Per prima cosa è bene consultare il sito www.6p6.bike nel quale si possono trovare tutte le informazioni sull’organizzazione e le locations.

In questo articolo cercherò di illustrarvi le ragioni che potrebbero spingervi a fare la pre-iscrizione a partire dal 1 novembre per garantirvi la possibilità di confermarla entro il 30 dicembre.

E’ infatti molto importante prendere una decisione al più presto perché il numero chiuso di 200 posti disponibili non è un escamotage degli organizzatori per spingervi a prenotare, ma un limite imposto dalla disponibilità di posti sulla nave da Cagliari a Palermo.

Evidentemente questo, oltre ad essere un vincolo per gli stessi organizzatori (il cui budget è necessariamente pre-determinato), è anche un vantaggio per tutti perché in questo modo si possono programmare e offrire servizi molto più accurati e di qualità.

Veniamo però alle note dolenti. Il costo di iscrizione di 400 € è infatti apparentemente elevato.

Facendo però le giuste considerazioni è più che corrispondente ai servizi offerti.

Infatti, la tipologia del brevetto 1200 km (unico nel suo genere e fuori standard) diviso in due 600 km + pernottamento in nave, con la partenza notturna a Cagliari, permette a tutti i partecipanti di programmare una sola sosta di recupero (notturna) presso una struttura (con brandine e servizi) a Dorgali in Sardegna e, dopo la traversata in nave e la partenza mattutina a Palermo, una sola sosta analoga in Sicilia con gli stessi servizi.

Questo significa che i randonneur, una volta partiti da Cagliari, non avranno bisogno di nulla che non sia compreso nel costo di iscrizione, a meno che non vogliano optare per un livello di servizi superiore a quello standard garantito a tutti.

Comunque sia, anche i servizi aggiuntivi saranno offerti dagli organizzatori nella formula “all inclusive” scegliendo le opzioni sul sito al momento dell’iscrizione definitiva.

In realtà il costo dell’iscrizione non è quello determinante per la scelta perché bisogna considerare i costi di trasferimento a Cagliari all’andata e quelli di rientro da Palermo. Per fortuna sia Cagliari che Palermo sono località facilmente raggiungibili sia con la nave che con l’aereo, ma sono questi i costi che incidono di più.

D’altra parte anche Parigi, Madrid, Londra, Milano, Roma, Bormio… bisogna raggiungerle in qualche modo…, quindi, i costi da sostenere sono assolutamente allineati se consideriamo anche la mini crociera (con cabina + cena + colazione) in nave da Cagliari a Palermo compresa nel prezzo.

Comunque sia, per partecipare ad una ultra maratona ciclistica è necessario preventivare un budget rapportabile almeno a quello di una vacanza.

Questa considerazione se vale per gli Italiani, ha ancora più senso per gli stranieri che devono organizzarsi per raggiungere l’Italia.

Quindi non è il costo che fa la differenza ma l’unicità e l’attrattività dell’esperienza che si propone. In questo caso si tratta di fare un viaggio nelle due isole maggiori del Mediterraneo con un approccio più mirato alla scoperta di luoghi, paesaggi, odori e sapori che alla prestazione sportiva.

Il fatto che il super brevetto IGT sia suddiviso in due brevetti ACP e che “tra il dire e il fare ci sia di mezzo il mare…”, consente ai randonneurs di prendersi tutto il tempo a disposizione (40 ore) per viversi la Sardegna (la nave parte la sera ed è inutile arrivare prima a Cagliari) e poi decidere come viversi la Sicilia, correndo per prendere il traghetto che vi riporterà a casa la sera, o arrivare entro le 40 ore per poi pernottare a Palermo e, il giorno seguente, visitare la città e i suoi meravigliosi dintorni.

Partecipare alla 6+6 Isole è anche acquisire uno dei 4 superbrevetti dell’Italia del Grand Tour, il progetto dell’ARI che consente ai randonneur di tutto il mondo di visitare l’Italia in bicicletta partecipando ogni anno ad uno dei grandi eventi programmati.

Ci sono già alcuni randonneurs che hanno completato negli anni passati gli altri 3 super-brevetti e, molti altri ne hanno conclusi almeno altri due.

Partecipare nel 2019 alla 6+6 Isole significa quindi contribuire a far crescere un progetto italiano che promuove l’Italia in tutto il mondo, potendo sfidare qualsiasi altra manifestazione internazionale come anche la Parigi Brest Parigi che si disputerà sempre nel 2019 ad agosto.

Ovviamente la PBP ha un grande fascino per i randonneurs di tutto il mondo non perchè il percorso sia il più bello o perchè l’organizzazione sia migliore. Semplicemente perchè i francesi sono molto più bravi degli italiani a vendere i loro prodotti.

I 4 superbrevetti dell’Italia del Grand Tour sono di gran lunga più belli e affascinanti della PBP anche perchè: la quantità quasi mai fa la qualità.

 

Valter Ballarini

Nato a Terni, in Umbria, ciclista, randonneur, guida cicloturistica, da anni esplora il mondo del Ciclismo non solo come fenomeno sportivo ma come modalità più consapevole di osservare e vivere la realtà. Architetto, in passato, ha realizzato progetti come la Bibliomediateca e il Videocentro a Terni, la Città del Gusto del Gambero Rosso a Roma, il Virtual Reality & Multi Media Park di Torino.

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Per anni i “puristi” del ciclismo agonistico hanno snobbato queste biciclette dalla forma strana, comparse sul mercato a coprire uno spazio destinato a coloro che la bicicletta l’hanno sempre vista come uno strumento di tortura o, al massimo, come mezzo per la mobilità urbana.

Oggi questo atteggiamento è profondamente cambiato e c’è una rincorsa all’ultimo modello costosissimo di bici a pedalata assistita che, nel frattempo, è stata interessata da una evoluzione di forme e di performance che non ha uguali nella storia della bicicletta.

E’ sempre più difficile distinguere una “assistita” da una “muscolare” (così vengono chiamate le due tipologie) perchè le linee sono state ammorbidite, le batterie integrate nei telai e i motori resi quasi invisibili nei movimenti centrali. Continua a leggere

Valter Ballarini

Nato a Terni, in Umbria, ciclista, randonneur, guida cicloturistica, da anni esplora il mondo del Ciclismo non solo come fenomeno sportivo ma come modalità più consapevole di osservare e vivere la realtà. Architetto, in passato, ha realizzato progetti come la Bibliomediateca e il Videocentro a Terni, la Città del Gusto del Gambero Rosso a Roma, il Virtual Reality & Multi Media Park di Torino.

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Che differenza c’è tra l’eroismo e l’audacia ?

Apparentemente sembrerebbero la stessa cosa ma, a pensarci bene…

Si è eroici quando si compie un’impresa con coraggio e determinazione (inseguendo un fine).

Si è audaci quando si affronta una sfida semplicemente per superare dei limiti (senza un fine preciso).

I gesti eroici sono volontari ma, spesso, anche involontari. Si può essere eroici non volendo (come molti dei soldati della prima guerra mondiale e di tante altre guerre), si può anche esserlo per altruismo e per un ideale da difendere o affermare. In molti casi, lo si fa per passare alla storia. Un eroe è tale perchè ha compiuto un gesto o un’impresa condivisa o, almeno, riconosciuta dagli altri.

Invece, le imprese audaci si compiono prima di tutto per sé stessi, per provare a superare i propri limiti o per conoscerli. Non ci sono motivazioni ideali che spingono l’audace a compiere un’impresa e tantomeno premi e riconoscimenti.
L’audace non ha bisogno degli altri. Anzi, molto spesso l’audace viene considerato dagli altri un irresponsabile che fa cose (pericolose) senza senso (comune). Continua a leggere

Valter Ballarini

Nato a Terni, in Umbria, ciclista, randonneur, guida cicloturistica, da anni esplora il mondo del Ciclismo non solo come fenomeno sportivo ma come modalità più consapevole di osservare e vivere la realtà. Architetto, in passato, ha realizzato progetti come la Bibliomediateca e il Videocentro a Terni, la Città del Gusto del Gambero Rosso a Roma, il Virtual Reality & Multi Media Park di Torino.

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Gran parte delle strade italiane, oltre al degrado dovuto alla cattiva realizzazione, al traffico di mezzi pesanti, alla mancanza di manutenzione, alla manutenzione tardiva tappabuchi, sono devastate dagli interventi delle aziende multiservizi.

Uno scavo per la posa di cavi o tubi dovrebbe comportare il rifacimento del manto stradale, invece, in Italia succede il contrario. Si scava, spesso senza un criterio (se non approssimativo), e poi si ricopre lo scavo alla meno peggio, tanto nessuno controlla i lavori eseguiti.

Il problema è infatti la mancanza totale di controlli. Il committente chiede l’autorizzazione allo scavo all’ente proprietario della strada che lo concede in base ad una normativa specifica. Il committente affida i lavori ad una ditta che esegue i lavori. La ditta li esegue….. e poi finisce la storia. Mancano tutti i passaggi successivi che vengono sistematicamente elusi. Continua a leggere

Valter Ballarini

Nato a Terni, in Umbria, ciclista, randonneur, guida cicloturistica, da anni esplora il mondo del Ciclismo non solo come fenomeno sportivo ma come modalità più consapevole di osservare e vivere la realtà. Architetto, in passato, ha realizzato progetti come la Bibliomediateca e il Videocentro a Terni, la Città del Gusto del Gambero Rosso a Roma, il Virtual Reality & Multi Media Park di Torino.

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La dimostrazione che possiamo superare i limiti imposti dalla nostra mente è data dall’esperienza di Pamela, un’esperienza che mi ha profondamente toccato nell’anima e che voglio condividere con voi.

Pamela è una giovane donna di 40 anni che fin da giovanissima pratica attività sportiva. Aveva 8 anni quando ha iniziato a fare nuoto e 20 la corsa. Soltanto da qualche anno, 6 per la precisione, si è appassionata allo sport che forse più di qualunque altro possiamo definire coinvolgente, adrenalinico, intenso ed emozionante: il triathlon. Continua a leggere

Daniela Angelozzi

Farmacista di professione, andando in bicicletta ho scoperto il significato del movimento associato al vivere immersi nella natura, alla ricerca della bellezza. Per descrivere di cosa si tratta ho coniato la definizione: "meditazione dinamica". Il mio è un approccio olistico al tema della salute e del benessere come equilibrio psicofisico. La bici è equilibrio.

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