Ieri, casualmente, ma non a caso, io e Daniela, a Chiessi, nell’isola d’Elba, abbiamo incontrato Pierluigi Costa e Lionel Cardin, i due “messaggeri del mare” che stanno facendo un tour nel Mediterraneo per diffondere ai ragazzi delle scuole un messaggio proveniente dal Mare. Continua a leggere

La depurazione facilita i processi rigenerativi e di autoguarigione di cui siamo naturalmente dotati. Si tratta di prendere coscienza di come è fatto il nostro sistema corpo/mente, di riconoscere gli avvertimenti che ci invia per segnalarci un allontanamento dall’equilibrio e quindi dallo stato di salute, e sapere cosa fare per aiutarlo a recuperare l’equilibrio e stare bene e in forma. Continua a leggere

Questo è sicuramente uno dei tour in mountainbike più belli (e facili) dell’Umbria e dell’Italia centrale. Il tratto più interessante e affascinante (quello con i viadotti e le gallerie elicoidali) dell’ex Ferrovia Spoleto Norcia e quello più agevole e panoramico della Greenway del Nera.

Il tour in bici inizia a Spoleto e si conclude a Terni nelle due stazioni ferroviarie. Si, perchè per poterlo effettuare nel modo più semplice e meno impegnativo è possibile utilizzare il collegamento ferroviario da Terni a Spoleto sulla tratta Ancona – Roma, che è servito da treni regionali che consentono il trasporto delle biciclette.

In questo modo è possibile programmare in totale autonomia il tour, senza bisogno di guide e servizi di trasporto dedicati. Infatti sia la ex Ferrovia che la Greenway sono ben segnalate e i treni hanno una frequenza di circa un’ora con una durata del viaggio di 25′.

Potete verificare gli orari aprendo questo link: ORARIO TRENI

Il Tour proposto è di 56 km (vedi PERCORSO) e circa 650 m di dislivello. E’ consigliata una MTB ma è anche possibile farlo con una gravel o una trekking bike. Ovviamente una eBike è comunque sempre consigliabile per chi non se la sente di affrontare la salita che da Spoleto porta al primo lungo viadotto, nonostante una pendenza del 4%, non proibitiva. E’ invece assolutamente indispensabile avere una dotazione di luci (possibilmente potenti) per le gallerie, una delle quali, la Caprareccia, misura circa 2 km. Si tratta di una galleria rettilinea con un buon fondo ma è scavata nella roccia ed è abbastanza stretta. Percorrerla è una avventura… Le altre gallerie sono più corte ma alcune sono elicoidali, per cui non si vede la fine, e senza luci è sconsigliato avventurarcisi.

La Ferrovia Spoleto Norcia era una delle linee ferroviarie di montagna italiane più interessanti. Realizzata a cavallo della prima guerra mondiale, serviva a collegare Spoleto a Norcia, superando la dorsale montuosa che separa la Valle Umbra spoletina dalla Valnerina, correndo poi lungo il fiume Nera e il fiume Corno fino alla piana di Santa Scolastica, attraversando scenari di rara bellezza.

Una ferrovia che si arrampica sulla montagna con opere di ingegneria, ardite per quei tempi, come viadotti e gallerie elicoidali necessari per conquistare alte quote mantenendo una pendenza adeguata ai treni dell’epoca.

Purtroppo nel 1968, dopo pochi anni di esercizio e in totale mancanza di visione da parte dei gestori e del governo, la ferrovia venne dismessa e, subito dopo, venne disarmata e resa inutilizzabile.

Dopo alcuni anni di oblio, il sedime della ex ferrovia è stato ripreso in considerazione per avviare un progetto che prevede la realizzazione di una ciclovia.

Una bella idea che stenta però a realizzarsi se non parzialmente. Infatti il tracciato praticabile oggi è solo quello che da Spoleto porta fino a Piedipaterno e il tratto da Serravalle a Norcia. Il tratto intermedio non è infatti percorribile perchè gran parte dei ponti sul fiume Corno sono stati distrutti per allargare la strada che porta a Norcia, e il tratto della Valnerina, da Piedipaterno a Balza tagliata deve essere messo in sicurezza per il pericolo di caduta massi.

Resta il fatto, comunque, che il tratto più bello e suggestivo è proprio quello da Spoleto a Sant’Anatolia di Narco e, oggi, è in sicurezza e percorribile.

La Spoleto Norcia ha cominciato ad essere conosciuta dal grande pubblico grazie alla passione che una associazione di Spoleto ha messo in campo nell’organizzare un evento che negli anni sta raccogliendo sempre più consensi, riconoscimenti e attenzioni, specialmente da parte dei fruitori: LA SPOLETO NORCIA IN MOUNTAIN BIKE che si svolge ogni anno nel primo weekend di settembre.

Arrivati alla vecchia stazione di  Sant’Anatolia di Narco (ora c’è un servizio ristorazione AL BINARIO GIUSTO di buon livello) si prosegue in direzione Norcia fino a Castelsanfelice per poi deviare a destra in direzione dell’Abbazia benedettina dei Santi Felice e Mauro (un vero gioiello di architettura) e poi proseguire sulla strada sterrata che riporta a Sant’Anatolia.

Qui ci si immette nella GREENWAY DEL NERA percorrendo il tratto più agevole della ciclovia che porta fino alla Cascata delle Marmore passando per Scheggino, Ceselli, Ferentillo, Arrone, Casteldilago.

Dopo la Cascata delle Marmore che vi consigliamo di ammirare passando (a piedi con bici a spinta) all’interno del belvedere inferiore, il cui ingresso (sulla sinistra della galleria) è gratuito per i ciclisti, si prosegue in discesa fino a alla stazione di Terni.

Per chi volesse chiudere l’anello senza prendere il treno, dalla cascata delle Marmore c’è un percorso molto bello che sale sul crinale da Collestatte a Varcone (Montefranco) per poi scendere nella valle della Somma e affrontare la bella salita che porta al valico omonimo percorrendo la vecchia strada che passa per Strettura (famoso il pane di Strettura). Poi si scende in discesa fino a Spoleto. Questo il PERCORSO (SOLO BICI) la cui traccia gpx può essere scaricata.

La Greenway del Nera è costituita da percorsi sterrati, percorribili a piedi, in bicicletta o a cavallo, che costeggiano il fiume Nera e il suo bacino idrografico e rendono il suo territorio fruibile nella modalità più naturale e con basissimo impatto.

Greenway del Nera

Questa infrastruttura è l’insieme di diversi tracciati: itinerari Benedettini, la Via Francigena di San Francesco e la Ex ferrovia Spoleto Norcia che oggi sono tutti collegati e formano un anello ben segnalato di circa 180 km.

La Greenway del Nera, per facilitare la sua fruizione, è stata divisa in 16 tratti.

Unendo più tratti del percorso si può programmare un viaggio a tappe della lunghezza voluta. Molti di questi tratti lungo il fiume, dalla Cascata fino a Preci, sono prevalentemente pianeggianti ma quelli che vanno da Preci fino al ritorno alla Cascata presentano salite anche molto impegnative che, però, in caso di condizioni climatiche avverse, possono essere evitate scegliendo il percorso alternativo su asfalto, su strade sempre poco trafficate.

Di seguito i link alle tracce (navigabili senza registrazione) che possono essere anche scaricate nel formato gpx.

Per accedere alle funzionalità di Openrunner è necessario registrarsi gratuitamente al sito openrunner.com e, nel caso di smartphone, scaricare l’App. L’operazione è semplice (il sito è in francese ma basta cambiare la lingua in alto a destra) e vale la pena utilizzare questo potente strumento di navigazione.

Percorso completo originario (187 km e 4900 m di dislivello)

Percorso completo in variante (183 e 4750 m di dislivello) – con i tratti su asfalto per evitare i tratti chiusi

Percorso ridotto (90 km) – Percorso ufficiale della Randonnée MTB Greenway del Nera Adventure Trail

Percorso ridotto (60 km) – Percorso ufficiale della Randonnée MTB Greenway del Nera Adventure Trail

Percorso ridotto (30 km) – Percorso ufficiale della Randonnée MTB Greenway del Nera Adventure Trail

Percorso lungo il fiume Nera – Dalla Cascata a Castelsanfelice e ritorno (con varianti)

Tratto n.1 – Cascata delle Marmore – Arrone (6,6 km e 37 m di dislivello)

Tratto n. 2 – Arrone – Precetto (4,8 km e 60 m di dislivello)

Tratto n. 3 – Precetto – Ceselli (9,7 km e 104 m di dislivello)

Tratto n. 4 – Ceselli – Scheggino (3,4 km e 36 m di dislivello)

Tratto n. 5 – Scheggino – Sant’Anatolia di Narco (3,1 km e 76 m di dislivello)

Tratto n. 6 – Sant’Anatolia di Narco – Piedipaterno (4,9 km e 50 m di dislivello)

Tratto in variante su asfalto da Piedipaterno a Norcia (40,5 km e 968 m di dislivello)

Tratto n. 11 – Norcia – Cascia (17,7 km e 654 m di dislivello)

Tratto n. 12 – Cascia – Monteleone di Spoleto (20,7 km e 612 m di dislivello)

Tratto n. 13 – Monteleone di Spoleto – Salto del Cieco (10,3 km e 393 m di dislivello)

Tratto n. 14 – Salto del Cieco – Piediluco (25,4 km, 487 m dislivello + e 1072 m dislivello -)

Tratto n. 15 – Piediluco – Prati di Stroncone (23 km e 802 m di dislivello)

Tratto n. 16 – Prati di Stroncone – Cascata delle Marmore (18,5 km, 189 m disliv. + e 879 m disliv. -)

Le 16 tratte sono segnalate con cartelli direzionali caratterizzati da una grafica specifica ad alta riconoscibilità sulla base dei formati adottati per la segnaletica sentieristica regionale.

Ogni cartello contiene il logo, il numero della tratta inserito in un cerchio colorato che comunica il grado di difficoltà della tratta specifica secondo una scala cromatica definita, e la località di destinazione della singola tratta che può essere percorsa in entrambe le direzioni.

Lungo il percorso sono anche presenti cartelli quadrati di conferma che riproducono il logo GWN.

Ogni tratta collega 2 punti di destinazione che, nella maggior parte dei casi, sono centri abitati dotati di servizi.

Lungo il percorso sono posizionati anche dei cartelli con delle mappe di riferimento del percorso e con indicati anche i sentieri che portano alle varie zone naturali protette.

La numerazione delle tratte parte dal belvedere inferiore della Cascata delle Marmore e prosegue in senso orario.

Dalla Cascata a Triponzo il percorso di 46 km è suddiviso in 8 tratte ed è prevalentemente pianeggiante. Le altre 8 tratte sono invece caratterizzate dalla presenza di numerose salite e discese, anche impegnative, e sono anche più lunghe singolarmente rispetto alle precedenti.

Per avere informazioni dettagliate sui territori attraversati consultate lagreenwaydelnera.it

NEWS

Purtroppo, dopo il terremoto del 2016, molti tratti del percorso da Piedipaterno a Norcia sono impraticabili. In particolare sono chiusi i tratti:

n. 7 – Piedipaterno – Borgo Cerreto;

n. 8 – Borgo Cerreto – Triponzo;

n. 9 – Triponzo – Preci;

n. 10 – Preci – Norcia.

Si può comunque percorrere la strada asfaltata che corre quasi parallela ai tratti chiusi.

Il percorso parte da Procchio. Questa è la TRACCIA (è navigabile e si può scaricare il file gpx).

53 km e 998 m di dislivello.

Si lascia il paese affrontando una breve salita in direzione Marina di Campo. Segue una breve discesa e uno dei pochi tratti pianeggianti dell’isola. Superata l’aviosuperficie, alla prima rotonda si prende in direzione in direzione Lacona.

 

Questa salita, lunga circa 3,5 km, è abbastanza impegnativa per le pendenze costanti. Superato il valico, una divertente discesa tecnica ci porta di nuovo al livello del mare lungo il litorale di Lacona. Si prosegue su un tratto trafficato superando il bivio per Capoliveri e arrivando a Porto Azzurro.

Lasciato il paese si affronta una salita abbastanza impegnativa di 4 km per poi proseguire su un percorso ondulato fino al bivio per Rio nell’Elba. Alla rotonda, con una inversione a U, si prende a sinistra in direzione Bagnaia imboccando la salita che porta al Castello del Volterraio. La salita, di circa 3 km, è impegnativa ma si è ripagati dal panorama. Al valico (quota 327 m) si apre la vista sul versante nord dell’isola. Prestare attenzione alla discesa tecnica che segue e che ci riporta a livello del mare.

Dall’innesto con la strada che proviene da Porto Azzurro si prosegue verso Portoferraio su un tratto molto trafficato. Giunti alla periferia della cittadina portuale, si prende in direzione Procchio affrontando un tratto trafficato in salita per poi scendere lungo la costa fino alla destinazione finale.

Il Tour parte da Procchio ma può essere percorso partendo da uno qualsiasi dei punti attraversati. Questa è la TRACCIA (è navigabile e si può scaricare il file gpx).

114 km e 1983 m. di dislivello.

Il primo tratto, da Procchio a Marciana Marina, è leggermente vallonato e un po’ trafficato ma, snodandosi lungo la costa, offre bellissime viste panoramiche. Da Marciana Marina (si consiglia di percorre il lungomare e di far colazione al Grand Bar La Perla), seguendo la pista ciclabile, ci si immette sulla strada in salita che porta a Poggio. La salita di circa 6 km è impegnativa, è continua e deve essere affrontata con la dovuta cautela specialmente nelle giornate calde (è comunque molto ombreggiata).

Arrivati a Poggio, dalla piazza è possibile godere di una splendida vista che ripaga la fatica della salita. La strada prosegue leggermente in salita per altri 3 km fino a Marciana che vi suggeriamo di visitare e anche di fare una sosta in uno dei numerosi bar ristoranti lungo la strada di accesso (pedonale) da dove si gode una bellissima vista dell’isola.

Dopo Marciana inizia una lunga discesa, intervallata da due brevi salite, che ci porterà fino a Pomonte. Il panorama lungo questo tratto di costa è bellissimo e vale numerose soste per le foto. Nelle giornate limpide si vede chiaramente la Corsica. Arrivati a Pomonte è quasi d’obbligo una sosta al Baba Yaga Bar per degustare piatti locali o semplicemente insalate, taglieri e buone birre.

Il percorso prosegue sempre lungo la costa con continui saliscendi e viste panoramiche mozzafiato incontrando e attraversando piccoli paesi, presi d’assalto dai turisti nei mesi estivi. Tra queste località spiccano Fetovaia e Cavoli con le due spiagge tra le più gettonate dell’isola. Proseguendo si arriva a Marina di Campo, che, con la sua lunghissima spiaggia attrezzata, attira moltissimi turisti stanziali. Vale comunque la pena attraversare il centro e percorrere il bellissimo lungomare sulla ciclabile per poi immettersi sulla strada che, dopo l’aeroporto, sale in direzione Lacona.

Anche questa salita, lunga circa 3,5 km, è abbastanza impegnativa per le pendenze costanti. Superato il valico, una divertente discesa tecnica ci porta di nuovo al livello del mare lungo il litorale di Lacona. Si prosegue su un tratto trafficato superando il bivio per Capoliveri e arrivando a Porto Azzurro.

Lasciato il paese si affronta una salita abbastanza impegnativa di 4 km per poi proseguire su un percorso ondulato fino al bivio per Rio nell’Elba. Si prende a destra, in discesa, in direzione Rio Marina. Raggiunto il porto, si consiglia una piccola deviazione a destra per percorrere il primo tratto della strada panoramica. Si torna indietro e si prosegue lungo la costa, in direzione Cavo. Anche questo tratto di strada si presenta ondulato ma con una sola breve salita iniziale. Arrivati a Cavo si prosegue percorrendo il lungo mare fino a raggiungere la punta estrema di Capo Castello con vista sul litorale toscano ad est.

Si torna indietro per un breve tratto e poi si prende la strada a destra che sale in direzione Rio nell’Elba. Si tratta di una salita di 7 km abbastanza impegnativa ma si è ripagati da un paesaggio naturale di notevole bellezza. Dopo il valico si scende per alcuni km fino a raggiungere Rio nell’Elba. Il paese merita una visita e una sosta anche per degustare specialità locali (testato Bar La Piazza con annesso alimentari).

Usciti dal paese, dopo una breve discesa (dove si trova la Fonte di Fausto Coppi), al bivio, si prende la salita che porta al Castello del Volterraio in direzione Portoferraio. La salita di circa 3 km è impegnativa ma si è ripagati dal panorama. Al valico (quota 327 m) si apre la vista sul versante nord dell’isola. Prestare attenzione alla discesa tecnica che segue e che ci riporta a livello del mare.

Dall’innesto con la strada che proviene da Porto Azzurro si prosegue verso Portoferraio su un tratto molto trafficato. Giunti alla periferia della cittadina portuale, si prende in direzione Procchio affrontando un tratto trafficato in salita per poi scendere lungo la costa fino alla destinazione finale.

L’Isola d’Elba è un paradiso per i ciclisti di tutti i tipi. Chi ama la bici da corsa può fare il giro completo dell’isola, che misura 114 km e 1983 m di dislivello, in un solo giorno oppure dividerlo in più anelli di 40/50 km da percorrere ciascuno ogni giorno. Continua a leggere

Il Tour inizia da Procchio. Questa è la TRACCIA (è navigabile e si può scaricare il file gpx).

30 km e 760 m di dislivello. Punto più alto (Monte Perone) 633 m.

Lasciato Procchio ci si dirige verso Marciana Marina percorrendo un tratto di costa molto panoramico e leggermente vallonato. Percorso il lungomare si esce dall’abitato seguendo una pista ciclabile che immette direttamente nella salita in direzione Poggio. La salita fino al paese è impegnativa e non va sottovalutata.

Arrivati a Poggio, prima di affrontare la salita del Monte Perone è bene fare una breve sosta sulla terrazza panoramica di Poggio.

La salita “taglia gambe” è ben presentata dalle numerose scritte sull’asfalto che annunciano la sfida. In realtà ai primi 2 km che sono effettivamente molto duri segue un tratto di circa 1 km leggermente meno ripido che ti concede un recupero prima di affrontare l’ultima rampa che porta allo scollinamento.

Da quì si prosegue su un tratto pianeggiante che si affaccia sull’altro versante dell’isola, per poi iniziare una discesa molto ripida e tecnica che si conclude all’incrocio con la strada che proviene da San Piero in Campo. Si prosegue in un tratto pianeggiante fino a Sant’Ilario, paesino che vale la pena visitare.

Si affronta poi l’ultimo tratto di discesa con tornanti che ci porta all’abitato di La Pila dove ci si immette sulla strada che ci riporta a Procchio.

Il Tour inizia da Porto Azzurro. Questa è la TRACCIA (è navigabile e si può scaricare il file gpx).

43 km e 634 m di dislivello con una quota massima di 240 m.

Lasciato il paese si affronta una salita abbastanza impegnativa di 4 km per poi proseguire su un percorso ondulato fino al bivio per Rio nell’Elba. Si prende a destra, in discesa, in direzione Rio Marina.

Raggiunto il porto, si consiglia una piccola deviazione a destra per percorrere il primo tratto della strada panoramica. Si torna indietro e si prosegue lungo la costa, in direzione Cavo.

Anche questo tratto di strada si presenta ondulato ma con una sola breve salita iniziale. Arrivati a Cavo si prosegue percorrendo il lungo mare fino a raggiungere la punta estrema di Capo Castello con vista sul litorale toscano ad est.

Si torna indietro per un breve tratto e poi si prende la strada a destra che sale in direzione Rio nell’Elba. Si tratta di una salita di 7 km abbastanza impegnativa ma si è ripagati da un paesaggio naturale di notevole bellezza. Dopo il valico si scende per alcuni km fino a raggiungere Rio nell’Elba. Il paese merita una visita e una sosta anche per degustare specialità locali (testato Bar La Piazza con annesso alimentari).

Per tornare a Porto Azzurro si ripercorre la strada fatta all’andata, questa volta in discesa.

 

Il tour inizia da Procchio. Questa è la TRACCIA (è navigabile e si può scaricare il file gpx).

52 km e 845 m di dislivello con il punto più alto a quota 377 m.

Vedi animazione Tour in senso Orario

Vedi animazione Tour in senso Antiorario

Da Procchio si percorre una bellissima strada panoramica, leggermente ondulata, fino a Marciana Marina. Consigliamo di percorrere il lungo mare e di far colazione al Grand Bar La Perla.

Uscendo dal paese, si prosegue poi in salita in direzione Poggio. La salita, di circa 6 km, è impegnativa (da evitare la direttissima per Marciana) perchè è continua e deve essere affrontata con la dovuta cautela specialmente nelle giornate calde (è comunque molto ombreggiata). Arrivati a Poggio, dalla piazza è possibile godere di una splendida vista che ripaga la fatica della salita. In piazza c’è anche il Bar La Dolce Vita dove poter effettuare una sosta.

La strada prosegue leggermente in salita per altri 3 km fino a Marciana che vi suggeriamo di visitare e anche di fare una sosta in uno dei numerosi bar ristoranti lungo la strada di accesso (pedonale) da dove si gode una bellissima vista dell’isola.

Dopo Marciana inizia una lunga discesa, intervallata da due brevi salite, che ci porterà fino a Pomonte. Il panorama lungo questo tratto di costa è bellissimo e vale numerose soste per le foto. Nelle giornate limpide si vede chiaramente la Corsica.

Arrivati a Pomonte è quasi d’obbligo una sosta al Baba Yaga Bar per degustare piatti locali o semplicemente insalate, taglieri e buone birre.

Il percorso prosegue sempre lungo la costa con continui saliscendi e viste panoramiche mozzafiato incontrando e attraversando piccoli paesi, presi d’assalto dai turisti nei mesi estivi. Tra queste località spiccano Fetovaia e Cavoli con le due spiagge tra le più gettonate dell’isola.

Proseguendo si arriva a Marina di Campo, che, con la sua lunghissima spiaggia attrezzata, attira moltissimi turisti stanziali. Vale comunque la pena attraversare il centro e percorrere il bellissimo lungomare sulla ciclabile per poi immettersi sulla strada che ci riporta a Procchio.