Ovviamente tale divieto dovrebbe essere applicato e opportunamente segnalato in quelle strade classificate come “strade ad alta intensità ciclistica” che vanno dalle ciclovie, nei tratti a traffico promiscuo, agli itinerari cicloturistici su strade “condominiali”.

Le uniche strade dove non dovrebbe valere sono le strade a scorrimento veloce, o extraurbane ad alta intensità di traffico veicolare, in cui la presenza dei ciclisti dovrebbe essere consentita su corsie a loro dedicate (che bisognerebbe realizzare restringendo semplicemente e opportunamente la corsia delle auto ed occupando la banchina).

Si tratterebbe di una norma di civiltà che eliminerebbe le inutili dispute tra utenti della strada e garantirebbe sicurezza sia ai ciclisti che agli automobilisti.

L’art 48 del Codice della Strada, che norma il sorpasso, non tiene conto della pericolosità dei sorpassi effettuati dalle auto e dai mezzi pesanti, nei confronti dei ciclisti che procedono nella carreggiata nella stessa direzione. Sono pericolosi perchè le autovetture, rimanendo all’interno della stessa corsia di marcia, indipendentemente dalla sua larghezza e incuranti del fatto di trovarsi in curva o su un rettilineo con traffico sulla corsia opposta, costringono il ciclista ad occupare il bordo estremo della strada (quello in peggiori condizioni) per non essere investiti.

Il ciclista, grazie all’attuale articolo, è considerato dall’automobilista non un veicolo con pari diritti (nonchè maggiore vulnerabilità), ma semplicemente un ostacolo da superare in qualsiasi condizione.

Per ovviare a questo, in alcuni paesi europei è stata introdotta la norma che impone all’automobilista una distanza di almeno 1,5 m. dal ciclista da sorpassare. Purtroppo, come autorevoli esponenti della Polizia della Strada affermano, questa norma non sarebbe applicabile, in quanto questa distanza non potrebbe essere misurata e verificata oggettivamente dagli agenti e, quindi, risulterebbe inutile ai fini pratici, pur mantenendo un carattere educativo nei confronti degli automobilisti che mal sopportano la presenza dei ciclisti sulle strade e interpretano le norme a loro piacimento, armandosi di presunte ragioni (che non esistono, perchè la strada è di tutti).

La richiesta di modifica del Codice, così come sintetizzata nel titolo di questo post, è stata recentemente presentata in audizione alla IX Commissione Parlamentare Trasporti dall’Alleanza della Mobilità Dolce (A.Mo.Do.) a cui aderiscono le maggiori associazioni nazionali che si occupano di questo tema (tra cui l’ARI), e si spera che le indicazioni contenute nel documento vengano prese in seria considerazione da chi ha il compito di modificare e adeguare il Codice della Strada ai nuovi scenari della mobilità in ambito sia urbano che extraurbano.

Il dibattito è aperto. Sarebbe bene che tutti i ciclisti, di qualsiasi estrazione e tipologia, intervenissero e facessero sentire (e pesare) la propria opinione in proposito.

Questo è il documento che A.MO.DO. ha consegnato alla Commissione. Oltre alla modifica della norma relativa al sorpasso, contiene altre indicazioni importanti, condivise da tutte le associazioni che aderiscono all’Alleanza. Può essere scaricato direttamente da questo LINK CAMERA, alla pagina della Camera dei Deputati, o cliccando qui Audizione A.MO.DO Codice della Strada 6 marzo 2019.

E’ possibile anche visionare il video dell’audizione, rispettivamente: dei rappresentanti di Kyoto Club, A.Mo.Do. e Lega Ambiente, pubblicata sulla webtv della Camera dei Deputati LINK WEBTV

 

Valter Ballarini

Nato a Terni, in Umbria, ciclista, randonneur, guida cicloturistica, da anni esplora il mondo del Ciclismo non solo come fenomeno sportivo ma come modalità più consapevole di osservare e vivere la realtà. Architetto, in passato, ha realizzato progetti come la Bibliomediateca e il Videocentro a Terni, la Città del Gusto del Gambero Rosso a Roma, il Virtual Reality & Multi Media Park di Torino.

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