Raramente guidando l’auto ci si rende conto dello stato in cui si trovano i bordi delle nostre strade. La rete delle strade regionali, provinciali, comunali italiane, senza tener conto delle autostrade, misura 837.493 km.

Per calcolare la lunghezza dei bordi basta raddoppiare il dato ottenendo circa 1,7 milioni di km. Le strade sono di varie tipologie ma la caratteristica che le accomuna è la presenza di una carreggiata dove transitano i veicoli, di una banchina che ne definisce il bordo esterno (non sempre praticabile) e di una fascia di rispetto tra la banchina e il confine esterno, molto spesso di terra con vegetazione, quasi sempre spontanea.

La banchina e la fascia di rispetto sono interessate da un fenomeno inquietante rappresentato dall’abbandono di rifiuti da parte dei vari utenti della strada.

Lungo tutte queste strade, con poche eccezioni (quando si attraversano centri urbani ben amministrati), c’è una ininterrotta sequela di rifiuti di vario tipo. Prevalentemente si tratta di bottiglie di plastica o di vetro, pacchetti di sigarette, contenitori di succhi di frutta e bevande, involucri di alimenti e altre tipologie di rifiuto tutte riconducibili a scarti di consumi effettuati dagli stessi utenti della strada che, aprendo il finestrino, li gettano sui bordi della strada.

Il fenomeno è generalizzato ed è difficilmente arginabile a valle con interventi da parte dei proprietari delle strade e dei cittadini di buona volontà che provano a ridare dignità a queste strisce di territorio considerate discariche dai più.

La rilevanza del problema può essere individuata in modo particolare dai cicloturisti (più che dai cicloamatori che percorrono a velocità più elevate le stesse strade, concentrati sulla ruota di chi li precede). Questi si muovono ad una velocità moderata e sono in grado di osservare ciò che li circonda, tanto da poter rilevare pienamente il fenomeno delle discariche a bordo strada.

Tra questi rifiuti si possono osservare anche gli involucri di barrette energetiche utilizzate dai ciclisti e questo sta a significare che anche loro non sono immuni da comportamenti incivili e sconsiderati. Ma questo tipo di rifiuti è comunque irrilevante rispetto ai pacchetti di sigarette che sono onnipresenti a testimoniare il fatto che il fumo delle sigarette, oltre a uccidere chi fuma, ne annebbia il cervello, dando vita a comportamenti inspiegabili altrimenti.

Il problema non è facilmente risolvibile. Si tratterebbe di ripulire i bordi delle strade attraverso una campagna a livello nazionale che coinvolga sia i proprietari delle strade che i fruitori e immediatamente dopo intervenire sulla vegetazione spontanea riqualificando il tutto con interventi strutturali tali da rendere evidente le eventuali trasgressioni anche a chi le compie.

In genere uno spazio ordinato e tenuto pulito funziona da deterrente nei confronti anche degli sporcaccioni. Infatti il loro gesto sconsiderato non avrebbe nessun tipo di alibi come invece accade oggi in presenza di tanti rifiuti stratificati.

 

Valter Ballarini

Nato a Terni, in Umbria, ciclista, randonneur, guida cicloturistica, da anni esplora il mondo del Ciclismo non solo come fenomeno sportivo ma come modalità più consapevole di osservare e vivere la realtà. Architetto, in passato, ha realizzato progetti come la Bibliomediateca e il Videocentro a Terni, la Città del Gusto del Gambero Rosso a Roma, il Virtual Reality & Multi Media Park di Torino.

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