Gran parte delle strade italiane, oltre al degrado dovuto alla cattiva realizzazione, al traffico di mezzi pesanti, alla mancanza di manutenzione, alla manutenzione tardiva tappabuchi, sono devastate dagli interventi delle aziende multiservizi.

Uno scavo per la posa di cavi o tubi dovrebbe comportare il rifacimento del manto stradale, invece, in Italia succede il contrario. Si scava, spesso senza un criterio (se non approssimativo), e poi si ricopre lo scavo alla meno peggio, tanto nessuno controlla i lavori eseguiti.

Il problema è infatti la mancanza totale di controlli. Il committente chiede l’autorizzazione allo scavo all’ente proprietario della strada che lo concede in base ad una normativa specifica. Il committente affida i lavori ad una ditta che esegue i lavori. La ditta li esegue….. e poi finisce la storia. Mancano tutti i passaggi successivi che vengono sistematicamente elusi. Continua a leggere

La dimostrazione che possiamo superare i limiti imposti dalla nostra mente è data dall’esperienza di Pamela, un’esperienza che mi ha profondamente toccato nell’anima e che voglio condividere con voi.

Pamela è una giovane donna di 40 anni che fin da giovanissima pratica attività sportiva. Aveva 8 anni quando ha iniziato a fare nuoto e 20 la corsa. Soltanto da qualche anno, 6 per la precisione, si è appassionata allo sport che forse più di qualunque altro possiamo definire coinvolgente, adrenalinico, intenso ed emozionante: il triathlon. Continua a leggere

Diciamo la verità: le ciclabili servono per togliere di mezzo i ciclisti dalle strade e dal traffico veicolare e quasi mai per rendere più sicuro e più interessante il percorso per chi si muove in bicicletta.

Piuttosto che affrontare il problema della convivenza tra mezzi, funzioni e filosofie di vita diverse, le ciclabili tendono a ghettizzare i ciclisti e a limitarne la libertà. Continua a leggere

E’ una questione molto controversa che non trova soluzione neanche cercando di interpretare il Codice della Strada, il quale, alle condizioni attuali, non è più applicabile.

Esso recita: Art. 143. Posizione dei veicoli sulla carreggiata.

1. I veicoli devono circolare sulla parte destra della carreggiata e in prossimità del margine destro della medesima, anche quando la strada è libera.

2. I veicoli sprovvisti di motore e gli animali devono essere tenuti il più vicino possibile al margine destro della carreggiata.

Il ciclista è sempre più un animale selvaggio, è vero, dovrebbe infatti procedere sulla destra… e molto spesso non lo fa… ma è veramente difficile rispettare questa norma sulle strade italiane le cui condizioni ogni anno peggiorano poiché nessuno fa più la manutenzione, neanche quella ordinaria. Continua a leggere

Un’ottima abitudine e vero toccasana per la nostra salute è assumere, approfittando di una pausa durante i nostri ” viaggi” in bici o durante qualsiasi altra attività fisica, questa semplice bevanda composta da sola acqua naturale con mezzo limone fresco (meglio se biologico) spremuto. Continua a leggere

Le strade secondarie sono tali in quanto altre strade, oggi, sono considerate principali. Questo declassamento è avvenuto in omaggio alla velocità e ai mezzi di trasporto progettati per percorrerle. Autostrade e superstrade negli ultimi 60 anni hanno trasformato la percezione del territorio, convogliando su alcune migliaia di km la maggior parte del traffico veicolare. Continua a leggere

Ampeloterapia, dal greco ampelos che vuoi dire vite, vede protagonista il frutto simbolo dei mesi di settembre e di ottobre, dolce, succoso e ricco di sostanze benefiche per l’organismo: l’uva.

Si tratta di una antica ricetta, già citata dal medico Galeno, e praticata dagli antichi greci e romani, nel periodo della vendemmia. Continua a leggere

Assisi con il suo fascino e il paesaggio circostante che sembra convergere verso lo skyline della città antica, ma anche espandersi tutto intorno verso altri luoghi da scoprire, è questo il luogo reinterpretato, vissuto ed esaltato da un festival, non della bicicletta, ma dell’andare in bicicletta. Continua a leggere

Chi organizza una ultra-maratona ciclistica come la Alpi 4000, non ha in mente un evento sportivo tradizionale.

E’ il regista di un film che verrà interpretato, vissuto e visto da molte persone: i randonneur, che sono certamente i protagonisti, gli “angels” (così vengono chiamati coloro che collaborano alla riuscita dell’evento), gli abitanti dei luoghi attraversati dal percorso, i parenti e gli amici dei randonneur, gli appassionati di questa disciplina, e la cosiddetta “gente comune”.

Una ultra-maratona è uno spazio-tempo.

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Sappiamo quanto sia importante l’attività fisica per il nostro benessere psicofisico e per il nostro aspetto, ma altrettanto lo è per la salute dei microorganismi (microbiota) che colonizzano il nostro intestino. È ormai ampiamente comprovato come i batteri commensali interagiscano con l’ospite determinandone la salute fisica e mentale.

Recente è invece la scoperta di come ci sia una relazione dinamica anche tra l’esercizio fisico e la composizione del microbiota intestinale. Continua a leggere