Scoperto casualmente in occasione dell’Eroica 2017 di Gaiole in Chianti. Si tratta di una stuttura particolare con piccole abitazioni di legno distribuite in mezzo al bosco, dotate di servizi (cucina) con i bagni comuni ma in strutture molto ben curate e pulite. Il proprietario è persona molto gentile e disponibile. Ha ideato lui questo agricampeggio trasferendosi in Toscana dal Trentino Alto Adige. Ha dovuto lottare contro normative che avrebbero penalizzato la sua idea, ma alla fine è riuscito a realizzare queste strutture semplici e integrate nel contesto del paesaggio, con grande apprezzamento da parte degli ospiti (prevalentemente stranieri). Consigliatissimo anche per il prezzo. Poichè si trova a metà strada tra Arezzo e Gaiole in Chianti, vicinissimo a Bucine, è strategico per trascorrere dei fine settimana esplorando territori particolarmente vocati al cicloturismo.

AGRICAMPEGGIO MADONNA DI POGI
Loc. Madonna di Pogi, n. 52
52021 Bucine (Ar)
Email: madonnadipogi@gmail.com
Tel.: 0039 3404902643

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Una struttura moderna che si inserisce molto bene nel contesto di Bormio. Si trova ai margini del centro storico che, però, è raggiungibile a piedi facilmente, sia in estate che in inverno. La struttura è stata testata in estate ed il confort è di grande livello. Ottima la colazione. Gentile e disponibile il personale. La struttura è dotata di un ampio garage e di una Bike room dove lasciare le bici (completa di ciclofficina per piccoli interventi). E’ consigliata per una vacanza anche breve.

EDEN HOTEL
VIA FUNIVIE, 3
23032 BORMIO (SO)
+39 0342 911669
INFO@EDENBORMIO.IT

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Se è vero che esisteno diverse tipologie di ciclisti è vero anche che possono essere individuate diverse tipologie di randonneur.

Quest’ultimo, infatti, può appartenere anche ad una delle altre tipologie individuate in un mio precedente post, essere ad esempio un agonista amatoriale o un turista in bicicletta, ma diventa  un randonneur se partecipa ad una o più randonnèe durante l’anno e ne apprezza lo spirito. In genere, una volta provata l’esperienza delle randonnée, progressivamente si abbandonano le vecchie abitudini e passioni e si diventa randonneur a tutti gli effetti. Continua a leggere

 

Nel momento in cui si sale su una bicicletta e si sperimenta il piacere di muoversi in equilibrio sulle due ruote, si diventa ciclisti.

Ma i ciclisti non sono tutti uguali. Ciascuno ha un suo modo di vivere la bicicletta. E’ quindi difficile definire all’interno di categorie rigide la tipologia di ciclista che ognuno di noi interpreta nel corso della vita. Io ad esempio sono un ciclista sia dalla tenera età ma fino alla maturità ho utilizzato moltissimo la bici ma esclusivamente per spostamenti urbani. Solo più tardi ho subito il contagio vero e proprio del Ciclismo che, come ho definito recentemente: “è quelle malattia che ti guarisce”. 

Quindi, semplicemente come strumento molto rudimentale per classificare un fenomeno, ho individuato delle macro categorie che possono essere utili a definire le caratteristiche generiche di chi pratica il ciclismo, in base al tipo di contagio subito, e alle modalità che utilizza per vivere il territorio sul quale pedala. Una guida a servizio di chi intende capire un fenomeno in crescita esponenziale attraverso una classificazione funzionale per individuare un target.

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Le nostre strade stanno diventando sempre più pericolose per la presenza di buche.

Come si creano queste buche ? Sicuramente nelle strade secondarie queste buche sono il risultato combinato di agenti atmosferici, mancanza di manutenzione ordinaria, errori progettuali, cattiva esecuzione dei lavori.

Nelle strade cittadine a questi danni si aggiungono quelli provocati dalle aziende multiservizi e telecom che, per realizzare le loro reti, intervengono con scavi che raramente vengono ripristinati a regola d’arte.

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Negli anni passati la Regione Umbria e alcune amministrazioni locali hanno investito nella creazione e/o valorizzazione di percorsi pedonali, ciclabili e ippovie finalizzati al turismo attivo che risulta essere una componente significativa ed in crescita del turismo regionale.

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Il prossimo 30 giugno 2018 si svolgerà la prima edizione della 333 MIGLIA Randonnée di Roma – Sulle strade della 999.

Si tratta della prima tappa di avvicinamento alla seconda edizione della 999 Miglia del 2021. VAI AL SITO DELLA 999 MIGLIA

Il percorso della 999 è stato suddiviso in 3 anelli di 600 km sui quali nei tre anni che precedono la 999 verranno disputate altrettante randonnèe di 600 km con partenze e arrivo rispettivamente a Roma, a Melfi, a Caserta.

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Le bici reclinate nascono più o meno contemporaneamente alle altre bici convenzionali a metà dell’800. Inizialmente non ebbero molto successo e il progetto fu abbandonato per un po’ di tempo. Poi, negli anni ’30 del secolo scorso, il francese Charles Mochet dopo vari tentativi a quattro ruote, costruì la sua bicicletta reclinata chiamandola Vélo Couché e convinse un ciclista poco noto, Francis Faure, a cimentarsi in alcune gare con la sua reclinata contro dei campioni dell’epoca. Faure inaspettatamente vinse sempre si su pista che su strada. Nel 1933 Faure si aggiudicò il record dell’ora alla media di 45 km/h.

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Due mari, IL TIRRENO + L’ADRIATICO in una randonnée di 600 km (ACP) valevole per la qualificazione alla PBP 2019 e come prova del Campionato Italiano ARI 2018.

Una formula inedita che unisce due percorsi, rispettivamente di 200 e di 400 km, il primo da Narni verso Tarquinia Lido per affacciarsi sul Tirreno e i secondo, sempre da Narni, verso Civitanova Marche per costeggiare l’Adriatico fino a Porto Recanati e far ritorno a Narni passando per San Severino Marche, Camerino, Foligno, Spoleto.

 

Narni è un borgo medievale con una storia ultramillenaria ed è anche il Centro Geografico d’Italia certificato dall’Istituto Geografico Militare. Famoso il Ponte di Augusto, opera grandiosa costruita dai Romani lungo la Via Flaminia per attraversare il Nera (nei pressi del punto di partenza e arrivo), bellissimo e pieno di fascino il centro storico medievale e la Narni sotterranea con le celle dell’Inquisizione. Una esperienza unica nel cuore dell’Umbria.

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La Valnerina è un territorio vasto che corrisponde alla parte alta del bacino idrografico del fiume Nera. In queste valli, su questi monti, l’uomo ha costruito nei secoli le sue dimore e numerosissimi artefatti mirabili non solo per bellezza. I monasteri, le chiese, i campanili, e tutto ciò che era funzionale alla vita di queste comunità, era opera d’arte e contribuiva a marcare e definire l’identità di questi luoghi.

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