggio naturale di notevole bellezza. Dopo il valico si scende per alcuni km fino a raggiungere Rio nell’Elba. Il paese merita una visita e una sosta anche per degustare specialità locali (testato Bar La Piazza con annesso alimentari).

Per tornare a Porto Azzurro si ripercorre la strada fatta all’andata, questa volta in discesa.

 

Valter Ballarini

Nato a Terni, in Umbria, ciclista, randonneur, guida cicloturistica, da anni esplora il mondo del Ciclismo non solo come fenomeno sportivo ma come modalità più consapevole di osservare e vivere la realtà. Architetto, in passato, ha realizzato progetti come la Bibliomediateca e il Videocentro a Terni, la Città del Gusto del Gambero Rosso a Roma, il Virtual Reality & Multi Media Park di Torino.

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Il tour inizia da Procchio. Questa è la TRACCIA (è navigabile e si può scaricare il file gpx).

52 km e 845 m di dislivello con il punto più alto a quota 377 m.

Vedi animazione Tour in senso Orario

Vedi animazione Tour in senso Antiorario

Da Procchio si percorre una bellissima strada panoramica, leggermente ondulata, fino a Marciana Marina. Consigliamo di percorrere il lungo mare e di far colazione al Grand Bar La Perla.

Uscendo dal paese, si prosegue poi in salita in direzione Poggio. La salita, di circa 6 km, è impegnativa (da evitare la direttissima per Marciana) perchè è continua e deve essere affrontata con la dovuta cautela specialmente nelle giornate calde (è comunque molto ombreggiata). Arrivati a Poggio, dalla piazza è possibile godere di una splendida vista che ripaga la fatica della salita. In piazza c’è anche il Bar La Dolce Vita dove poter effettuare una sosta.

La strada prosegue leggermente in salita per altri 3 km fino a Marciana che vi suggeriamo di visitare e anche di fare una sosta in uno dei numerosi bar ristoranti lungo la strada di accesso (pedonale) da dove si gode una bellissima vista dell’isola.

Dopo Marciana inizia una lunga discesa, intervallata da due brevi salite, che ci porterà fino a Pomonte. Il panorama lungo questo tratto di costa è bellissimo e vale numerose soste per le foto. Nelle giornate limpide si vede chiaramente la Corsica.

Arrivati a Pomonte è quasi d’obbligo una sosta al Baba Yaga Bar per degustare piatti locali o semplicemente insalate, taglieri e buone birre.

Il percorso prosegue sempre lungo la costa con continui saliscendi e viste panoramiche mozzafiato incontrando e attraversando piccoli paesi, presi d’assalto dai turisti nei mesi estivi. Tra queste località spiccano Fetovaia e Cavoli con le due spiagge tra le più gettonate dell’isola.

Proseguendo si arriva a Marina di Campo, che, con la sua lunghissima spiaggia attrezzata, attira moltissimi turisti stanziali. Vale comunque la pena attraversare il centro e percorrere il bellissimo lungomare sulla ciclabile per poi immettersi sulla strada che ci riporta a Procchio.

Valter Ballarini

Nato a Terni, in Umbria, ciclista, randonneur, guida cicloturistica, da anni esplora il mondo del Ciclismo non solo come fenomeno sportivo ma come modalità più consapevole di osservare e vivere la realtà. Architetto, in passato, ha realizzato progetti come la Bibliomediateca e il Videocentro a Terni, la Città del Gusto del Gambero Rosso a Roma, il Virtual Reality & Multi Media Park di Torino.

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Avvicinandoci in auto a Caserta, abbandonata l’autostrada, non ho potuto non provare una forte emozione di fronte alla inaspettata fortissima presenza della natura, che si manifesta con il verde intensissimo e abbondante delle colline, dei prati, dei boschi via via che ci si avvicina a Castel di Sasso, la nostra meta per questo fine settimana.

Detto da me, che provengo dall’Umbria, definita cuore verde d’Italia, tutto ciò assume un significato ancor più rilevante. Castel di Sasso è un piccolo paese, circondato da tutto quel verde, colore della vegetazione, della natura, della rinascita primaverile e della vita stessa.

In cromoterapia (scienza che studia gli effetti dei colori a livello psicofisico) il verde è associato alla calma, alla tranquillità, alla concentrazione. Nelle sale operatorie le pareti sono verdi come i camici dei medici. Il verde è speranza, ma anche forza, perseveranza, equilibrio, stabilità, solidità, costanza, tenacia. Il verde è il colore che indica autostima, il colore di chi vuole crescere ed affermarsi. Il verde è anche il colore associato a Venere, dea dell’amore e della fertilità.

Ecco, posso dire di aver conosciuto, durante la permanenza in questi luoghi, in occasione dell’evento ciclistico Randonnée Reale, delle persone esattamente con le caratteristiche del colore verde.

Stessa sensazione di calma, pace e tranquillità trasmessa dai luoghi suggestivi a tratti selvaggi, finché, pedalando dolcemente, non ti trovi di fronte alla spettacolare Reggia di Caserta, capolavoro architettonico voluto dall’illuminato sovrano di Napoli Carlo di Borbone.

Il sontuoso palazzo reale con i suoi parchi, i giardini, la cascata, le fontane di straordinaria bellezza, suscitano emozioni e sensazioni che neppure le mie esclamazioni possono rendere ed esprimere! L’arte che con il suo valore trascende la nostra natura terrena, consegnandoci l’immortalità e regalandoci, nell’atto della contemplazione, quelle emozioni così potenti da appagare il nostro essere nella sua totalità. 

Il nostro tour lo ho definito “olistico” (dal termine greco olos, che vuol dire interezza, totalità), perché ci siamo sentiti considerati oggetto di cura, sotto ogni profilo del nostro essere: emotivo, energetico, psichico e fisico.

In particolare per quanto riguarda il cibo. Abbiamo potuto godere dei piatti tipici della cucina casertana in due particolari occasioni: nel Ristorante Del Borgo a Sasso (frazione di Castel di Sasso) e al Pepe in grani di Caiazzo.

A Sasso, perché il delizioso paesino si trova adagiato proprio sopra ad un enorme sasso, ci si arriva percorrendo una stradina in salita in mezzo ad un verde, esagerato, che sembra una foresta. Abbiamo cenato in una terrazza con una vista mozzafiato su tutto il territorio sottostante, fino a Napoli e al mare facendo addirittura ammirare, nelle giornate limpide, le isole di Capri e Ischia. Un’esperienza di nuovo caratterizzata da una calda accoglienza, cortesia, professionalità unita alla degustazione dei sapori autentici e unici dei piatti tipici locali e alla squisita compagnia dei nostri nuovi amici. Tutti i nostri sensi nuovamente appagati e il nostro piacere di esprimere un grande sentimento di gratitudine per quello che consideriamo un regalo, a chi ce ne ha dato la possibilità.

A Caiazzo, invece, l’ultima tappa del nostro viaggio. Suggeritoci dalla nostra amica Maria Grazia Fiore, il locale di Franco Pepe dove si mangia “la pizza più buona del mondo”: Pepe in grani. Quì abbiamo vissuto un’altra esperienza che definirei “mistica” olistica. Ancora una volta abbiamo potuto constatare un totale allineamento armonico tra il locale, dal punto di vista architettonico, il cibo proposto, le persone addette alla sala.

Anche qui serietà che ho definito “simpatica”, perché viene mantenuta comunque sempre una nota di fondamentale leggerezza, professionalità empatica, per cui non avverti freddezza e distacco ma calda accoglienza, attenzione costante ed efficiente, non invasiva, nei confronti del cliente.

Il menù ricco di prelibatezze locali, dove la pizza regna sovrana. Una pizza tipica ma con caratteristiche ben definite che la rende unica, ineguagliabile e… particolarmente digeribile. Si, perché, come ci hanno spiegato con gentilezza, preparazione professionale e dolcezza, accompagnandoci in un viaggio alla scoperta del locale, la pizza è fatta con  ingredienti specifici, con grani poveri di glutine, ai quali spesso vengono aggiunte delle erbe naturali che la rendono particolarmente tollerata dai nostri microbi intestinali, eliminando tutti quei disturbi che spesso questo alimento può provocare.

Una esperienza da ripetere e che suggerisco a tutti voi. 

Dove alloggiare in zona.

Daniela Angelozzi

Farmacista di professione, andando in bicicletta ho scoperto il significato del movimento associato al vivere immersi nella natura, alla ricerca della bellezza. Per descrivere di cosa si tratta ho coniato la definizione: "meditazione dinamica". Il mio è un approccio olistico al tema della salute e del benessere come equilibrio psicofisico. La bici è equilibrio.

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Quest’anno la Primavera della Mobilità Dolce, promossa da A.Mo.Do., aveva in calendario una ciclopedalata nel casertano in occasione della “Randonnée Reale” organizzata dal Veloclub Ventocontrario, domenica 5 maggio, a Castel di Sasso.

Si è trattato di un tour tanto regale… da non sembrar “reale” .

In una giornata caratterizzata da un tempo fortemente variabile con acquazzoni improvvisi alternati a brevi momenti soleggiati, molti potenziali partecipanti a questo tour di 40 km hanno rinunciato, perdendo così una grande occasione.

Infatti, i pochi fortunati, hanno avuto la possibilità di fare una escursione in bicicletta all’interno del Parco della Reggia di Caserta. Una passeggiata in totale libertà con numerosissime soste, non condizionati da orari da rispettare e, quindi, da nessuna fretta.

Una pedalata immersi nella bellezza di un parco realizzato da Vanvitelli e da suo figlio nella seconda metà del ‘700, in competizione con la reggia di Versailles. In bicicletta siamo potuti entrare dall’ingresso che immette nella zona della “grande cascata” e della fontana di Atteone e Diana.

Da qui la vista si perde lungo il parco fino alla reggia che, con la sua mole, crea una barriera visiva verso la valle e il mare di Napoli. Normalmente i visitatori entrano dalla parte opposta e sono sovrastati dalla grandezza e ricchezza della reggia. Solo dopo si accorgono del Parco che, visto dal basso, risulta schiacciato per un effetto ottico voluto dal Vanvitelli.

Il tour in bicicletta è quindi una occasione unica per ribaltare questo approccio e poter godere di una percezione del parco procedendo a ritroso: dalla magnificenza della natura alla magnificenza dell’architettura della reggia dei Borboni.

Uscendo dal parco, il tour (guidato da una eccellente guida cicloturistica: Vincenzo Richard Bovenzi) è poi proseguito attraversando il centro di Caserta (dove un gruppo di tarantolati si esibiva in mezzo alla piazza) e poi per San Leucio, altra residenza borbonica poi divenuta una fabbrica di tessuti di seta con una storia “illuminata” che lo ha reso sito UNESCO insieme alla reggia.

Per tornare a Castel di Sasso si attraversa il fiume Volturno e ci si immerge in una campagna lussureggiante.

Di fatto questo tour è un prodotto turistico “bello e pronto” che potrebbe essere proposto in qualsiasi periodo dell’anno grazie alla collaborazione dei gestori della Reggia che, in occasione della Randonnèe Reale hanno già offerto la possibilità di effettuare questo tour.

Valter Ballarini

Nato a Terni, in Umbria, ciclista, randonneur, guida cicloturistica, da anni esplora il mondo del Ciclismo non solo come fenomeno sportivo ma come modalità più consapevole di osservare e vivere la realtà. Architetto, in passato, ha realizzato progetti come la Bibliomediateca e il Videocentro a Terni, la Città del Gusto del Gambero Rosso a Roma, il Virtual Reality & Multi Media Park di Torino.

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La felicità è uno stato difficile da definire. Qualsiasi tentativo di codifica risulta vano, parziale e inappropriato. La felicità sfugge alle definizioni. Ciascuno di noi ha una propria esperienza della felicità e la caratteristica che distingue la felicità da ogni altra esperienza umana è l’essere sempre diversa e inafferrabile.

Eppure il fine di ogni vita sembra essere la felicità, ma, poichè risulta inafferrabile, non si può mai dire di averla raggiunta o di poterla raggiungere. La felicità si prova. 

Lo stato di felicità non ha relazione con il tempo. Può essere la percezione magica di un attimo o anche il protrarsi indefinito di uno stato di consapevolezza, libero da qualsiasi condizionamento esterno, dove tutto confluisce in una dimensione armonica, evidente, ma non intellegibile. Raramente la felicità si manifesta come un dato oggettivo. La felicità siamo noi, quando siamo felici. Continua a leggere

Valter Ballarini

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