Assisi con il suo fascino e il paesaggio circostante che sembra convergere verso lo skyline della città antica, ma anche espandersi tutto intorno verso altri luoghi da scoprire, è questo il luogo reinterpretato, vissuto ed esaltato da un festival, non della bicicletta, ma dell’andare in bicicletta.

Assisi ha una relazione particolare con la bici. Negli anni della guerra Gino Bartali, il grande campione, veniva in bicicletta ad Assisi da Firenze, non per disputare una gara, ma per salvare vite umane. Il Ciclismo a servizio di qualche cosa di più grande dello sport. Un modo diverso e più nobile di interpretarlo.

Le tortuose e ripide stradine medievali di Assisi la fanno apparire come irraggiungibile per le due ruote. Ma non è così. Il Festival appena concluso ha dimostrato che Assisi è una città “ciclabile”, non nel senso della presenza di infrasrutture dedicate alla bicicletta (che cominciano ad esserci), ma di un modo diverso di utilizzare la bicicletta per vivere esperienze decisamente più ricche e stimolanti come la scoperta di capolavori d’arte, di una natura incontaminata, di paesaggi discretamente antropizzati e di spiritualità percepibile ovunque; tesori sapientemente custoditi e resi accessibili attraverso il procedere lento e rispettoso della bicicletta.

Assisi con il suo Festival ha utilizzato il genius loci per interpretare un cambiamento culturale profondo, ormai in atto in tutto il mondo, che è la scoperta o la riscoperta del “cicloturismo”, la forma di turismo, insieme a quella dei cammini, più evoluta, più discreta e meno invasiva.

Agli eventi del Festival sono stati invitati a pertecipare tutti, dagli sportivi più attrezzati alle famiglie e ai neofiti attratti dalla semplicità di una proposta fatta di poche regole basate sulla condivisione di una esperienza da vivere senza stress e in sicurezza.

Venerdì sera, nella splendida cornice dell’Abbazia di San Pietro, hanno preso il via e si sono conclusi due tour: uno, in mountain bike, l’altro con bici da corsa, che hanno consentito ai numerosi partecipanti, di vivere l’esperienza del Monte Subasio e della Valle Umbra.

Percorsi secondari, privi di traffico, per attraversare, conoscere e interpretare il territorio in modo inedito, immersi negli odori dell’estate e nel buio e nel silenzio della notte. Partendo poco dopo il tramonto e tornando a mezzanotte, tutti hanno percorso le strade del centro storico di Assisi avendo modo di percepirlo diversamente dal solito.

Sabato mattina, con un bellissimo sole, un gruppo di “cicloturisti per caso”, condotti da guide esperte, hanno potuto apprezzare su tratti di ciclabili e strade secondarie di campagna, la fitta trama che mette in relazione vari punti del territorio, offrendo una visione sicuramente inedita e più autentica dei borghi, delle piccole frazioni e delle colture agricole che caratterizzano l’alta Valle Umbra tra Santa Maria degli Angeli e Spello.

Nel pomeriggio di sabato si è offerta la possibilità ad alcuni fortunati, che l’hanno saputa cogliere pre-iscrivendosi per tempo, di visitare il centro storico di Assisi e alcuni dei suoi tesori con bici a pedalata assistita: le ormai note eBike.

In piazza del Comune, poco prima che si riempisse di turisti attratti dalla rievocazione storica del Palio di San Rufino, si è mosso il gruppo di ciclisti guidato da Francesco Moser e da tutti i componenti della Giunta Comunale, Sindaco in testa, che hanno voluto testimoniare di persona e al completo, questo nuovo atteggiamento di chi, alla guida della città, vuole aprirla a nuove forme di turismo slow e green.

La presenza agli eventi del Festival di un grande campione del Ciclismo come Francesco Moser non è casuale e sta a testimoniare che anche chi ha rappresentato lo sport del Ciclismo ad altissimi livelli agonistici, sia particolarmente interessato a questo nuovo modo, non competitivo, di interpretarlo.

Il gruppo delle eBike, a cui si è aggiunta una delegazione di velomobilisti con i loro coloratissimi mezzi a pedali (ciclisti su bici reclinate carenate) provenienti da tutta Italia, hanno fatto tappa al Museo della Memoria, la struttura realizzata dal Comune di Assisi, che raccoglie le testimonianze delle azioni compiute dalla comunità assisana finalizzate al salvataggio delle vite di numerosi ebrei durante le persecuzioni razziali.

In questo museo c’è anche la testimonianza dell’impegno profuso da Gino Bartali che svolgeva il ruolo di postino (guarda il video), trasportando documenti contraffatti nascosti nel cannotto della bici tra Assisi e Firenze, passando per Terontola. Poteva fare questo grazie alla sua notorietà di Campione del Ciclismo eroico, conosciuto da tutti e quindi, fermato ai controlli nazisti ma poi rilasciato subito dopo in cambio di autografi.

La presenza di Francesco Moser e di Gioia Bartali (nipote del campione) ha arricchito di testimonianze questa visita che ha anticipato la randonnèe che si è svolta domenica mattina.

Nonostante le condizioni atmosferiche lo sconsigliassero (per questo molti randonneur pre-iscritti hanno rinunciato) alcuni eroici temerari, guidati dai velomobilisti, hanno sfidato la pioggia e i temporali per onorare la Randonnée del Giusto, di 200 km, percorrendo le strade di Gino Bartali tra Assisi e Terontola.

Partiti alle 7 da Santa Maria degli Angeli, hanno potuto visitare il centro storico di Assisi nello splendido e inusuale scenario che si presenta a quell’ora, per poi proseguire lungo strade di campagna della Val Tiberina, percorrendo la Val di Pierle fino alla stazione di Terontola dove sono stati accolti da Ivo Faltoni, il fido meccanico di Gino Bartali che custodisce memorie del grande campione in un negozio di cimeli nei pressi della stazione e che ha voluto testimoniare il suo grande amore per il ciclismo e per Bartali con la stele a lui dedicata posta all’interno della stazione, meta di tutti i ciclisti della zona e dei numerosi stranieri che passano le vacanze in Toscana e sulle sponde del lago Trasimeno.

Sempre domenica, ma su un percorso più corto, anche questo bagnato dalla pioggia, si è svolta la Pedalata della Pace, una cicloturistica a cui hanno partecipato un centinaio di temerari con bici di vario tipo (anche storiche).

E’ stata comunque una festa anche sotto la pioggia a testimoniare che Assisi:… ha voluto la bicicletta ?… e ora pedala…!!!

Ringrazio il Consorzio Umbria & Bike che è stato incaricato dal Comune di Assisi di progettare e organizzare il Festival e che mi ha invitato a collaborare alla sua riuscita.

I singoli eventi sono stati organizzati da ASD umbre e toscane: Grifo Bike, Blu Vélo, Velo Club Assisi/Bastia, CTA (Centro Turistico Acli), Ecobike, Bike Rando. 

Valter Ballarini

Nato a Terni, in Umbria, ciclista, randonneur, guida cicloturistica, da anni esplora il mondo del Ciclismo non solo come fenomeno sportivo ma come modalità più consapevole di osservare e vivere la realtà. Architetto, in passato, ha realizzato progetti come la Bibliomediateca e il Videocentro a Terni, la Città del Gusto del Gambero Rosso a Roma, il Virtual Reality & Multi Media Park di Torino.

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